Madden NFL 25: un quarto di secolo celebrato degnamente

Madden NFL 25: un quarto di secolo celebrato degnamente

Considerando il football così ‘centrale’, negli equilibri dell’entertainment Usa, va da sé rilevare l’indubbia rilevanza della saga di Madden. Il simulatore dedicato alla palla ovale di Ea, infatti, è sempre tra i giochi più diffusi, amati e criticati dell’intero panorama videoludico americano.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

L'importanza dell'evoluzione

La condizione di monopolio in cui Ea si è messa, comprando i diritti esclusivi del campionato Nfl, non ha giovato alla popolarità del suo titolo che, se da un lato si è attirato molte più ostilità del dovuto, dall’altro si è effettivamente un po’ ‘seduto sugli allori’, facendo uscire degli episodi molto meno ispirati di altri.

Nel 2013, però, Ea aveva dimostrato di voler far sul serio, soprattutto introducendo in Madden un vero e proprio motore fisico (sulla stregua, insomma, di quanto proposto nel 2012 da Fifa) che, per quanto ancora poco preciso e non esente da situazioni poco credibili, aveva mostrato quale fosse la via da perseguire in termini simulativi.

In più, al posto della modalità ‘Franchise’, era stata varata quella denominata ‘Connected Career’, in cui impersonare per tutta la carriera, un allenatore o un singolo atleta. Il gioco non aveva ancora la forza per distaccarsi dagli ultimi episodi della saga – piuttosto piatti -, ma la svolta era in arrivo.

La versione del 2014 era fondamentale per la saga di Madden. Da un lato Ea voleva celebrare degnamente i 25 anni della serie, dall’altro i fan chiedevano decise migliorie e innovazione e, infine, era la stessa disciplina ad essersi pesantemente evoluta, imponendo anche al simulatore di cambiare.

 
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