Splinter Cell Blacklist: è vero ritorno alle origini?

Splinter Cell Blacklist: è vero ritorno alle origini?

Vi proponiamo la nostra recensione dell'ultimo capitolo di Splinter Cell. Si è discusso molto in questi giorni se Blacklist può essere considerato un ritorno alle origini per la serie, dopo il fin troppo aggressivo e cinematografico Conviction. Ecco la nostra visione sull'argomento, in attesa di un approfondimento tecnico sulle caratteristiche grafiche della versione PC di Blacklist che pubblicheremo nei prossimi giorni.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

I difetti

Certo, non mancano dei difetti in questo SC. Per prima cosa, all’interno di una realizzazione tecnica particolarmente rieuscita, spiccano in negativo i modelli dei principali png, che risultano molto legnosi e anonimi.

Menzione di demerito per la IA nemica che passa con eccessiva ‘facilità’ dall’essere infallibile e molto aggressiva, alla cecità quasi totale. Con picchi di assurdità, quando lascia perdere l’individuato Sam solo perché egli ha cambiato… stanza. Intendiamoci: nulla di drammatico, ma decisamente perfettibile.

Qualcosa in più ci si sarebbe potuto aspettare dalla trama che, per quanto buona continuazione – a livello ‘privato’, per quanto riguarda Sam – di Conviction, non raggiunge picchi di coinvolgimento visti in altri capitoli.

Altre due ‘sottolineature rosse’: la prima riguarda il comportamento di alcune armi, soprattutto le pistole con cui si inizia il gioco, che, poco credibilmente, sono raramente letali. La seconda è legata ai checkpoint, che non sempre paiono disposti in modo davvero equilibrato.

L’ultima perplessità è legata a una certa ‘legnosità’ complessiva dei movimenti di Sam che, nelle situazioni più delicate, può risultare fastidiosa.

 
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