Recensione Gta 5: perché un successo così dirompente?

Recensione Gta 5: perché un successo così dirompente?

Dopo aver passato gli ultimi giorni a "uccidere persone, contrabbandare persone, vendere persone", ecco finalmente il nostro giudizio definitivo su Grand Theft Auto V. L'ultimo free roaming di Rockstar va al di là del semplice media videoludico, ed è ormai un fenomeno culturale. Rispetto ai predecessori c'è una base psicologica concreta e interessante, oltre che una sferzante critica alla società moderna. Cerchiamo di capire insieme il perché di tanto successo per l'ultimo arrivato da Sam Houser e soci.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Grand Theft Auto
 

Una seduta psichiatrica

Ma la principale innovazione rispetto al passato, se vogliamo dal punto di vista "filosofico", è l'introduzione di una contestualizzazione psicologica, un senso alle vicende che va al di là dell'andare in giro e fare più danni possibile. In Gta IV si assisteva già a un primordiale tentativo in questa direzione, ma con il nuovo capitolo della serie abbiamo una profondità ben maggiore. È come se Rockstar offrisse al giocatore una seduta psichiatrica (dopo la sequenza iniziale ci si ritrova, infatti, proprio dallo psicoterapeuta) che fa ragionare sul senso della società moderna, su quella che è la condizione umana odierna, su come si è diventati succubi delle false esigenze che ci vengono propinate dai produttori di contenuti. Il tutto viene raccontato con verve parodistica e cinica sulla scia di alcune serie TV americane come i Simpson e i Griffin, e attraverso una serie di citazioni dei fenomeni oggi più ricorrenti.

Tutto questo si svolge, e la città non è stata scelta a caso, a Los Angeles, o per meglio dire Los Santos. Si tratta di una riproduzione alternativa, ma per certi versi fedele, della grossissima città californiana. Los Angeles, e lo sa bene chi c'è stato, è una città estremamente particolare, completamente spiazzante per chi è abituato a vivere in Europa. La gente è come abbandonata al suo destino, e non permette neanche per un istante di essere giudicata. Sono come degli sconosciuti e folli gli abitanti di Los Angeles, che non amano avere alcuna frizione al loro modo di essere. Los Angeles è un'evoluzione, nemmeno troppo marcata, del Far West.

E proprio "Sconosciuti e folli" è una categoria di missioni che avremo in Gta 5. Queste missioni ci spingeranno a fare la conoscenza degli abitanti di Los Angeles, ognuno con un proprio modo di interpretare la vita, che è un'esaltazione totale allo stesso tempo dei propri gusti, dei propri hobby e del proprio modo di essere. E Gta 5 non è ambientato nella sola Los Santos, anzi una grossa fetta della mappa riguarda la contea di San Andreas, come nell'omonimo grande esponente della serie. Quella che si chiama Blaine County ricorda, anche dal punto di vista tecnico per come viene fatto lo streaming delle texture, Red Dead Redemption.

Insomma, se all'interno di Los Santos abbiamo una società moderna malata, basata su esigenze artificiose e inutili, al di fuori si trova quell'evoluzione del Far West che in realtà non è così lontana dal Far West originale. Ed ecco che Gta 5 diventa quasi il seguito di Red Dead Redemption piuttosto che di Gta 4, aprendo al giocatore un mondo in cui può agire in totale libertà, e dove la libertà non è solo un qualcosa che sta alla base del gameplay. Non ci sono barriere, puoi essere quello che vuoi senza dover necessariamente apparire: è il posto migliore per essere liberi, e questo vale anche dal punto di vista ideologico oltre che sulla base del gameplay. Insomma, Gta 5 è il miglior modo di "vivere" gli Usa senza essere fisicamente negli Usa.

Ma allo stesso tempo è una sferzante critica alla società moderna, anzi potremmo dire che ogni componente della società moderna viene presa sotto esame. Mi rimarrà per sempre scolpita nella memoria la missione di Life Invader. La f di questa società è scritta con lo stesso carattere di Facebook, e questo dovrebbe già farvi capire tutto. Non vi voglio svelare troppo, perché questa missione va semplicemente vissuta, ma vi dico solamente che ci porterà a visitare gli interni della sede di Life Invader a Los Santos per architettare un diabolico piano che culminerà nell'uccisione in diretta TV del fondatore del gruppo, Jay Norris.

Ma se Life Invader rappresenta la perdita della privacy e l'esaltazione massima dell'apparire, Google Glass in Gta 5 può essere utilizzato per fotografare gli elementi sensibili all'interno di una gioielleria, il che permetterà poi di architettare un piano perfetto per svaligiare la gioielleria stessa. Andare in giro e fotografare senza che la gente possa accorgersi che lo stai facendo sarà un problema cruciale del prossimo step tecnologico, e Rockstar non esita a sottolinearlo.

Gli sviluppatori di Gta se la prendono anche con il governo, con il modo di spendere le tasse dei contribuenti, con l'immagine distorta della realtà data dalla TV americana, con le patologie legate al sesso ossessivo, con le droghe, e in questa lista non manca certo la dipendenza dai videogiochi, visto che il figlio di Michael non fa altro che giocare continuamente ai cloni di Call of Duty, e questo lo ha reso un inutile pachiderma. Ma niente che ormai il povero e sempre più confuso Michael possa ormai correggere.

Ci sono dei temi ancora più forti e delicati. Ha destato scalpore una missione in cui nei panni di Trevor, un personaggio totalmente al di là delle regole, che incarna perfettamente lo spirito wild di Rockstar, bisogna torturare un asiatico per ottenere informazioni da girare alla CIA. Il giocatore può scegliere con quali arnesi torturare il malcapitato e poi fisicamente premere i tasti giusti al momento giusto per causare più dolore possibile, prestando attenzione, però, a non far morire la vittima.

Insomma, un contenuto proprio al limite che ha scatenato i cosiddetti benpensanti: "fino a dove arriveranno i videogiochi?" Gta 5 non risparmia proprio niente, e anzi fa di peggio in termini di stupri, assassini, misoginia, uso di droghe e quant'altro, e questo lo rende sconsigliato anche per un pubblico adulto particolarmente sensibile. Ma bisogna essere molto attenti prima di giudicare, e ponderare ogni momento del gioco con calma. Capire bene cosa ci vuole dire Rockstar, e ragionare sempre in senso positivo.

In molte missioni, infatti, i tre protagonisti mostrano una certa sensibilità a voler migliorare le cose. Da una parte sono come tre paladini che vogliono evidenziare e portare sotto gli occhi di tutti i problemi della società. Trascurare tali questioni, insomma, in questa visione efferata e contorta della società moderna, è il vero male. Ed ecco, quindi, che Michael, Franklin e Trevor cercano spesso di capire se quello che stanno per fare è "giusto" o "sbagliato". "Sono veramente dei cattivi?", dice ad esempio Franklin prima di iniziare ad aprire il fuoco su quelli che sono i suoi bersagli del momento.

Certo non si può difendere Rockstar se si parla di importanza data alla vita umana. Capita di uccidere un pedone semplicemente perché ha attraversato nel momento sbagliato, quando il giocatore sfreccia per le lunghissime strade di Los Santos incurante di qualsiasi regola del codice della strada. Ma, come capitava anche in Gta IV, c'è comunque una forma di morale superiore a tutto. E questo vale anche per la missione della tortura.

Trevor, infatti, fa un corollario al termine della missione. Dice: "Ma veramente c'è qualcuno che pensa che la tortura serva a ottenere informazioni? O è piuttosto un modo per sfogare il nostro istinto animalesco primordiale. Insomma, lo facciamo solo per divertimento". Ed è per divertimento che si gioca a Gta 5: meglio fare nella simulazione virtuale certe cose, piuttosto che farle nella realtà. E meglio provare lì quali sono le conseguenze ai propri errori, e capire bene in che razza di società ci ritroviamo oggi. Una società che limita così tanto la libertà, che invece dovrebbe essere una prerogativa indispensabile per ogni essere umano di questo mondo.

E, tanto per chiudere, questa famosa missione della tortura è l'unica in tutto il gioco in cui Trevor non uccide nessuno.

 
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