Payday 2 è tensione, pianificazione ed un bel pizzico di fortuna

Payday 2 è tensione, pianificazione ed un bel pizzico di fortuna

I secondi scivolano lenti sullo schermo del trapano elettrico, un’eternità di tempo, un’eternità di cose che possono andare storte. Payday 2 è uno sparatutto co-op in cui, insieme a una squadra composta da altri tre membri, il giocatore deve organizzare e perpetuare rapine nelle banche e in altri luoghi che custodiscono valori importanti.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
 

Una pesante borsa

La vera nota dolente di Payday2 è la grafica. I movimenti non sembrano naturali e le texture nella maggior parte dei casi sono appena sufficienti ad immergere il giocatore nel mondo di gioco. Anche la varietà degli oggetti a schermo è appena sufficiente: un singolo modello per ogni “classe” di nemico. Una scelta davvero bizzarra, vista la grande attenzione per i dettagli riscontrabile in altre parti del gioco.

Ad ogni modo, quello che forse salva l’intero comparto è la stabilità dei frame che ho potuto riscontrare sulla mia non proprio performante macchina (Specs di seguito):

  • Intel Core i7-720QM processor (1.6GHz/2.8GHz Turbo Mode, 6MB L3 cache)
  • ATI Mobility Radeon HD 5870 1GB GDDR5 graphics card
  • 8GB DDR3-1066 RAM

Con queste specifiche ho riscontrato solo qualche raro caso di perdita di frame, con una media di 60 FPS durante le registrazioni, a qualità media.

Parlando di stabilità in generale, devo segnalare che molti utenti, al momento del lancio della versione finale, hanno avuto problemi. Frequenti crash del gioco e disconnessioni dai server hanno minato l’esperienza per tantissimi giocatori, in alcuni casi impedendogli di ottenere i PX guadagnati durante le missioni.

Overkill ha promesso di porre rimedio al più presto e di avere nuove informazioni riguardo i futuri aggiornamenti ed implementazioni del gioco. Non ci resta che attendere fiduciosi.

Riguardo il comparto audio, non ho molto da esporre, se non rimarcare qualche gradevole sottofondo durante la fase di matchmaking. Fa semplicemente il suo dovere, né più né meno.

 
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