Fifa 14: un'altra rivoluzione per il calcio videoludico

Fifa 14: un'altra rivoluzione per il calcio videoludico

In attesa della versione next-gen con Ignite Engine, ecco che diventa disponibile Fifa 14 per i formati attuali. Precision Movement è alla base di un'esperienza di gioco che ridefinisce alcuni equilibri storici della serie Fifa e porta il tutto a un nuovo livello di fluidità.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Palla al centro

Uno degli stereotipi più comuni, nel mondo dei videogiochi, è quello secondo cui i titoli sportivi, anno dopo anno, non fanno altro che darsi una rinfrescata al look, aggiornare qualche roster per presentarsi sul mercato con un sistema di gioco pressoché identico a quello proposto nella stagione precedente.

In realtà, nella propria storia recente, Electronic Arts ci sta abituando molto diversamente. La serie Fifa, infatti, anno dopo anno, torna ‘in campo’ con evidenti novità quasi in ogni stagione. Certo, non si tratta sempre di stravolgimenti epocali come il Tactical Defending introdotto nel 2012, però, sempre più spesso, ogni capitolo della saga calcistica di riferimento è decisamente diverso dal precedente.

Avviene così anche in Fifa 14, un episodio marcatamente diverso rispetto a quello del 2013: un episodio che impone al giocatore un approccio totalmente differente al calcio videoludico.

Mai sottotitolo fu più vero e preciso. In Fifa 14, EA ha introdotto e pubblicizzato nuove tecnologie simulative (Pure Shot e Precision Movement su tutte), ma i cambiamenti più evidenti riguardano proprio il protagonista del gioco più bello del mondo: il pallone.

La sfera, nel 2014, risulta leggermente più voluminosa di quanto visto fin qui ma, soprattutto, risulta davvero coerente nel proprio comportamento. La fisica del pallone, insomma, è diventata estremamente realistica e convincente. Scordatevi una volta per tutte il fastidioso effetto palloncino che caratterizzava ogni palla alta giocata in Fifa: niente più lanci lunghi o tiri dalla distanza che rendevano – improvvisamente e misteriosamente – la sfera leggerissima e apparentemente piena di elio (e quindi pronta a salire in orbita). Adesso le traiettorie sono più che plausibili: i lanci si rivelano sufficientemente tesi, i passaggi filtranti alti curvano (e quindi risultano precisissimi) che è un piacere e i tiri saettano, dritto per dritto, facendo sempre un gran male.

Ma non finisce qui. Il pallone, infatti, non è più ‘inglobato’ al piede del portatore di palla. Esso è ‘vivo’ e autonomo: per essere controllato e addomesticato servono numerosi tocchi di piede, per ogni cambio di direzione, quindi, il giocatore deve rallentare e calcolare esattamente tempi e spazi. Come nella realtà.

 
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