Destiny: Bungie e il tentativo di creare uno shooter co-op con una storia interessante

Destiny: Bungie e il tentativo di creare uno shooter co-op con una storia interessante

Al GamesWeek che si svolge in questi giorni a Milano abbiamo avuto modo di intervistare Eric Osborne, responsabile della Community di Bungie, che ci ha raccontato dei piani della sua software house per Destiny, mettendo molte aspettative su questo interessante shooter co-op.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Da Halo a Destiny

Il principale obiettivo di Bungie con Destiny è quello di portare l'esperienza co-op, da intendere alla maniera di Borderlands, a un nuovo livello, ovvero immergendola in un contesto più variegato e profondo. Per questo la parte legata alla storia e la narrazione saranno al centro delle attenzioni di Bungie, visto che il nuovo shooter co-op per prima cosa vuole coinvolgere il giocatore e inserirlo all'interno di un contesto narrativo interessante.

Destiny, come Borderlands, è uno shooter co-op con elementi da gioco di ruolo ambientato in un mondo aperto che miscela elementi fantascientifici ad aspetti mistici. Si tratta del primo gioco di Bungie dopo aver lavorato per tanti anni sulla serie Halo, ed è frutto dell'accordo di dieci anni raggiunto con Activision. Questo accordo consente, però, a Bungie di lavorare in maniera indipendente e, appunto, al di fuori della serie Halo, il che costituirà un bel banco di prova per il team che ha sede a Bellevue, nello Stato di Washington. Come sanno i giocatori con qualche anno sulle spalle, prima di Halo, Bungie era una software house già affermata, avendo realizzato alcuni gioielli come Marathon e Myth.

Come prima cosa, Bungie sottolinea il fatto che l'universo di Destiny è "vivo". Durante le partite, infatti, accadranno degli eventi di grande portata che non sono necessariamente previsti dallo sviluppatore o in alcun modo controllati. Secondo Bungie, dunque, Destiny sarà un'esperienza completamente dinamica per i giocatori. Destiny sarà basato su un mondo persistente, ma Bungie respinge la definizione di MMO: piuttosto, si tratterà di uno "shooter a mondo condiviso", come il team statunitense ama definirlo. Il mondo di gioco, infatti, sarà suddiviso in parti pubbliche e private e mentre nelle prime sarà possibile interfacciarsi con tutti gli altri giocatori presenti nel server, nelle seconde si accederà con gli amici che il giocatore ha scelto per affrontare le missioni.

Bungie ha preparato per Destiny un nuovo motore grafico, definito Umbra 3, che consente di avere illuminazioni globali e illuminazione dinamica in tempo reale, e i due tipi di illuminazione si verificheranno contemporaneamente. Questo sistema si avvale di alcuni strumenti di sviluppo forniti da Nvidia, come Optix, che permette ai programmatori di esaminare in maniera interattiva gli effetti delle illuminazioni, le rifrazioni e le ombre. Bungie utilizza poi una tecnologia di matchmaking simile a quella impiegata nei giochi della serie Halo, che permetterà ai giocatori di trovare in ogni situazione i compagni di viaggio ideali in base alla loro esperienza.

Destiny è ambientato in un futuro lontano 700 anni dall'epoca moderna in uno scenario post-apocalittico che segue la cosiddetta Età dell'Oro, un'epoca particolarmente fortunata per l'essere umano in termini di esplorazione, pace e progresso tecnologico. L'umanità si è espansa e ha colonizzato diversi pianeti del Sistema Solare ma un evento, conosciuto come "The Collapse", vede la misteriosa dissoluzione di queste colonie, porta alla fine dell'Età dell'Oro e pone l'umanità sull'orlo dell'estinzione. Coloro che sono sopravvissuti al "Collapse" devono la loro vita al Viaggiatore, un corpo celeste sferico che orbita intorno alla Terra e che aveva già consentito all'umanità di viaggiare nello spazio.

Quando le vicende di Destiny prendono inizio, il Viaggiatore si trova sopra l'ultima città umana rimasta, permettendo ai Guardiani della Città, gli ultimi difensori della razza umana, di controllare un potere dall'origine sconosciuta. Si scopre, inoltre, che delle ostili razze aliene hanno preso il controllo delle colonie extra-terrestri prima nelle mani degli umani e che adesso stanno organizzando un attacco per impossessarsi anche della Città. I giocatori intepretano i Guardiani e sono chiamati a trovare delle soluzioni per evitare che l'umanità venga completamente annientata da queste forze aliene.

Destiny, quindi, si incentrerà sul viaggio dei Guardiani nel tentativo di salvare l'ultima città umana. Si dividono in tre classi: Cacciatori, avventurieri sempre in cerca di ricompense; Titani, i costruttori delle mura che proteggono la città, ricoprono il ruolo di fanteria pesante; e Stregoni, coloro che studiano il Viaggiatore, sono in grado di utilizzare alcune delle sue arcane energie.

Ma i giocatori potranno personalizzare anche la Razza del proprio Guardiano, scegliendo fra Umani; Caduti, alieni umanoidi dotati di quattro braccia; Cabal, colossi pesantemente corazzati provenienti da Marte; Vax, alieni robotocizzati venuti da Venere; e Sciame, mostri nascosti nella parte oscura della Luna.

Adesso vi lasciamo all'intervista a Eric Osborne, responsabile della Community di Bungie, che abbiamo avuto modo di fare al GamesWeek, il consumer show dedicato ai videogiochi più grande d'Italia, che si svolge in questi giorni al MiCo di Milano. Non prima, però, di rimandarvi a questo articolo per altri dettagli su Destiny.

 
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