Suda 51 ci parla della sua concezione del gaming

Suda 51 ci parla della sua concezione del gaming

Suda 51 è uno dei più acclamati autori di videogiochi, per aver realizzato alcuni titoli diffusamente apprezzati come Killer 7 e No More Heroes. Al GamesCom abbiamo avuto l'onore di intervistarlo, e abbiamo colto l'occasione per parlare della sua concezione del gaming, delle sue fonti di ispirazione e ovviamente del suo nuovo gioco, Killer is Dead.

di Dorin Gega, Rosario Grasso, Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Killer is Dead

Goichi Suda, da tutti conosciuto come Suda 51, è il CEO di Grasshopper Manufacture. È uno degli autori di videogiochi più apprezzati principalmente per aver creato due titoli di grande successo come Killer 7 e No More Heroes. Le sue immagini altisonanti, spiazzanti e caleidoscopiche evidenziano l'immaginazione poliedrica di questo grande autore di videogiochi, tanto che ormai sono impresse nell'immaginario collettivo del pubblico videoludico.

[HWUVIDEO="1392"]Killer is Dead: intervista a Suda 51[/HWUVIDEO]

E i fan di Suda 51 sono interessati anche a come nasce tutto questo, da dove Suda 51 trae l'ispirazione per i suoi titoli, così come per i personaggi e, in fin dei conti, per uno stile visivo così tanto personale e attraente. Chi è insomma Suda 51? Come riesce ad attrarre il pubblico occidentale verso contenuti che sono, in realtà, prevalentemente di matrice orientale?

Killer is Dead è solamente l'ultimo dei titoli con cui Suda 51 ha letteralmente sconvolto il suo pubblico. Oltre ai già citati Killer 7 e No More Heroes, tutti lo ricordano anche per Moonlight Syndrome, The Silver Case, Michigan, Shadows of the Damned e Lollipop Chainsaw. Insomma, non è semplicemente un "game designer", ma un "autore" tout court.

Il primo quesito da chiarire riguarda proprio il suo nickname. In Giapponese "Go" significa "5" e "ichi" significa "1". Molto più semplice di quanto si possa credere, no? Ma è proprio nella semplicità estrema, e in certi casi nella banalità, che si trova la genialità di Suda 51. Semplificando molto i concetti, che riguardano anche e soprattutto la vita reale, Suda riesce a rintracciarne il senso ultimo, ovviamente aiutandosi con la forza delle sue immagini.

Nel corso dell'intervista ci parlerà delle sue fonti di ispirazione, delle radici che stanno alla base del suo processo creativo. Suda51 si ispira a fumetti, fotografie, serie TV, ai film di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez. Ma, come potete vedere nell'intervista stessa, riesce addirittura a dimenticarsi il suo fotografo di riferimento, e questo lascia intuire qualcosa della genialità e della follia di questo autore.

Ci siamo spinti a chiedere un punto di contatto tra le sue opere e quelle di Tarantino, e lui ha tirato in mezzo anche Rodriguez. Senza scendere troppo in particolari cinematografici, devo dire di essere rimasto deluso da questa risposta, perché considero Tarantino il "maestro" e Rodriguez su un piano più basso di "allievo". Ma questo ci fa capire un'altra cosa di Suda 51: per lui l'importante è la veemenza delle immagini, e conta meno la psicologia reale dei personaggi così come il ritmo della narrazione, arma forte, invece, in Tarantino.

Insieme al suo studio, Suda ha frequentemente collaborato su alcuni progetti di altri sviluppatori. Ad esempio, ha realizzato le sequenze di narrazione del titolo per Nintendo Wii Fatal Frame IV: Mask of the Lunar Eclipse, e ha contribuito allo sviluppo di Super Smash Bros. Brawl. Nell'agosto del 2008, poi, Suda ha annunciato la sua collaborazione con Electronic Arts per lo sviluppo di Shadows of the Damned, un action horror game co-sviluppato da Grasshopper Manufacture e da Q Entertainment. Quel progetto era diretto dal nostro Suda e prodotto da Shinji Mikami (Resident Evil, The Evil Within).

Nel 2010, Suda 51 ha rilasciato No More Heroes 2: Desperate Struggle per Wii. Si tratta di uno dei pochi giochi di Suda 51 ad aver avuto tanto successo commerciale da meritare un seguito.

Suda 51

Quando lesse l'annuncio di lavoro della Human Entertainment, Suda lavorava come becchino. Inviò il curriculum diverse volte ma, non ottenendo risposta, continuò a fare il suo lavoro di becchino. Suda finalmente ricevette una telefonata da Human, e fu assunto. Inizialmente si occupò dei dialoghi per Super Fire Pro Wrestling 3 Final Bout, per poi passare sulla serie Syndrome. Nel 1998, però, Human Entertainment fallì e Suda decise di fondare uno studio interamente suo, appunto Grasshopper Manufacture, iniziando a lavorare su The Silver Case.

Questo titolo segna il debutto del montaggio in stile cinematografico per i giochi di Suda 51, con i testi che rimbalzano sopra le immagini. Uno stile che poi avrebbe accompagnato l'autore giapponese per tutta la sua carriera di autore di videogiochi. Risultava diviso in due capitoli: nel primo si seguivano le indagini su una serie di omicidi, mentre il secondo vedeva come protagonista un giornalista che indagava su quegli omicidi.

Ma il successo in occidente per Suda 51 arrivò nel 2005 con il lancio di Killer 7. Il giocatore prende il controllo di Harman Smith, un sessantenne ridotto sulla sedia a rotelle con sette personalità che si manifestano in diversi modi nel mondo reale. Ogni personalità ha anche un suo univoco modo di uccidere, e questo dà il nome stesso al gioco.

Nel 2008 poi sarebbe stata la volta di No More Heroes. Il protagonista stavolta è Travis Touchdown, lo stereotipo di un otaku che vive da solo nella stanza di un motel addobbata con poster di wrestling e oggetti da collezione appartenenti al mondo anime. Travis vive in condizioni di quasi totale povertà nel motel "No More Heroes" di Santa Destroy, in California. Vince una katana su internet e decide di diventare un killer, accettando un lavoro per uccidere Helter Skelter dopo aver finito tutti i soldi per comprare videogiochi e i video di wrestling. Skelter è una personalità illustre nel mondo degli assassini, e questo rende lo stesso Travis un bersaglio.

A questo punto viene Killer is Dead. Il nuovo gioco di Suda 51 è ambientato in un futuro prossimo simile (ma non uguale) al mondo che conosciamo oggi. Il giocatore assume il controllo di un assassino chiamato Mondo Zappa, che brandisce una spada giapponese nella sua mano destra ed armi intercambiabili nel suo braccio artificiale sinistro. Il suo obiettivo finale è di giustiziare alcuni atroci criminali sparsi per il mondo e oltre.

Mondo Zappa lavora per la Bryan Execution Firm, un'azienda gestita da un cyborg conosciuto come Bryan Rose, che chiede a Mondo di uccidere i criminali e gli assassini più pericolosi. Suda 51 ha descritto così il suo nuovo protagonista: "non si mostra direttamente al mondo, piuttosto agisce in maniera sotterranea e senza pietà elimina il male che si trova nel mondo stesso". Parla di una storia "d'amore e di esecuzione", mentre un altro tema è: "fino a che punto ci si può spingere per proteggere qualcuno?"

Di Killer is Dead hanno fatto discutere molto le Mondo Girls, le ragazze che dai primi trailer sembrano delle donne-oggetto, senza tratti distintivi. Abbiamo discusso di quest'argomento, così come di molti altri, con Suda 51 nell'intervista che potete vedere anche in questa pagina.

La nostra recensione di Killer is Dead è invece in lavorazione, e arriverà entro pochi giorni.

1 Commenti
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Alentar02 Settembre 2013, 13:10 #1
In rete è possibile trovare diverse interviste a questo grande game designer. La Gamescom 2013, mai come in altre occasioni, ha rappresentato un ottimo modo per farlo conoscere anche a chi non ne aveva mai sentito parlare prima.

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