Thief: torna un classico della storia dei videogiochi

Thief: torna un classico della storia dei videogiochi

Abbiamo avuto modo di giocare per circa due ore alla nuova build di Thief. Il nuovo titolo di Eidos Montreal, la software house già artefice di Deus Ex Human Revolution, è un rigoroso ritorno alle origini, con un livello di sfida a cui ormai non siamo più abituati e tanta libertà concessa al giocatore, il quale non viene mai indirizzato verso la strada giusta. Sarà tutto oro quello che luccica?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

What's yours is mine

Uscito nel 1998, e sviluppato da Looking Glass, il primo Thief, con sottotitolo The Dark Project, era un gioco per hardcore gamer, ma non nell'accezione che il termine ha oggi, ma in quella che aveva allora. Insomma, era già un gioco per la nicchia, uno di quei titoli che se li dai a un ragazzino di oggi te li restituisce immediatamente, frustrato dopo pochi minuti di gioco. Ambientato in un affascinante contesto medievale, metteva i giocatori nei panni di un ladro provetto e li spingeva a sperimentare con tutta una serie di armi dell'epoca. Ogni passo doveva essere studiato a fondo, mentre l'interazione con gli scenari risultava fondamentale, così come stare sempre al buio. La morte era continuamente dietro l'angolo, così come il fallimento, ma questo rendeva d'altra parte estremamente gratificante portare a termine le missioni.

Thief ebbe altri due capitoli: The Metal Age (nel 2000) e Deadly Shadows (nel 2004), quest'ultimo sviluppato da Ion Storm. Furono due giochi altrettanto interessanti, ma probabilmente non riuscirono a evolvere Thief al punto da farlo amare anche dalle nuove generazioni. Per quanto la serie, per gli hardcore gamer, quelli con la H maiuscola, sia stata sempre interessante e coinvolgente.

Adesso è Eidos Montreal che tenta di portare Thief nella modernità. Si tratta del team di sviluppo dell'osannato Deus Ex Human Revolution, un titolo che riusciva a trasmettere quella sensazione di essere lasciati al proprio destino, senza troppi aiuti che ti guidano verso la strada giusta, che trasmettevano in maniera più intensa i giochi old-school. Eidos Montreal quindi da un lato vuole rendere Thief più compatibile con il pubblico d'oggi, ma d'altra parte non vuole perdere quel livello di difficoltà, e quella sensazione di gratificazione che si aveva nel momento in cui si portavano a termine i colpi. Per tutto questo, un giocatore di vecchia data deve essere contemporaneamente sia preoccupato, per le inevitabili semplificazioni, ma anche entusiasta del fatto che una serie talmente elitaria sopravviva fino a oggi.

Dopo queste prime due ore di hands-on siamo assolutamente soddisfatti del lavoro di Eidos Montreal, perché Thief è complesso e appagante come era una volta, e inoltre cita il gioco originale in diversi aspetti. Lo abbiamo provato su PC, benché il gioco sia previsto anche nei formati di nuova generazione (oltre che in quelli di attuale generazione). In questo momento, è infatti difficile vedere la versione next-gen, semplicemente perché ancora non sono arrivate le nuove console nelle sedi europee dei vari produttori di videogiochi (abbiamo fatto il nostro test nella sede di Halifax, che si occupa della parte PR e marketing di Square Enix).

Torna, ovviamente, Garrett, sebbene in una veste moderna più accattivante. Garrett è un master thief, come ben sappiamo dalla tradizione della serie, mentre il gioco è ambientato in una città conosciuta semplicemente come The City che mischia arte vittoriana ad elementi cyberpunk. Un'epidemia si è diffusa per la città e questo ha portato al malcontento della gente e alla conseguente ribellione.

La Golden Age è terminata, mentre nella città si nota una crescente presenza militare. Questi elementi rendono la City molto diversa rispetto alla tradizione della serie. Il giocatore deve muoversi per le strade sempre con grande circospezione, mentre ha a che fare con ambienti di gioco finemente dettagliati e realistici. L'ambientazione medievale resta sempre al cuore dell'esperienza di gioco, e non potrebbe essere altrimenti visto che parliamo sempre di Thief. Graficamente, inoltre, Eidos Montreal ha fatto un sontuoso lavoro, che permetterà anche a chi gioca su console, e che acquisterà Xbox One e PS4, di godersi un mondo di gioco attentamente dettagliato.

Le illuminazioni sono precise e fedeli, mentre effetti di riempimento poligonale rendono la pavimentazione e i muri densi e credibili. Sembra di giocare quasi all'interno di un film, anche perché gli ambienti di gioco sono sempre molto ristretti (ahimé tornare a giocare a qualcosa di "normale" in termini di grandezza degli scenari dopo Gta 5 è tristemente difficile), e questo ha consentito agli sviluppatori di mettere molto dettaglio in quasi ogni elemento e di riempire i locali chiusi con tantissimi oggetti, con i quali Garrett ovviamente puù interagire. Abbiamo, quindi, mondi aperti molto dettagliati con texture in alta risoluzione e una nebbia molto fitta che dà una forte caratterizzazione scenica.

Un punto cruciale per Eidos Montreal è quello di portare Thief alle nuove generazioni e renderlo adatto ai nuovi hardware. È per questo che ha dotato il gioco di una consistente componente cinematografica, che mette enfasi sul furto in un nuovo modo epico e spettacolare.

 
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