Fifa 14: un'altra rivoluzione per il calcio videoludico

Fifa 14: un'altra rivoluzione per il calcio videoludico

In attesa della versione next-gen con Ignite Engine, ecco che diventa disponibile Fifa 14 per i formati attuali. Precision Movement è alla base di un'esperienza di gioco che ridefinisce alcuni equilibri storici della serie Fifa e porta il tutto a un nuovo livello di fluidità.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Lotta per non retrocedere

Oltre ai limiti ‘fisiologici’ che contraddistinguono i massicci rinnovamenti di cui abbiamo già discusso, ci sono alcune altre situazioni poco convincenti in questo Fifa 14. In molti casi si tratti di difetti ‘storici’ della serie che,a causa della nuova giocabilità, oggi risultano più incisivi.

Per prima cosa, l’attendismo dei giocatori che devono ricevere un passaggio: da sempre, in Fifa, capita è una situazione fin troppo frequente e, quest’anno, risulta ancora più fastidiosa. Infatti, complice la maggiore macchinosità di chi è in possesso palla, il disimpegno sicuro diventa ancora più importante. Invece, il facile anticipo subito dai destinatari dei passaggi, rende la gestione della sfera ancora più pericolosa e forzatamente accelerata.

Un altro limite piuttosto evidente è strettamente connesso con l’eccessiva velocità complessiva del gioco, da cui – come detto – è escluso il portatore di palla. Si tratta della reiterata ed esagerata efficacia delle ‘spazzate’ che, tramutandosi in rilanci tesi, velocissimi e imprendibili, mettono in moto pericolosissimi e insensati contropiede.

Capitolo fuorigioco: nonostante le promesse – in parte mantenute, soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva – di una migliorata IA dei compagni di squadra, gli attaccanti in attesa del pallone finiscono spessissimo in posizione irregolare, non appena vengono sollecitati allo scatto o ‘aprono’ un uno-due.

Qualcosa non va nemmeno sui colpi di testa a seguito di cross: sono troppo efficaci. Questo perché prendere il controllo dei difensori in marcatura è molto complesso, sia per tempi sia per colpire la palla con precisione.

Dubbi anche sulla decisione di impedire la disconnessione dalle partite online fin dal primo minuto. Fino allo scorso anno, infatti, era possibile lasciare un match su internet, senza perderlo a tavolino, facendolo entro il sesto minuto. Oggi si perde sempre. In questo modo, EA ovvia alla piaga dei giocatori disonesti che, subito un gol in avvio, lasciano la partita. Però puniscono anche chi vuole abbandonare una partita vessata da una connessione instabile o chi vuole evitare mismatch fastidiosi (club contro Nazionale – può capitare, visto che non è possibile memorizzare le impostazioni di ricerca che evitino questa situazione – o una partita tra squadre identiche).

Menzione negativa anche per alcuni dettagli grafici: se da un lato EA ha realizzato un ottimo lavoro sui modelli dei giocatori (in particolare sui loro volti), va detto che le sensazioni visive complessive hanno un sapore un po’ troppo ‘pixelloso’ e computerizzato. Qualcosa non va anche per la rappresentazione dei numeri di maglia che, su quasi tutte le tenute da gioco, risultano sfuocati e poco riconoscibili.

Infine, ci sono dei black-out. I giocatori hanno saltuari passaggi a vuoto, soprattutto a seguito di qualche controllo di palla davvero complicato: di fatto si bloccano, ignorando il pallone e perdendone il possesso. Presumibilmente, si tratta di qualche problema di ‘calcolo’ di tutte le variabili del nuovo sistema di controllo. Capita di rado, ma è brutto e fastidioso.

 
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