Lost Planet 3: iniziamo a rompere il ghiaccio

Lost Planet 3: iniziamo a rompere il ghiaccio

Lost Planet torna allo scenario innevato del primo capitolo, che è stato uno dei giochi che hanno dato i natali all'attuale generazione di console. Ma non è l'unico importante cambiamento, visto che Lost Planet non è più sviluppato internamente a Capcom e non usa più MT Framework, visto che passa a Spark Unlimited e a Unreal Engine. Capcom annuncia, inoltre, la componente multiplayer di Lost Planet 3 con il primo trailer.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Capcom
 

Il primo impatto

L'altra sequenza che abbiamo avuto modo di giocare corrisponde alle battute iniziali della campagna. Dopo uno schianto, Jim deve esplorare la zona circostante per rinvenire un transponder mentre una fitta tempesta di neve lo attanaglia. Come in Tomb Raider, il personaggio si muove indipendentemente dalle azioni del giocatori per proteggersi dalla neve e per infilarsi nei cunicoli più stretti. Si tratta di un'immersiva esperienza anche uditiva e cromatica che riprende lo stile dei giochi originali.

Una volta che Jim raggiunge il transponder, un gruppo di alieni lo circonda mentre si protegge ricorrendo a una copertura. Da questa prospettiva, assiste a un furioso combattimento tra alieni in cui viene improvvisamente coinvolto. Irrompe nella scena, però, un mech che lo afferra con un arpione. Si tratta del primo contatto con un personaggio che sembra molto importante nella storia, Laroche. Anche lui è un tecnico rifugiato nella base NEVEC alla quale i due arriveranno dopo pochi minuti di gioco. Parla un misto tra francese e italiano (ovviamente inglese nella versione originale del gioco) e non lesina battutine ironiche, come la maggior parte dei personaggi di Lost Planet 3. Come dicevamo, infatti, l'ironia ricopre un ruolo molto importante nella narrazione.

Notiamo come le sequenze di narrazione siano pre-renderizzate. Sì, realizzate con il motore grafico del gioco, ma poi catturate, compresse in un formato video e incollate al resto del gioco. Non si tratta di sequenze di qualità paragonabile a quelle di altri giochi dell'ultimo periodo (scordatevi assolutamente Tomb Raider da questo punto di vista), e la stessa recitazione dei personaggi, per quanto riguarda le espressioni facciali, è deludente. Jim Peyton è un personaggio alquanto anonimo, e non è assolutamente ben predisposto a modificare l'espressione del suo volto, anzi...

Dopo essere stato salvato da Laroche, i due giungono alla base, e qui finalmente apprendiamo dei dettagli molto importanti sulla trama. L'operazione sul pianeta alieno è stata finanziata dalla NEVEC, che è lì per impossessarsi dell'energia termica. Quest'ultima scorre in ogni cosa su EDN III, ed è solo grazie ad essa che può esserci vita in un posto così freddo. La NEVEC spera di usare l'energia per risolvere la crisi energetica che ormai incombe da diversi anni sulla Terra. E in tutto questo Peyton serve inizialmente per riparare la base e potenziarla. Nelle prime battute di gioco riceviamo subito diverse missioni che prevedono di recuperare degli oggetti o di contribuire allo sgelamento di tubi tramite il Rig.

Pare che Peyton stia sostituendo una mercenaria misteriosamente scomparsa conosciuta come Diaz. Mentre il dottor Kovac è colui che gestisce le operazioni sulla base militare, ostacolato dalla dottoressa Roman, con la quale non sembra in buoni rapporti. Gale, invece, è un meccanico che si occupa dei Rig, e sembra essere messo lì appositamente per strappare qualche risata al giocatore.

E Peyton? Beh lui ha solo tre cose al mondo: sua moglie, sua figlia e il suo Rig. Indovinate su quale conta per proteggere le altre due?

 
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