Company of Heroes 2: sette anni e tanto da dimostrare

Company of Heroes 2: sette anni e tanto da dimostrare

Finalmente, dopo un'attesa di ben 7 anni, Relic Entertainment è pronta a rilasciare il seguito del titolo RTS con il voto più alto di sempre, Company of Heroes 2, che ci vedrà stavolta protagonisti sul fronte orientale al comando dell'Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale.

di Marco Fiore pubblicato il nel canale Videogames
 

Campagna Single Player

Siamo nel 1952 e la campagna si apre con la scena di un colonnello dell'Armata Rossa che fa visita ad Isakovich, chiuso in un gulag da anni con l'accusa di diserzione. Il colonnello porta con sé un diario, le memorie di Isakovich scritte durante tutta la guerra, e giunto nella cella del carcere chiede al prigioniero quale sia la verità di ciò che ha descritto. Inizia così un viaggio a ritroso nella mente (e nel diario) di Isakovich: è un viaggio che non serve solo da mera cornice della campagna, perché racconta una storia così realistica e credibile da esserne profondamente affascinati e disgustati allo stesso tempo.

Relic sceglie di abbandonare quell'atmosfera un po' irrealistica di mutuo rispetto tra soldati di opposte fazioni vista nella campagna del primo Company of Heroes, e prende di petto l'argomento delle atrocità di guerra: nel corso dell'intera campagna ci troveremo di fronte a scelte di dubbia moralità, alcune delle quali dipenderanno dalle nostre scelte (come la scelta di salvare o meno dei civili durante la battaglia di Stalingrado) altre che invece saremo costretti ad eseguire per portare a termine la missione.

Comprenderemo così, un po' alla volta, le motivazioni che hanno portato Isakovich a perdere fiducia non tanto nei suoi uomini e nella causa portata avanti, ma nell'ideologia e nei metodi adotatti da Stalin e dai suoi ufficiali, portandolo infine a disertare. La storia proposta da Relic è molto matura nei contenuti: spesso saremo costretti ad abbandonare i nostri uomini a morte certa e l'unica giustificazione fornita sarà che è stato necessario per vincere la guerra e salvare la vita di molti. Nei filmati di intermezzo si vede appunto questo confronto tra Isakovich e il colonnello: la lotta tra l'umanità dell'ex-ufficiale e il senso del dovere e la fede alla causa del carceriere sarà il filo conduttore della storia di COH2, che termina in modo del tutto inaspettato con un colpo di scena finale.

Relic si affida al motore grafico di COH2 per le scene di intermezzo: il risultato è un grafica molto buona e in uno stile da comic novel, nell'incontro tra lo stile narrativo di COH1 (che si basava quasi totalmente su intermezzi disegnati) e quello dei CGI. Personalmente ho molto gradito questa scelta, ma ugualmente ho deciso di inserire questo fattore tra gli aspetti negativi perché effettivamente ci si sarebbe aspettati dei CGI di livello grafico ben superiore (al pari di altri titoli concorrenti).

La campagna in giocatore singolo di Company of Heroes 2 si sviluppa lungo 14 missioni di varia durata: si passa infatti dalla ventina di minuti all'ora abbondante (a difficoltà massima alcune missioni prendono anche più di un'ora), mentre in alcuni casi ci si ritrova a giocare su mappe enormi e con obiettivi multipli. In totale, per completare la campagna serviranno all'incirca 15 ore. Relic ha fatto davvero un gran lavoro nel proporre una grande varietà di missioni, mostrando tutte le potenzialità dell'Essence Engine 3: dall'estate all'inverno, da mappe urbane a quelle di periferia, da foreste a castelli fortificati, c'è veramente l'imbarazzo della scelta.

Le missioni sono tutte molto diverse e non ripetitive, con l'alternanza tra alcune più tattiche, con poche truppe a disposizione e rifornimenti limitati, e altre più grandi e storicamente accurate, con l'utilizzo di eserciti ben più vasti e obiettivi come la conquista di cittadelle fortificate o addirittura del Reichtstag. Come nell'esperienza precedente, anche in Company of Heroes 2 le prime missioni sono più un riscaldamento e servono a familiarizzare con le nuove meccaniche di gioco, mentre quelle più avanzate danno più libertà al giocatore sulla composizione dell'armata. L'esperienza finale risulta molto fruibile, e il giocatore si sente immerso nel fronte orientale, complice anche la tecnologia di Company of Heroes 2 che mostra tutta la sua forza negli effetti particellari delle esplosioni, nella qualità dei modelli poligonali dei veicoli e nella distruttibilità totale dell'ambiente, ancor più che in COH1.

La campagna di Company of Heroes 2 segue numerose vicende distanti tra loro nel tempo che portano il giocatore fino alla conquista di Berlino: la storia è coinvolgente, ma l'unico filo conduttore tra le missioni rimane la storia di Isakovich (la maggior parte delle missioni non ha nulla a che fare con quella precedente e quella successiva). Questo è anche un po' un limite dovuto alla scelta di proporre una campagna lineare, che costringe quindi a salti temporali piuttosto che ad un approccio più aperto nella scelta delle missioni (in stile Dawn of War 2 per intenderci). Da questo punto di vista sicuramente Relic avrebbe potuto fare molto di più, anche se sul giudizio finale deve avere un suo peso anche la modalità Theater of War, che va in qualche modo a compensare le mancanze della campagna principale.

 
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