Dynasty Warriors 8: luci soffuse, tintinnio di monete, 200 lire in tasca e grida di divertimento

Dynasty Warriors 8: luci soffuse, tintinnio di monete, 200 lire in tasca e grida di divertimento

Ritorna Dinasty Warriors, una delle serie di picchiaduro più affascinanti, ideale per gli appassionati dello scenario cinese. Il nostro Alessandro Oteri ha sviscerato tutti gli elementi di gioco.

di Alessandro Oteri pubblicato il nel canale Videogames
 

Ops KOEI did it again

Chiunque come me abbia vissuto gli anni 90 da teenager leggendo il titolo si sarà sentito una stretta al cuore e avrà rivisto davanti agli occhi la sala giochi in cui andava ogni pomeriggio.

Questi “Social Network” del secolo passato erano pieni di cabinati e, per chi non lo abbia scoperto di persona, alcuni tra i giochi che spopolavano di più erano i picchiaduro, oltre agli immortali simulatori di calcio e auto da corsa Alcuni di questi giochi vanno ancora fortissimo nella loro versione console: alcuni hanno fortemente cambiato stile di gioco, alcuni migliorato la grafica, altri ancora le modalità di gameplay, ma ad ogni modo restano tutti accomunati dal “darsele di santa ragione”.

In questa recensione vi racconteremo in dettaglio l’ottava “meraviglia” sfornata da pochi giorni dalla giapponese KOEI, Dinasty Warriors 8, la perfetta macchina del tempo dei picchiaduro. Per chi non conoscesse la storia di questa saga vale la pena fare un piccolo excursus attraverso le fasi attraversate da questo videogioco. Dynasty Warriors nasce negli anni 90 ed è ambientato in Cina, e le prime tre edizioni erano picchiaduro vecchia maniera con il tipico gameplay stile cabinato da sala giochi 1vs1.

Dal quarto capitolo in poi, invece, il titolo si trasforma radicalmente diventando un Hack and Slash super frenetico in terza persona. Ovviamente l’ambientazione resta la Cina e c’è continuità nella tipologia di personaggi. Ciò che cambia radicalmente è invece la modalità di gioco e gli obbiettivi da raggiungere.

La storia è quasi sempre la stessa (e l’ottavo capitolo non fa differenza): la Cina è divisa in tre differenti regni, Wu, Wei e Shu, che sono in guerra perenne tra loro. L’obiettivo sarà quindi quello di scegliere un regno e vincere tutte le battaglie fino a riunificare la nazione sotto lo stesso Imperatore.

A partire dalla quarta edizione però KOEI deciderà di non cambiare praticamente per nulla il titolo e manterrà stesso gameplay, stessa ambientazione e stesso motore grafico. Quello che però può sembrare un errore madornale per una casa sviluppatrice di videogame si dimostrerà invece la scelta più corretta.

Dinasty Warriors infatti conta una grande quantità di “addicted” che si potrebbero letteralmente definire assuefatti alla modalità di gioco, alla frenesia e alla grafica spartana della serie. Per KOEI è la gallina dalle uova d’oro: con pochissimi cambiamenti, un motore grafico mai trasposto nel nuovo secolo e i menu ridotti all’osso la casa sviluppatrice ha praticamente vissuto di rendita per vent’anni.

A questo punto, se non siete tra loro, vi starete chiedendo perché piaccia così tanto ai suoi affezionati. La forza di questo titolo sta nella tipologia di combattimento e nella frenesia dello stesso. Infatti, come scopriremo più avanti il giocatore si troverà ad affrontare sulla sua strada decine e decine di avversari e per non soccombere sarà costretto a far fare gli straordinari al suo joypad.

Le modalità di gioco sono tre: la storia classica, il free mode ed infine la grande novità dell’ottavo capitolo chiamata Ambition mode.

Nel corso dell’analisi del gioco, seppur non risparmiando le critiche al comparto tecnico, avremo cura comunque di sottolineare quelle che sono le peculiarità di questo gioco e le forti emozioni che fa provare a chi ci gioca.

Abbiamo provato la versione Xbox 360 che nei primi giorni sembrava avere seri problemi di frame rate, ma noi non siamo incappati in questa problematica probabilmente perché risolta da una patch che la nostra console ci ha fatto scaricare non appena inserito il disco.

Essendo il videogame completamente intriso di combattimenti con armi bianche ed i contenuti video relativamente violenti, oltre che per la possibilità di giocare online, il gioco è stato classificato PEGI 16. A questo punto siamo pronti ad iniziare a giocare e sconfiggere le moltitudini di avversari che ci vorranno fare fallire nel nostro intento di riunificare la Cina.

 
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