Lost Planet 3: iniziamo a rompere il ghiaccio

Lost Planet 3: iniziamo a rompere il ghiaccio

Lost Planet torna allo scenario innevato del primo capitolo, che è stato uno dei giochi che hanno dato i natali all'attuale generazione di console. Ma non è l'unico importante cambiamento, visto che Lost Planet non è più sviluppato internamente a Capcom e non usa più MT Framework, visto che passa a Spark Unlimited e a Unreal Engine. Capcom annuncia, inoltre, la componente multiplayer di Lost Planet 3 con il primo trailer.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Capcom
 

MT Framework

Lost Planet è stato uno dei primi giochi per l'attuale generazione di console, riuscendo a dare il meglio di sé soprattutto su Xbox 360. Il motore MT Framework, di proprietà di Capcom, riusciva a fare cose considerevoli, offrendo un dettaglio poligonale importante e fantastiche animazioni anche su PC. MT Framework continuerà ad essere evoluto e occuperà uno spazio di rilievo anche sulla prossima generazione di console, ma non riguarderà più Lost Planet, visto che con il terzo episodio si passa a Unreal Engine.

E pensare che anche il secondo Lost Planet, con il vecchio motore grafico, presentava dei risultati interessanti in termini di dettaglio grafico. Introduceva per la prima volta la seconda iterazione di MT Framework, supportando DirectX 11 e shader model 5.0.

Ma il progetto Lost Planet 3 è figlio anche di una serie di cambiamenti in seno a Capcom. Con l'addio nel 2010 di Keiji Inafune, il produttore di serie importanti come Mega Man, Onimusha, Dead Rising e proprio dei primi due Lost Planet, la serie è stata affidata a un team esterno, Spark Unlimited. Con sede a Sherman Oaks, California, Spark Unlimited costituisce un importante cambiamento per la serie, sancendo una curiosa alleanza giappo-americana per Lost Planet. E, probabilmente, il cambio al timone è stato propedeutico anche al cambio di tecnologia.

Spark ha dovuto fare un enorme lavoro per convertire lo stile di gioco, il sistema di animazioni e la struttura degli scenari alla nuova tecnologia, con l'obiettivo di mantenere il feeling tipico della serie. Abbiamo avuto modo di provare per un'ora il single player di Lost Planet 3 e per un'altra ora il multiplayer, in occasione di un evento organizzato dal distributore italiano Halifax, e possiamo dire che la prima impressione è che Spark sia riuscita nel suo intento.

Prima di Lost Planet 3, il team californiano si è occupato di Call of Duty: L'Ora degli Eroi (2004), dello sparatutto ambientato in una realtà alternativa Turning Point: Fall of Liberty (2008), e dello sparatutto con protagonista un ladro Legendary (2008). Insomma, non si tratta certo di pietre miliari della storia dei videogiochi, per cui bisogna veramente fare un grosso in bocca al lupo al team per i suoi prossimi progetti. Oltre a Lost Planet 3, abbiamo anche Yaiba: Ninja Gaiden Z, una reinvenzione della serie che coinvolge gli zombi, di cui ancora si sa ben poco.

Lost Planet 3, in realtà, è stato completato da tempo, e si aspetta solamente il momento giusto per il rilascio, in funzione delle tempistiche commerciali di Capcom, come ci ha candidamente rivelato Andrew Szymanski, producer del gioco, presente all'evento. Questo ha dato il tempo allo sviluppatore di ripulire e bilanciare il gioco, visto che Lost Planet 3 è adesso previsto per la fine di agosto.

Il numero alla fine del titolo non deve ingannare, visto che Lost Planet 3 è un prequel rispetto ai precedenti due capitoli. Sarà ambientato, dunque, sempre sul pianeta EDN III, ma questo apparirà in una configurazione appartenente al passato rispetto alle controparti viste in Lost Planet 1 e 2. I giocatori impersonano Jim Peyton, un pilota che ha lasciato la Terra per iniziare un lavoro ben pagato su EDN III. Bisognerà affrontare, come da tradizione della serie, territori inesplorati, climi ostili e le creature che abitano il pianeta, gli Akrid. Inoltre, torneranno i famosi mech, come vedremo meglio nel corso dell'articolo.

Ma la novità più gustosa in termini di meccaniche di gioco riguarda la presenza di un mondo aperto, con diverse ramificazioni percorribili solo se si disporrà dell'equipaggiamento giusto e di armi adeguatamente potenti per scalfire il muro di Akrid. Insomma, Lost Planet 3 presenta una componente free roaming che si è dimostrata interessante dopo questo primo test, ricordando vagamente, per equilibri di gioco, Rage.

 
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