Gears of War Judgment: da Epic Games a People Can Fly

Gears of War Judgment: da Epic Games a People Can Fly

I ragazzi di People Can Fly si sono avvicendati a Epic Games per lo sviluppo di questo prequel, che ripercorre alcune delle vicende inerenti la caduta di Halvo Bay, a poche settimane di distanza dall’Emergence Day. Ne è emerso un prodotto dall’approccio arcade, con una trama volutamente ridotta ai minimi termini.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Epic
 

Squadra Kilo a rapporto!

Judgment ci proietta indietro nel tempo, nella periodo in cui l’invasione delle Locuste ha appena avuto inizio. Non sappiamo dove si trovi in questa fase temporale Marcus Fenix, quello che capiamo immediatamente è che qualcosa di grosso è appena avvenuto e che quella testa calda di Baird ci è finito dentro fino al collo. Lo sfondo della città è in fiamme. Scopriremo in seguito che si tratta di Halvo Bay, uno dei luoghi cruciali della battaglia intrapresa dalla popolazione di Sera contro l’esercito delle Locuste. Da un elicottero, scortati da uno stuolo di guardie Onyx, scendono i membri della Squadra Kilo: il neo tenente Baird, il già noto Augustus Cole e le due new entry Sofia Hendricks e Garron Paduk.

In gruppo e con ben pochi convenevoli vengono condotti all’interno di un edificio, dove li attende un sommario processo, sbrigativamente allestito e presieduto dal Colonnello Loomis, mentre nella vicinanze impazza ancora la battaglia. L’ufficiale dei COG ha intenzione di ascoltare le testimonianze di tutto il team per poi prendere personalmente una decisione insindacabile sul loro operato. La prima deposizione sarà proprio quella di Baird e così ha inizio la campagna, in retrospettiva, con lo scopo di ricostruire passo dopo passo i recenti fatti che hanno indotto la Squadra Kilo a violare gli ordini impartiti dal comando centrale e a fare un uso non autorizzato del Missile Lightmass, un’arma strategicamente fondamentale per le sorti del conflitto, ancora coperta da segreto militare.

Pur essendo il leader, Baird non sarà l’unico ad essere ascoltato da Loomis. La storia viene infatti per buona parte narrata con ripetuti flashback, associati di volta in volta ad uno dei quattro protagonisti. Sì perché se nei precedenti capitoli della serie il soggetto principale che poteva essere controllato durante la campagna single-player era Marcus, in questo caso si vestono a rotazione i panni di tutti i componenti della squadra, seguendo di volta in volta la loro versione dei fatti.

Contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare dai ragazzi di People Can Fly, la campagna di Judgment è contraddistinta da tinte meno cupe rispetto a quelle dei precedenti capitoli, soprattutto in relazione al primo episodio, che poi è anche il più vicino dal punto di vista cronologico. Al contrario, buona parte dei livelli si svolge all’aperto e con una quantità di aree riccamente illuminate. Non c’è traccia dei temibili Kryll che rendevano quasi impensabile, nel primo Gears of War, muoversi all’esterno degli edifici durante le fasi notturne.

Esattamente come avveniva nel primo episodio, dove i giocatori se la dovevano vedere con il generale Raam, anche in Judgment abbiamo a che fare con uno dei luogotenenti più importanti delle Locuste. Si tratta di Karn, colui che ha pianificato in prima persona l’invasione della superficie avvenuta durante l’Emergence Day. La prima sfolgorante vittoria è stata conseguita presso i territori di Gorasnaya e durante l’attacco solamente poche migliaia di sopravvissuti umani sono riusciti a salvarsi.

Paduk ne sa qualcosa e porta evidenti segni di quella battaglia sul proprio corpo. Le vicende saranno familiari a coloro che hanno letto i libri ambientati nell’universo di Gears of War, ma in Judgment ne vengono solamente forniti alcuni accenni. Anche l’approfondimento di alcuni lati personali dei protagonisti di vecchia data, di cui si era parlato in fase di preview, non appare particolarmente evidente e non approfondisce le informazioni di cui il giocatore già dispone.

 
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