Total War Rome II: cosa siete disposti a fare per Roma?

Total War Rome II: cosa siete disposti a fare per Roma?

Dopo ben nove anni di attesa, Creative Assembly propone finalmente il seguito del Total War più amato e richiesto dai fan, ambientato nel periodo storico senza ombra di dubbio più affascinante dell'intera storia del genere umano.

di Marco Fiore pubblicato il nel canale Videogames
CreativeTotal War
 

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Cosa siete disposti a fare per Roma? Perchè stavolta l'unico limite è la vostra immaginazione. L'ovvietà della frase nasconde in sé tutto ciò che rappresenta Rome II, gli elementi su cui è stato costruito e soprattutto il proporre un prodotto immenso che una volta iniziato provoca quell'assuefazione "da Total War" esattamente come Skyrim è stato per la saga di The Elder Scrolls. Lo abbiamo atteso per nove anni, e dico noi perché questo titolo ha un'importanza particolare per noi italiani perché racconta innanzitutto la storia del nostro popolo e il periodo di maggior splendore di Roma (ma non solo, come vedremo più avanti).

L'attesa per questo titolo è alle stelle e Creative Assembly è stata chiamata a dare una prova di forza senza precedenti, mostrando che, in un mondo dove ormai il free to play è il mercato in rapida ascesa su cui investire e in cui le produzioni di alto profilo stanno diventando sempre più rare, è ancora possibile investire in un titolo tripla A ed offrire il degno successore di Rome: Total War, in assoluto il Total War più amato dai fan sia per l'epoca storica che per la quantità di mod eccezionali che ne hanno prolungato la longevità fino ancora al 2013.

Sono ormai svariati anni che Creative Assembly si dedica esclusivamente ai Total War per cui, nel momento in cui abbiamo provato per la prima volta Rome II avevamo già alcune certezze: di trovarci di fronte ad un Total War per lo meno solido, dotato di ottima longevità (caratteristica che contraddistingue da sempre la serie), con una grafica superiore alla media degli RTS sul mercato e con tante nuove unità e fazioni.

Abbiamo quindi dato quasi per scontato alcune di queste peculiarità del gioco per concentrarci sulle novità che aveva da offrire Rome II e, pur non rivoluzionando il genere (e personalmente non ritengo sia necessario), il nuovo RTS offre una sfilza di nuove feature che impattano anche pesantemente sul gameplay, alcune immediatamente riconoscibili, altre più difficili da scovare ma che mostrano in assoluto una cura maniacale per ogni singolo dettaglio. E nonostante avessimo dato per scontato quanto detto prima, siamo rimasti stupiti dal nuovo motore grafico di Rome II e dalla vastità della mappa della campagna, ben più grande di quella di Shogun 2 e che ora può contare su ben 57 province, per un totale di 173 regioni, oltre che su 117 fazioni totali.

Da sempre i Total War soffrono di una certa difficoltà nella gestione della propria fazione specialmente in fase avanzata della partita, dovuta al tempo richiesto per gestire tutti gli eserciti e le armate minori in movimento nonché alla gestione dell'economia e della costruzione di edifici nei territori in nostro possesso.

Un'altra caratteristica che non ha mai funzionato a dovere nei Total War è la diplomazia: il controllo di quest'ultima non è mai stato totalmente nelle mani del giocatore, che non poteva trarne profitto né spesso comprendere le scelte (a dir poco discutibili) da parte dell'IA. Dopo l'esperienza di Shogun 2 poi, che ha forse brillato meno degli altri Total War nella campagna a giocatore singolo ma che offriva un'esperienza multiplayer senza precedenti (e mi riferisco alla carriera Avatar e al supporto per i clan), c'erano forti aspettative per un multiplayer dello stesso calibro anche per Rome II.

 
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