Return to Castlerama: dall'Italia un'avventura in stile anni '90 per iPhone e iPad

Return to Castlerama: dall'Italia un'avventura in stile anni '90 per iPhone e iPad

È da oggi disponibile questo interessante gioco d'avventura per iPhone e iPad sviluppato interamente in Italia, dalla software house indipendente Codenrama. Basato su tecnologia Unreal, R2C offre ai giocatori una libertà nell'esplorazione semplicemente mai vista su mobile, ricordando giochi Tripla A come Skyrim e il vecchio Myst.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Un romanzo

Return to Castlerama è anche un romanzo oltre che un videogioco. Negli scenari di gioco, infatti, ci si imbatte in pergamene che, una volta raccolte tutte, formano un vero e proprio romanzo, che riguarda "un'eclisse minacciosa per l'intero genere umano". Scritto da Michele Böhm, R2C è un complesso romanzo fantasy che vuole fare emergere da una parte l'inarrestabile cattiveria insita nell'animo umano, ma dall'altra l'eroismo di un personaggio, David da Volpedo, che è disposto a tutto pur di salvare Castlerama e la straordinaria Valle di Gorendal.

La filosofia di Michele Böhm risulta quindi evidenziata dalla storia, ma anche dai testi e dai Tarocchi di Dagmar, oltre che dalle straordinarie location di gioco che, come abbiamo già visto, richiamano l'arte rinascimentale. Böhm ha sempre nutrito una forte passione sulla possibilità di coniugare insieme la tecnologia del PC e l’arte. Il suo background – sua madre è una talentuosa pittrice e suo padre è l’illustre scienziato informatico Corrado Böhm – ha quasi sicuramente contribuito a questo.

L'avventura inizia in una piccola bottega a Castlerama, in cui David rinviene delle note lasciate dal padre adottivo. Per arrestare il perfido ArtaSerse e liberare il Gorendal dalla maledizione in cui avversa, David deve ritrovare alcuni preziosi oggetti, come i Tarocchi di Dagmar, i due Sangelii e la Moneda di Minerva. Solo gli oggetti più piccoli, e apparentemente insignificanti, possono rovesciare il destino del mondo e rimettere i buoni nel posto che i cattivi hanno occupato con la forza e la presunzione.

Uno dei primi oggetti in cui David si imbatte è il Diario. Quest'ultimo è fondamentale perché all'interno del manoscritto David ritroverà tutti i messaggi raccolti durante la sua avventura e mentre affronta le quest. Il Diario aiuterà David e il giocatore a risolvere gli enigmi, oltre che a tenere traccia delle vicende e del complicato intreccio tra personaggi, fatti politici e avvenimenti mostruosi.

Alla base della storia di R2C c'è infatti anche un conflitto tra casate. I Methonast sono la casata dominante, che struttura la sua economia sul latifondo e la militarizzazione. I Volpedo sono, invece, una casata dal passato di grande splendore ma attualmente in declino. Sono commercianti avventurieri e pensatori. Il giocatore apprenderà dei conflitti tra queste casate, dei giochi politici che sono occorsi e conoscerà i personaggi di riferimento per ognuna di esse.

Ferne Ottengoz, la Duchessa di Methonast, è ad esempio una splendida donna, riprodotta magnificamente all'interno del gioco con un volto dettagliato quasi come quelli di Mass Effect. David incontrerà Ferne all'interno della Corte dei Musici di Mobias, uno dei villaggi più grandi e più belli da vedere tra quelli di Return to Castlerama. E proprio la Duchessa fornirà a David degli spunti fondamentali per proseguire nel suo cammino e per espletare il suo ruolo di predestinato che lo porterà a rovesciare il dominio di ArtaSerse.

Bolferund Zat Methonast è un personaggio, invece, incredibilmente viscido. Si tratta del bizzarro e pervertito alleato di ArtaSerse, reggente dell'intricato labirinto di dungeon che il giocatore dovrà affrontare nella seconda parte del gioco, conosciuto come Mazef. Il giocatore non avrà esperienza diretta di personaggi come Bolferund, ma imparerà a conoscere la loro perfidia e la loro spietatezza leggendo le pergamene. Bolferund è il cieco alleato di ArtaSerse e lo seguirà in tutto, anche quando il Necromante deciderà di sacrificare il proprio figlio per spingere la sua gente ad avere timore di lui.

E poi abbiamo ovviamente ArtaSerse, in cui il giocatore si imbatterà solamente nell'ultima parte del gioco. ArtaSerse è il male supremo, il burattinaio che controlla i cattivi che ci sono nel mondo, ma che non può nulla su coloro che invece hanno un animo candido. ArtaSerse è talmente perfido da scegliere il nome di ArtaMorto per suo figlio, proprio per farsi temere dalla sua gente, sulla quale mira ad avere un dominio incontrollato. I poteri magici di ArtaSerse sono sterminati, visto che può rimpicciolire le persone e può guidare degli enormi giganti di pietra, i Molog, come si fa con bambole voodoo. Solamente quando David imparerà a padroneggiare la magia di ArtaSerse potrà affrontare e sconfiggere il suo antagonista.

 
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