Payday 2 è tensione, pianificazione ed un bel pizzico di fortuna

Payday 2 è tensione, pianificazione ed un bel pizzico di fortuna

I secondi scivolano lenti sullo schermo del trapano elettrico, un’eternità di tempo, un’eternità di cose che possono andare storte. Payday 2 è uno sparatutto co-op in cui, insieme a una squadra composta da altri tre membri, il giocatore deve organizzare e perpetuare rapine nelle banche e in altri luoghi che custodiscono valori importanti.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
 

Il sopralluogo

Payday 2 è un gioco di rapine, incentrato quasi unicamente sulla componente Cooperativa. Vestiremo i panni di 4 criminali, ognuno con una propria classe e relative abilità. A noi decidere in come affrontare i colpi, se in modo totalmente silenzioso o, al contrario, ad armi spianate. Per accedere alle partite utilizzeremo “Crime.net”, il sistema di match-making interno a Payday 2.

Al contrario del suo predecessore, Payday 2 vuole dare molta più enfasi alle “operazioni pulite” e prive di intoppi. Con un po’ di fortuna e bravura è possibile, sin dai primi momenti di gioco, entrare ed uscire da alcuni obiettivi in pochi attimi (parliamo di 30 secondi per la gioielleria, ad esempio).

Questa velocità di gioco è difficilmente raggiungibile invece per colpi più elaborati, come la rapina in banca: per trapanare la cassaforte ci vorranno diversi minuti, così come per aprire le cassette di sicurezza al suo interno (ai livelli più difficili).

Il gameplay di Payday 2 è pregno di questi momenti di febbrile attesa; a noi il compito di far filare tutto liscio, controllando che niente possa farci saltare la copertura: passanti curiosi, ostaggi non troppo intimoriti e intoppi nel processo di trapanamento. Ognuno avrà qualcosa da fare, e dovrà farlo bene per evitare il peggio.

Ad aggiungere tensione interviene il non troppo facile livello di difficoltà e la casualità che regola il funzionamento delle casseforti e dei sistemi di sicurezza.

Come squisita variante alle rapine silenziose e perfette, gli sviluppatori hanno aggiunto dei livelli incentrati unicamente alla fuga e sul continuo aprirsi la strada tra orde di poliziotti e criminali. Si tratta di un’ottima variante al solito “entro, trapano e fuggo”, che ci permetterà di sbizzarrirci con le armi ed armature che sbloccheremo durante il gioco, non tutte adatte a ogni missione (finalmente potremmo sfoggiare le nostre armature balistiche avanzate!).

Anche con tutte queste chicche però, la ripetitività di alcune missioni e di gesti si fa comunque sentire. E’ vero, i poliziotti, soprattutto a livelli alti, sono tutt’altro che una sfida semplice, ma si tratterà più di una punizione che di una vera e propria meccanica persistente di gioco: sbagli qualcosa, ed ecco che i poliziotti compaiono a farti pagare lo scotto. E parte della curva di apprendimento risiede proprio nell’evitare che tale eventualità accada. Una volta apprese le meccaniche di gioco e capito chi eliminare e chi intimidire, anche le missioni più complicate saranno facilmente fattibili in speed run (per modo di dire, il trapano è tutto fuorché veloce).

Anche la “casualità” delle casseforti e dei sistemi d’allarme ci sorprenderà per poco tempo; ripetendo le missioni capiremo in breve tempo i diversi nascondigli.

Per fortuna le mappe non sono poche, ed il numero, assieme al livello di difficoltà, aiuta a distribuire e variare l’esperienza in più di un’occasione.

 
^