Injustice Gods Among Us: Supereroi al servizio di realtà parallele

Injustice Gods Among Us: Supereroi al servizio di realtà parallele

Dopo il successo raccolto dal reboot di Mortal Kombat, NetherRealm si ripresenta sul mercato con un nuovo picchiaduro ispirato agli eroi della Justice League di DC Comics. Una campagna single-player estesa e un nuovo approccio interattivo con gli scenari sono solamente due delle qualità di questo titolo, che ci ha convinto su tutta la linea.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Mortal Kombat
 

Distruzione ambientale e utilizzo dei poteri

Come avrete intuito, le due figure chiave di Injustice sono quelle di Superman e di Batman, leader carismatici di due opposti schieramenti che si stanno combattendo all’ultimo sangue. Ma questa contrapposizione - peraltro ‘raddoppiata’ dalla presenza di un secondo Batman per tutta la durata della storyline – si riflette anche sulla suddivisione tra due contrapposte categorie di personaggio. Da un lato abbiamo i supereroi che si servono di una serie di supporti tecnologici per poter combattere alla pari con i propri avversari. Tra questi vi sono lo stesso Batman, Nightwing, Raven, Harley Quinn, il Joker, DeathStroke, Catwoman, Cyborg, Freccia Verde. Nell’altra categoria invece si annoverano tutti gli eroi che sfruttano dei poteri soprannaturali, tra cui Superman, Shazam, Sinestro, Ares, Doomsday e Black Adam.

Questa contrapposizione di stili si riflette anche sulle caratteristiche del ‘character power’, che in Injustice non viene veicolato da combinazioni di pulsanti ma dalla contemporanea pressione dei dorsali, sempre in virtù di meccaniche accessibili anche agli utenti meno esperti e poco tecnici. A confermarcelo era stato il producer Hector Sanchez, il quale ci aveva spiegato che “sfruttare al meglio il personaggio vuol dire anche saper usare le altre combo, che faranno la differenza nei match più serrati e nei tornei”. In effetti quanto si percepisce giocando a Injustice è un’accessibilità multilivello. Pur senza raggiungere le vette di difficoltà di altri prodotti, il gioco risulta appetibile per una vasta utenza, grazie ad una progressiva offerta di combo che può accontentare il neofita - o chi solitamente non ha la pazienza di imparare tonnellate di mosse - senza peraltro trascurare troppo i cultori del genere.

Esiste infatti un comparto di mosse stratificato, al quale si aggiungono le finisher personalizzate e il ‘Wager system’. Le prime sostituiscono le tipiche fatality di Mortal Kombat e sono attivabili solamente dopo aver riempito un’apposita barra energetica suddivisa in quattro parti e situata nella parte bassa dello schermo, che si colmerà solamente dopo aver ricevuto numerosi e ripetuti colpi dal proprio avversario. Per ognuno dei 24 personaggi disponibili è stata predisposta una sequenza personalizzata. Alcune appaiono decisamente sopra le righe, altre meno, ma tra le più estreme e spettacolari annoveriamo sicuramente quelle di Superman, Doomsday e Flash.

Il ‘Wager system’ è invece uno scontro a tempo, attivabile tramite una combo di contrattacco, nel quale è possibile scommettere un certo ammontare del proprio super indicatore, che si rapporterà alla puntata effettuata dall’avversario. Il giocatore che ha piazzato la puntata più alta si aggiudicherà la contesa e otterrà un incremento della propria barra energetica, sempre in relazione all’entità della scommessa effettuata.

Un’altra caratteristica che era stata esaltata dagli sviluppatori in fase di preview è la ‘Transizione Stage’, un sistema creato ad hoc per lanciare violentemente l’avversario al di fuori dell’ambientazione in cui si sta combattendo. In questi casi si avvierà una breve sequenza scriptata e si verrà catapultati all’interno di un’altra arena, mentre in alcuni setting sarà possibile spostarsi anche più di una volta nell’arco dello stesso match. Questo aspetto del gioco si collega efficacemente sia alla spiccata componente cinematografica che vuole essere veicolata nella campagna single-player, ma anche all’elevata distruttibilità degli scenari, che costituisce uno dei tratti distintivi di questo titolo.

In ognuna delle quindici arene esistono infatti alcuni punti nevralgici, con i quali è possibile interagire durante le fasi di combattimento. Si possono scagliare veicoli parcheggiati, premere pulsanti per determinare esplosioni, aprire condotti di areazione oppure scagliare il proprio avversario contro uno o più oggetti presenti sullo sfondo. Ogni arena presenta dei tratti unici e si distruggerà progressivamente, attraverso una serie di sequenze scriptate, in relazione alla quantità di oggetti impiegati durante l’incontro. Le arene si alternano principalmente tra la città di Metropolis e quella di Gotham: abbiamo infatti ben due livelli all’interno di Villa Wayne e altri due nel manicomio di Arkham (che nel frattempo Rocksteady ci ha già fatto conoscere in lungo e in largo…!), così come altri stage presso il centro di Metropolis, il penitenziario di Stryker o la Torre di Guardia. Ma non mancano nemmeno riferimenti alla città di Atlantide e alla Fortezza della Solitudine, luoghi familiari per tutti gli amanti dell’universo DC Comics.

Al di là della campagna principale esistono anche altre due modalità single-player. La prima di queste si chiama Battaglia e si suddivide a sua volta in una serie di sfide dalle caratteristiche mutevoli. Nella modalità Normale si affronta un gruppo di avversari in condizioni standard, ma esistono anche numerose variazioni sul tema (ben venti, di cui quindici sono da sbloccare). Ad esemptio Avvelenamento, dove la propria energia continua a scendere, oppure Sopravvissuto, in cui si dispone di un’unica barra della salute dall’inizio alla fine.

Ci sono poi le missioni dei Laboratori S.T.A.R., che sviluppano una serie di sottotrame inerenti ogni singolo personaggio. Da questo punto di vista abbiamo percepito alcuni parallelismi con la modalità Fight Lab che era stata proposta lo scorso anno in Tekken Tag Tournament 2. Anche in questo caso infatti capita a più riprese di dover portare a termine alcune sfide, concatenando in modo corretto una serie di combo indicate a schermo. NetherRealm però è andata oltre e ha proposto ben 240 incarichi, anche diversissimi tra loro, che possono essere eseguiti con un punteggio variabile, fino ad un massimo di tre stelle. Così facendo si possono incrementare i punti esperienza della propria tag e ottenere anche crediti supplementari per sbloccare gli oggetti collezionabili.

 
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