Knock-knock: oltre il videogioco e verso la meditazione interattiva

Knock-knock: oltre il videogioco e verso la meditazione interattiva

Se il nome Icepick Lodge non vi suona familiare, non c'è da stupirsi... ma è certamente un peccato. Si tratta di un piccolo team di sviluppo russo, con sede a Mosca, che negli ultimi sette o otto anni si è distinto per una serie di titoli estremamente originali. Il loro gioco d'esordio, Pathologic, ha vinto parecchi premi in patria pur essendo noto all'estero solo da una stretta cerchia di affezionati; i titoli successivi, ovvero The Void e Cargo, sono ancora meno conosciuti pur essendo ancora più particolari e innovativi. Personalmente attendevo con molta ansia l'uscita di questo quarto gioco, finanziato tramite kickstarter e chiamato “Knock-knock”.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Più che grafica, art direction

Se l'aspetto sonoro di Knock-knock, per quanto limitato, è eccezionale nel creare l'atmosfera del gioco, non da meno è il comparto grafico e artistico. Non lasciatevi ingannare dall'aspetto cartoonesco, o dall'aria goffamente simpatica dell'inquilino.

Knock-knock è un gioco cattivo, che punta a turbarvi, a togliervi il sonno e a farvi venir voglia di smettere di giocare per poter riprendere un po' di fiato. Se non bastano le porte che sbattono, il vociare meschino e malizioso o le pagine di diario che sembrano raccontare una storia allucinata, può riuscirci l'aspetto greve e spaventoso che accompagna ogni singolo luogo del gioco. Le stanze della casa sono vuote finchè il nostro inquilino non accende la luce e ha un po' di tempo per abituare gli occhi e vedere cosa lo circonda.

La foresta in cui possiamo girovagare è un groviglio di alberi neri dall'aspetto mostruoso (può ricordare un po' Limbo da questo punto di vista) in mezzo ai quali è possibile scorgere ogni tanto una giovane ragazza. Gli “ospiti” che invadono la casa prendono le sembianze più inaspettate, da quelle più consuete come spettri senza testa ad altre che non vi dico per lasciarvi la sorpresa. Quello che colpisce è l'assoluta pulizia visiva che caratterizza l'intera direzione artistica del gioco, specialmente considerando che è la prima volta che Icepick Lodge si cimenta con questo tipo di impostazione meno realistica.

Va detto che già in The Void gli artisti di Icepick avevano dato prova di una grandissima fantasia nell'immaginare il disturbante e il mostruoso (penso ai “Fratelli” e al loro aspetto fisico che ricordava i Supplizianti di Hellraiseriana memoria, sotto steroidi), ma l'aver messo da parte la grafica 3d e tutte le complicazioni che essa comporta in termini di realizzazione e costi ha certamente giovato a uno sviluppo più rapido e accomodante.

 
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