Hands-on Saints Row IV: un capolavoro del trash

Hands-on Saints Row IV: un capolavoro del trash

Abbiamo finalmente potuto giocare una versione preview di Saints Row IV: le idee sono tante, le innovazioni un po' meno. In questa preview vi racconteremo della nostra esperienza di gioco approfondendo il lavoro svolto nel precedente articolo.

di Marco Fiore pubblicato il nel canale Videogames
 

Parodia senza fine

Dalle prime informazioni fatte trapelare da Volition era chiaro come Saints Row IV, titolo pensato inizialmente come DLC ma poi arricchito fino ad assumere le caratteristiche di un gioco stand-alone, si proponesse come obiettivo nient'altro che ampliare i concetti e le tematiche già viste in Saints Row: The Third, senza cercare di cambiare il feeling di un gameplay e di una narrazione che, per certi versi, deve il suo successo proprio alla incessante e continua parodia di film e videogiochi contemporanei.

Dopo aver completato la versione preview messa a disposizione da Volition una cosa è certa: la formula è la stessa, il gameplay e le meccaniche di gioco sono quasi del tutto invariate. La vera novità è la quantità di aggiunte e di idee (alcune innovative, alte volutamente copiate) che rendono Saints Row un titolo molto più dinamico, veloce e reattivo.

Ma partiamo con ordine: nella prima preview avevamo visto come, nei panni del leader dei Saints, avevamo ottenuto la carica di Presidente degli Stati Uniti d'America, per poi essere invasi sul più bello da una razza aliena che aveva reso l'umanità schiava del proprio volere. Andiamo più nel dettaglio stavolta: dopo il successo mediatico ottenuto a Steelport il capo dei Saints inizia a collaborare con il governo in missioni anti-terrorismo (con chiari riferimenti ad altri fps moderni), ottenendo sempre maggiore notorietà fino alla nomina di Presidente.

Ovviamente le tradizioni dei Saints non vengono abbandonate dopo la nomina, anzi: la White House è un tripudio di sfarzo e lusso, tutti i nostri ex-colleghi sono ora membri dello staff tecnico del presidente e il viola è divenuto praticamente il colore "nazionale". In procinto di tenere una conferenza stampa accade l'inaspettato: una razza aliena, l'Impero Zin, decide di invadere la Terra in puro stile da Indipendence Day, e toccherà al presidente fare uso di tutto l'arsenale di difesa della White House per respingere gli alieni. Nulla potrà però contro il loro Imperatore, che riesce infine a catturarlo, rinchiudendolo su una astronave in orbita sopra la Terra.

Poco dopo ci si sveglierà in una classica casa americana di circa metà '900 in un'atmosfera assolutamente surreale di pace e tranquillità. Da questo momento in poi il Presidente inizierà a rendersi conto che c'è qualcosa che non va: tutto sembra troppo perfetto, l'atmosfera, le persone, il suo modo di camminare. Ad un tratto viene contattato da Kinzie, un'esperta informatica già vista nel precedente capitolo di Saints Row, la quale avvertirà il Presidente che tutto ciò che sta vivendo non è reale ma un mondo virtuale creato per intrappolare la sua mente e quella di tutti gli altri terrestri. Matrix insomma.

Per poterne uscire il Presidente deve cercare di trovare delle falle nel software e, per prima cosa, deve metterlo in crisi: saremo così chiamati a creare quanto più scompiglio possibile, eliminando finti poliziotti, attaccando edifici e persone, fino ad essere spediti in un altro e ben più vasto mondo di gioco, la riproduzione di Stillport nel mondo virtuale.

Da questo momento in poi l'esperienza diventa free roaming, potremo esplorare a piacimento l'intero mondo di gioco senza alcun legame con la trama principale: l'atmosfera è estremamente suggestiva, il cielo è occupato da gigantesce torri ed astronavi ancora più grandi, l'intero mondo di gioco è percepibile come un mondo virtuale, con sfuocature, sfarfallii e bug nelle texture volutamente creati ed amplificati quando attacchiamo ciò che c'è intorno a noi.

In questa fase del gameplay ci sono tantissimi richiami a titoli come Assassin's Creed e Prototype, dato che da un certo punto in poi potremo catturare dei "Cluster" sparsi nella mappa, cioè delle porzioni di dati che potremo implementare nel nostro codice per potenziarci. Grazie all'uso di super-poteri che ci consentiranno di correre più velocemente, di scalare edifici e di effettuare salti alla Matrix non sarà difficile avere la meglio sugli alieni, e dopo qualche missione introduttiva che spiega i concetti di base del gioco e che funge da espediente per mettere in crisi il mondo virtuale, riusciremo ad uscirne e a tornare alla realtà.

In questo ultimo scorcio della preview sembrava di giocare a un titolo su Matrix: dopo essere usciti dalla bolla nella quale eravamo rinchiusi (rigorosamente nudi e fortunatamente censurati) dovremo cercare di evadere dall'astronave: fortunatamente Kenzie arriverà in nostro soccorso e, al termine di una fuga rocambolesca riusciremo a tornare sulla Terra, dove l'Impero Zin non è ancora riuscito ad ottenere il dominio assoluto, avendo al momento invaso solo le capitali della Terra.

 
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