Aarklash Legacy: turni contro real time

Aarklash Legacy: turni contro real time

Turni contro real time. Da sempre i videogiochi di strategia si dividono in queste due categorie, accarezzando una platea di titoli che si differenziano tra loro in modo spesso colossale. Aarklash Legacy, ultimo titolo di Cyanide Studios, va a incunearsi proprio in questo genere di giochi.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Una storia di usurai e tradimento

I primi indizi che il gioco sviluppato da Cyanide cerca di essere qualcosa di più di un banale “già visto” lo abbiamo fin dall'inizio, quando ci viene introdotta la trama. Il mondo di Aarklash è sconvolto da una guerra tra generiche forze dell'oscurità e della luce. Di questa guerra però, a noi interessa ben poco: i quattro eroi che controlliamo sono infatti il braccio armato di un gruppo chiamato Goldmongers, sostanzialmente una sorta di strozzini istituzionalizzati.

I nostri eroi fanno parte delle Wheel Swords, ovvero i gorilla con il compito di andare a riscuotere quanto dovuto da chi non paga. Ed è proprio così che il gioco ha inizio, guerra o non guerra: la nostra prima missione sarà infiltrarsi nella reggia di un signorotto locale e alleggerirlo di una preziosa gemma che serve a ripagare i debiti non saldati di detto signorotto. Le cose da lì tendono immancabilmente a peggiorare, perché una volta scoperti dalla nostra vittima verremo a sapere che l'intero ordine dei Goldmongers è stato sciolto per decreto reale e tutti i suoi membri condannati a morte (mi ha ricordato in qualche modo la storia dei templari). Inutile dire che l'azione e i combattimenti sono poi dietro l'angolo.

La cosa interessante di questo background è che non solo per una volta non interpretiamo i classici eroi senza macchia, ma anzi i singoli personaggi del nostro gruppo sono tutti, chi più chi meno, piuttosto viscidi. Nella, la maga, è una sorta di fanatica devota ai Goldmongers a cui importa poco o niente tranne che eseguire i suoi ordini; Denzil è un goblin, di professione ladro e assassino; Wendaroo è qualcosa di non chiaro tra una donna lupo o una donna ratto (propenderei per la prima, ma il fatto che le sue abilità hanno a che fare con il dio dei ratti mi fa pensare di non averci azzeccato), selvaggia e sempre assetata di sangue. Knokka, infine, è un costrutto creato per lavorare nelle miniere, assoldato dai Goldmongers perché a quanto pare le sue abilità risultano molto più appropriate nello spargimento di sangue.

Oltre a questi personaggi di base ne incontreremo altri proseguendo nella storia, dal nano armato di cannone sproporzionato all'antico spettro che ci aiuta per liberarsi da una maledizione. L'aspetto rpg di Aarklash Legacy è molto scarso: non ci sono dialoghi a scelta multipla né grosse possibilità di socializzare o conoscere meglio i nostri compagni di viaggio. Le scene di intermezzo a cui si assiste tra un combattimento e l'altro, però, insieme alla breve bio che viene fornita insieme a ogni eroe, è sufficiente per affezionarsi almeno un minimo a queste creature.

In più, come detto, il fatto che per una volta si abbia a disposizione un manipolo di personaggi con motivazioni e background molto diversi dal solito è una ventata d'aria fresca più che sufficiente per avvicinarsi ad Aarklash Legacy con una buona predisposizione.

 
^