Qualcuno sta cercando di uccidere il mondo dei videogiochi

Qualcuno sta cercando di uccidere il mondo dei videogiochi

Il media videoludico ha da sempre incontrato diverse difficoltà e, ancora oggi, non è riuscito a imporsi in maniera totale. Si tratta di un media senza una storia, senza forti canali di veicolazione delle informazioni che lo riguardano e ignorato da molte fasce di utenza. Le cose si complicano, adesso, con la crisi economica e le emergenti forme di gaming.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Quando qualcuno mi chiede dettagli sul lavoro che faccio, dopo la mia risposta, noto sempre un certo sgomento, una qualche delusione nel suo volto. Lavorare con i videogiochi, insomma, è sempre visto in maniera critica, quasi a screditare il tipo di impegno che invece questa occupazione richiede. Chi scrive di videogiochi sa che non si tratta solamente di dedicare tante ore al gaming su PC o su console, o su mobile ormai, ma bisogna anche avere occhio critico, fare delle analisi, rapportare quanto si sta vedendo con il passato, e mille altre cose che non sto qui a elencare.

I videogiochi, in Italia ancor più che in altri posti, sono giudicati da moltissime persone come un media non adulto, non ancora diffusamente affermato, senza la forza per imporsi alla totalità della popolazione. Insomma, vedere un film come Lincoln è una cosa che teoricamente ci si aspetta da chiunque, ma se un cinquantenne ti racconta della sua ultima esperienza con Mass Effect 3 probabilmente finisce per meravigliarti. Questo evidenzia, secondo me, quanto sia ancora sottovalutato il media.

Che non ha una storia, peraltro, perché non c'è uno strumento che ne racconta le gesta in maniera univoca. Il cinema ad esempio è fortemente sostenuto dalla TV, così come lo sport se vogliamo aggiungere un altro elemento di paragone. La TV, per sua conformazione, è un media che dà autorità agli opinionisti, mentre nel mondo della critica videoludica non c'è un giornalista o un opinionista che può vantare un'autorevolezza di questo tipo. I videogiochi sono pressoché banditi dalla televisione, e lasciati solamente in pasto a internet, che è un grosso calderone di pareri differenti, punti di vista e modi di analizzare le cose, che impedisce di dare un senso univoco alle cose, di decretare una storia ben precisa del media videoludico, che riesca a far emergere quei titoli che veramente hanno consentito all'industria di fare un grosso passo in avanti.

Il target dei videogiochi, inoltre, sta cambiando notevolmente. Diciamo che nuove fasce di utenza sono adesso coinvolte, ma che questo "inserimento" ha provocato un grosso cambiamento nel modo di intendere il media videoludico anche da parte degli sviluppatori. Purtroppo, la debolezza che il media già palesava qualche anno fa, pur nel momento del suo massimo splendore, e i cambiamenti che occorrono di giorno in giorno, stanno uccidendo i videogiochi così come erano fino all'apice di questa generazione. E non credo di esagerare.

Il discorso è molto complesso, e richiederebbe un'analisi troppo dispendiosa e, per questo, priva di concretezza. Dunque, voglio semplificare fino all'osso, evidenziando quelli che ritengo i tre punti focali del cambiamento del media.

1) Le nuove fasce di utenza
2) La critica eccessiva e costante ai nuovi titoli da parte delle community consolidate
3) La mancanza di nuovi hardware

Del primo punto se ne è discusso tantissimo. Le nostre madri, prima dell'avvento dei tablet, probabilmente non giocavano, così come non lo facevano le nostre ragazze, perché sentivano la necessità di interagire in maniera più diretta, coinvolgendo gran parte del loro corpo. Insomma, un cambiamento nel target di riferimento per il media videoludico epocale, che non può non modificare le strategie di fatturazione di produttori e di sviluppatori. Nessuno può accollarsi dei progetti destinati solamente a una nicchia quando si ha la possibilità di coinvolgere molto più pubblico. Per cui non si possono attribuire troppe colpe a quei produttori che hanno bisogno di fatturare perché ormai diventati pachidermici: fatturare per un gruppo di 300 impiegati è una cosa, fatturare per un gruppo ormai di 5 mila impiegati è un'altra cosa.

Il secondo punto, però, mi sta particolarmente a cuore. I giocatori di vecchia data, a mio modo di vedere le cose, stanno criticando eccessivamente il media, spesso senza ragione, modificando anche il modo di comportarsi di certi sviluppatori. Penso alle critiche sul finale di Mass Effect 3, che da un certo punto di vista ci possono stare, ma che sono quasi completamente fine a sé stesse: BioWare, infatti, ha ascoltato in parte queste critiche, ma non ha modificato il concetto che sta alla base del finale di quel gioco. Ma non per questo si può dire che Mass Effect 3 sia un gioco fallimentare, anzi i più ritengono ancora che sia uno dei migliori titoli in assoluto di questa generazione.

Molti si aspettano una profondità dai giochi che semplicemente non può esistere, e stavolta penso a un titolo come Battlefield 3. Nessun videogioco può essere ottimizzato per una longevità superiore alle 100/200 ore. Se qualcuno gioca sullo stesso titolo per una quantità di tempo maggiore, secondo me, deve iniziare a porsi delle domande. Può sicuramente continuare a giocare nella massima libertà, ma non può accusare lo sviluppatore di sbilanciamenti o di inadeguatezze che emergono dopo un gameplay così lungo. Se nascono dei motivi di sconforto, insomma, dopo aver giocato per così tanto tempo sullo stesso titolo, questi dipendono principalmente da un'insoddisfazione interna del giocatore, piuttosto che da mancanze di chi sviluppa.

E non si può neanche richiedere allo sviluppatore un impegno così prolungato, a fronte di una spesa di 60 euro avvenuta molti anni prima. Ritengo che sia fondamentalmente sbagliato pretendere da qualcuno certe prestazioni senza che questi riceva un adeguato compenso. I giocatori sanno bene di cosa sto parlando e di quanto sia difficile trovare certi equilibri e accontentare tutti.

Insomma, la situazione è grave. Rischiamo seriamente di perdere i videogiochi così come li abbiamo intesi fino a oggi, e serve che ognuno di noi collabori per salvare il nostro media preferito. Penso che la motivazione che mi spinge a dedicare tantissimo tempo alla gestione di questo sito di videogiochi riguardi proprio questo aspetto: voglio dare il mio contributo al media videoludico. Ma non basta, serve un contributo eterogeneo da parte di tutti. Criticare di meno, quando non è costruttivo, insomma mi sembra un ottimo punto di partenza. Oltre che continuare a comprare i giochi di vecchia concezione (eh si, Battlefield 3 lo è, e alla grande!), pur con tutti i limiti che la crisi impone sulla vita quotidiana di ognuno di noi.

Dobbiamo difendere il nostro media preferito, continuare a supportarlo, aiutare gli sviluppatori a trovare le soluzioni più adatte, non andare contro tutto e tutti. Le persone, secondo me, dovrebbero imparare ad elogiare le cose che preferiscono, piuttosto che andare contro ai gusti degli altri e criticare ciecamente il modo di intrattenersi degli altri.

L'ultimo punto si riaggancia proprio al discorso crisi. Non c'è più quell'evoluzione nell'hardware videoludico alla quale abbiamo assistito negli anni passati, e questo ha prodotto un rallentamento anche nell'avanzamento, in termini di qualità e di complessità, dei motori grafici. I produttori di console hanno aspettato diversi anni prima di lanciare i nuovi sistemi, perché spaventati dalla crisi incombente: perché sforzarsi così tanto a tirare fuori dei nuovi sistemi se poi la gente non li può comprare?

La verità, però, è che stiamo andando verso un cambiamento netto, dal quale non si tornerà più indietro. Ormai c'è più gente che gioca su mobile rispetto a coloro che giocano su sistema domestico. La tecnologia si fa sempre più piccola, e rischia di diventare invisibile e fare parte del corpo umano. Insomma, il processo che va verso la mobilità più spinta è inarrestabile, e probabilmente avrà culmine nella realtà aumentata. Ma a questo punto la domanda diventa: potremo godere di giochi di vecchia concezione, con la profondità di una volta, attraverso i nuovi sistemi e le nuove periferiche di interfacciamento?

90 Commenti
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netcrusher07 Marzo 2013, 14:37 #1

Qualcuno?????

Qualcuno?????? Qualcunooooooooooooo??????????
Ma per piacere siate onesti e dite chi lo sta rovinando!!
Qualche nome, Electronic Arts tanto per dirne uno, stanno distruggendo totalmente brand di alto livello nel nome del profitto a tutti i costi, poi non dimentichiamo il grande danno subito dalla sempre più totale partecipazione del mondo del cinema con quello videoludico, hanno portato il concetto cinematografico nei videogiochi snaturandoli e facendo lievitare i costi di sviluppo dei videogiochi in modo assurdo, quando il cinema si faceva i ca..i suoi e i videogiochi non risentivano così pesantmente c'era un mondo tutto da scoprire, adesso è tutta immondizia, ma le major se ne fregano se hanno rovinato tutto, continuano imperterrite a sfornare mondezza perchè coscienti del circolo vizioso che hanno oramai innescato, la soluzione è una sola, via Hollywood dal mondo dei videogiochi subito!!!
Benjamin Reilly07 Marzo 2013, 14:50 #2
i giochi costano troppo (50 euro in media).

costituendo un bene volutuario vi si rinuncia.


io rigioco ciclicamente, gli stessi senza problemi.

Ulteriore questione economica: pare che determinati titoli presuppongano l'acquisto di nuovi PC perchè presuppongono maggiori risorse sistemiche... senza sfruttare adeguatamente quelle possedute. Un caso? secondo me no. Fanno i furbi, tuttavia essendo tali dimostrano la propria stoltezza: l'utenza non è disposta a sostenere ONERI AGGIUNTIVI.
(Es.: giochi di grafica e complessità maggiore programmati bene consumano meno risorse di giochi meno complessi e di grafica peggiore scritti male. Tomb raider anniversary è superiore a Tomb RAider Legend ma consuma meno risorse hardware.)
Le console hanno contribuito a ridurre la passione perchè inducono ad acquistare un supporto hardware dedicato del tutto superfluo, considerata l'innata versatilità del computer.

Le console sono rinnovate periodicamente per giocare specifici giochi.... quindi l'utenza rischia di doverne farne incetta.

Infine: ormai è tutto uno spara-tutto in cui il giocatore deve pigiare 2 tasti eliminando una pletora di nemici brutali.

I giochi appassionanti di un tempo che coinvolgevano maggiormente l'intelletto sono stati sopraffatti da quelli puramente emozionali e truculenti. Ne pratichi uno, li hai giocati tutti.

Il problema principale cmq è quello menzionato: COSTANO TROPPO.
gildo8807 Marzo 2013, 15:01 #3
Originariamente inviato da: netcrusher
Qualcuno?????? Qualcunooooooooooooo??????????
Ma per piacere siate onesti e dite chi lo sta rovinando!!
Qualche nome, Electronic Arts tanto per dirne uno, stanno distruggendo totalmente brand di alto livello nel nome del profitto a tutti i costi, poi non dimentichiamo il grande danno subito dalla sempre più totale partecipazione del mondo del cinema con quello videoludico, hanno portato il concetto cinematografico nei videogiochi snaturandoli e facendo lievitare i costi di sviluppo dei videogiochi in modo assurdo, quando il cinema si faceva i ca..i suoi e i videogiochi non risentivano così pesantmente c'era un mondo tutto da scoprire, adesso è tutta immondizia, ma le major se ne fregano se hanno rovinato tutto, continuano imperterrite a sfornare mondezza perchè coscienti del circolo vizioso che hanno oramai innescato, la soluzione è una sola, via Hollywood dal mondo dei videogiochi subito!!!


Straquoto! E' esattamente ciò che penso anch'io.
Di recente sto giocando a System Shock 2, che mi ero perso all'uscita ed, a differenza dello schifo che ci propinano oggi, è 100000 spanne avanti. Si è perso tutto il gusto del videogiocare, oggi i giochi li finisci e non ti lasciano nulla a parte le bestemmie per averlo finito in meno di 5 ore e per la difficoltà verso il basso che ormai colpisce il 99% dei videogiochi. Videogiochi tutti uguali e tutti lineari. Poi ci mettono il multi, un multi a misura di bimbominkia in cui non conta nulla saper giocare, ma conta la roba figa che hai sbloccato e che mirino, abilità speciale o arma del cazzo hai sbloccato.
Che si ritorni al periodo in cui i videogiochi erano videogiochi e non dei film interattivi per bambini dementi
pWi07 Marzo 2013, 15:05 #4
Originariamente inviato da: gildo88
Straquoto! E' esattamente ciò che penso anch'io.
Di recente sto giocando a System Shock 2, che mi ero perso all'uscita ed, a differenza dello schifo che ci propinano oggi, è 100000 spanne avanti. Si è perso tutto il gusto del videogiocare, oggi i giochi li finisci e non ti lasciano nulla a parte le bestemmie per averlo finito in meno di 5 ore e per la difficoltà verso il basso che ormai colpisce il 99% dei videogiochi. Videogiochi tutti uguali e tutti lineari. Poi ci mettono il multi, un multi a misura di bimbominkia in cui non conta nulla saper giocare, ma conta la roba figa che hai sbloccato e che mirino, abilità speciale o arma del cazzo hai sbloccato.
Che si ritorni al periodo in cui i videogiochi erano videogiochi e non dei film interattivi per bambini dementi


Vedo che sei perfettamente entrato in sintonia con il pezzo, ribaltandone diametralmente il senso.
hexaae07 Marzo 2013, 15:26 #5
Dunque, analizziamo il trend.... Sequel di sequel di sequel di fps-spegni-cervello-e-spara-a-qualsiasi-cosa-anche-se-non-si-muove + minima interattività e minimo impegno richiesti al giocatore, ma bellissimi da guardare (almeno per 10 minuti) in cui il 95% del budget è investito nel comparto tecnico e artistico... che costano come andare a vedere 4-5 bei film al cinema (che sono "fotorealistici" )
Già, chissà come mai stanno finendo male? Non me lo spiego.

Intanto giochi "semplici" e fatti bene come 'Legend of Grimrock' che si ispirano a vecchie glorie senza grafica cinematografica e senza l'ultima super-tassellizzazione hanno successo e vengono ripagati in termini di pubblico, denaro e apprezzamento dalla critica...

Forse qualcosa sta cambiando, perché l'utenza niubba è stata ampiamente raggiunta e la nicchia colmata dalle ondate di fps tutti uguali, che più di quella cifra non riescono a fatturare. Oltre quella cifra forse c'è un'utenza più raffinata, con più esperienza sulle spalle e più furba a cui non bastano certe carotine appetitose e ben confezionate.
Donbabbeo07 Marzo 2013, 15:38 #6
Originariamente inviato da: pWi
Vedo che sei perfettamente entrato in sintonia con il pezzo, ribaltandone diametralmente il senso.


Beh dopotutto è un suo parere ed onestamente in (gran) parte condivisibile.

Alla fin fine il punto 2 della lista è diretta causa del punto 1 ed a ragion veduta, non lo vedo affatto come un eccessiva critica verso i prodotti; chi li critica è generalmente perché non si riconosce più nei target a cui le software house mirano.

È indiscutibile che il gameplay dei giochi negli ultimi 10 anni sia andato verso la semplificazione a tutti i costi per venire incontro all'utente tipo che non è più il gildo88 o il netcrusher di turno (o il Donbabbeo, anche io sono dello stesso partito), ma è piuttosto la signora Bianchi, il signor Rossi o il piccolo Marchino (anni 12) perché qualcuno deve pagare le produzioni ultramilionarie ed il marketing a palla e quindi è inevitabile che il gioco debba piacere alla più ampia fetta di pubblico possibile. Peccato che così facendo stanno scontentando coloro che li hanno portati dove sono oggi.

Ai nuovi utenti potrà pure piacere il sistema a microtransazioni, la marea di DLC che ci propinano ora, la difficoltà da cerebroleso (vogliamo parlare delle dichiarazioni fatte dai devs su Dishonored?) e la durata media di 6 ore, ma all'utente più navigato, che giocava già 10 o 20 anni fa tutto questo difficilmente va a genio e ne è la prova il fiorire del mercato indie e di Kickstarter, dove sempre più vecchie glorie si stanno rifugiando riportando in auge generi e titoli sconosciuti ai più con enorme successo perché riescono a fare ciò per cui le grosse produzioni vengono criticate e cioè videogiochi per giocatori e non videogiochi per chiunque.
Provate a presentare un progetto come Torment ora ad un qualsiasi publisher, vi sputerebbe in un occhio perché non rientra più nei target attuali; peccato che sia attualmente il progetto di Kickstarter con maggior successo di sempre.

Di certo non si può essere sempre nel giusto nel criticare ad oltranza ed una certa colpa va anche all'atteggiamento un pò "hipster" e protezionista di noi utenti "Io giocavo ai videogiochi prima che diventasse figo!" ma non si può neanche produrre giochi con lo stampino ogni anno, togliere pezzi di gioco già pronti per rilasciarli come DLC come se fosse la cosa più naturale del mondo e rendere la vita impossibile per giocare al proprio titolo solo per seguire la moda del socialgame à la Facebook.

My 2 cent.
hexaae07 Marzo 2013, 15:58 #7
Esattamente.
Kickstarter fortunatamente ci salverà dalle scelte cieche e mirate solo al fatturato delle major.
Giochi scelti e voluti innanzi tutto dai video-giocatori dove progetti come un nuovo Elite, Torment, Star Citizen (il vecchio Wing Commander) fanno cifre milionarie, e senza publisher con cui sparitre la grossa fetta dei ricavi...

I tempi dei vecchi team di sviluppo relativamente "piccoli" in cui nel garage di casa creavano piccoli capolavori mai dimenticati e senza compromessi per accontentare questo o quell'altro padrone forse stanno tornando, per la felicità degli utenti e con l'imbarazzo dei grossi produttori...
Armin07 Marzo 2013, 16:06 #8
Dall'articolo:

"Chi scrive di videogiochi sa che non si tratta solamente di dedicare tante ore al gaming su PC o su console, o su mobile ormai, ma bisogna anche avere occhio critico, fare delle analisi, rapportare quanto si sta vedendo con il passato, e mille altre cose che non sto qui a elencare."

Occhio critico, dubito che lei ne sia dotato.


"Nessun videogioco può essere ottimizzato per una longevità superiore alle 100/200 ore. Se qualcuno gioca sullo stesso titolo per una quantità di tempo maggiore, secondo me, deve iniziare a porsi delle domande. Può sicuramente continuare a giocare nella massima libertà, ma non può accusare lo sviluppatore di sbilanciamenti o di inadeguatezze che emergono dopo un gameplay così lungo. Se nascono dei motivi di sconforto, insomma, dopo aver giocato per così tanto tempo sullo stesso titolo, questi dipendono principalmente da un'insoddisfazione interna del giocatore, piuttosto che da mancanze di chi sviluppa."

Secondo me la sua prospettiva è ristretta è circoscritta ad un vecchio modo di vedere i videogiochi.
Io ho quasi 30 anni, le mie esigenze sono cambiate, non voglio più comprare un gioco e aspettarmi 30-40 ore di gioco, anzi tempo fa non pensavo nemmeno a quanto mi sarebbe durato un gioco.
Oggi è diverso e questo problema me lo pongo, sopratutto se ho speso 60€ per un prodotto che viene da una delle software house più ricche e potenti dell'industria, che anni fa nemmeno immaginavano potessero esistere.

La longevità "infinita" secondo me è la prossima frontiera da raggiungere.

La sua prospettiva che i giochi non possono durare più di 100/200 ore non fa altro che corroborare i pregiudizi di quelli che la guardano male quando dice di lavorare con i giochi.
Finchè il videogame sarà un bene da consumare e accantonare dopo poche ore sarà sempre visto come un qualcosa di non serio. Come bene prettamente di consumo e non un qualcosa che diventa passione.
Se i giochi fossero seriamente più completi e longevi verrebbero probabilmente presi più sul serio.

Forse più che adottare una prospettiva da "hater" verso coloro che criticano "senza ragione" un videogioco e più che pensare che coloro che si lamentano sono "internamente insoddisfatti" dovrebbe porsi con un'ottica più aperta e pensare a come effettivamente potrebbero essere i giochi al giorno d'oggi per far si che quelle lamentele non arrivino più.



"I giocatori di vecchia data, a mio modo di vedere le cose, stanno criticando eccessivamente il media, spesso senza ragione."

Il fatto che non ne comprende la ragione non significa che non ci sia effettivamente una.

Ha per caso seguito le vicende di Diablo 3? 12 milioni di copie vendute per una beta. Un prodotto venduto a 60€, completamente lacunoso, privo di idee, sbilanciatissimo, insoddisfacente sotto ogni punto di vista.
In quel caso non esisteva una ragione? Da una software house che fa 130 milioni di € al mese solo con wow, ci si aspettava un pochino di più...
Prendiamo anche Skyrim, un prodotto buggatissimo, per nulla ottimizzato, con caratteristiche insensate che sono state moddate subito con un consenso plebiscitario dalla community.

Queste software house devono essere criticate, eccome, altro che insoddifazione interna. Me la fanno venire loro l'insoddisfazione.
Le software house devono investire di più nella ricerca, chiedere consulenze a psicologi, ergonomi, aprire closed beta e focus group con gli utenti eccetera eccetera...
Potrebbero fare cose grandiose invece ci si ritrova a pagare 60€ per un gioco che vale la metà del predecessore, o che comunque delude il giocatore navigato che ormai le ha già viste tutte.

In proporzione a quanto si sono arricchite le software house l'innovazione non è andata di pari passo. Parlo di idee, non di tecnologie.
THE5EU507 Marzo 2013, 16:07 #9
Posso dire che siamo nella merda fino al collo, tutta colpa di chi gioca tanto per giocare, tanto per fare un esempio, Doom3 è uno dei migliori in assoluto di tutti i tempi e mi aspettavo dalla ID software un qualcosa di decente invece ha fatto Rage, che si e no 15 min (se metti insieme pezzi buoni del gioco, non tutti di fila )di divertimento vecchio stile e per il resto spazzatura odierna. Sono contento che Half life ep3 non è più uscito mi sono risparmiato un ennesima delusione. Per non parlare del fatto che 90% (e sono ottimista) dei giochi sono pure coppie di altri titoli, quanto è uscito Modern Warfare tutti iniziarono di fare giochi di quel tipo, da fessi, perchè affinché c'è uno o due titoli di quel tipo in giro ci può pure stare ma se fanno tutti la stessa che gusto c'è nel giocarli? Sono contento che i generi di giochi che hanno un numero ristretto di fan (e quindi solo chi ci capisce veramente qualcosa ci gioca) sono stati colpiti di meno, tanto per citare i GDR, se ne vedono molti in giro originali e validi. In conclusiva vi posso dire questo: è vero che giocatori hanno influenza negativamente lo sviluppo, ma è anche vero che la colpa maggiore hanno le case produttrici. Il motivo è semplice, un tempo uscivano molti più titoli perchè ci lavoravano per lo più team di sviluppo, per creare qualcosa di nuovo, di bello era quasi una sfida per loro, far vedere chi è il migliore, oggi team di sviluppo sono solo dei dipendenti, che fanno ciò che economisti ed analisti dicono di fare e quest'ultimi pensano solo al guadagno. Quindi la soluzione è quella di dare il via libera ai team di sviluppo e mandare a casa quella gentaglia inutile, ma questo non può accadere perchè economia è quella che è quindi dobbiamo solo sperare di non ritrovarci un giorno a giocare un "Film".
gildo8807 Marzo 2013, 16:16 #10
Originariamente inviato da: pWi
Vedo che sei perfettamente entrato in sintonia con il pezzo, ribaltandone diametralmente il senso.


E' semplicemente quello che penso. Le critiche le faccio perchè non mi riconosco con il tipo di utenza a cui, ormai da un bel pò di tempo, hanno scelto di indirizzare i propri titoli.
Io vedo che ormai sempre più i videogiochi si stanno allontanando da quello che erano e si stanno avvicinando sempre più al cinema, che vedo più come un'esperienza chiusa, che non offre molta interazione con il fruitore del mezzo (cinematografico in questo caso). Questo senza nulla togliere al cinema. I videogiochi, secondo me, invece possono offrire molto di più del cinema perchè prevedono un'apertura maggiore al fruitore del mezzo (videoludico in questo caso) ed una maggiore interazione, tutte cose che si vanno sempre di più perdendo a favore di una cinematograficità ed un "prendere per manina e guidarti dove dico io, ed attento che li c'è una buca e ti fai la bua se inciampi" non richiesta per quel che riguarda i videogiochi. Che poi a ben vedere per i videogiochi di questa generazione, si tenta di emulare i film, ma siccome le trame sono veramente pessime si riempie il titolo di effetti speciali (alias grafica pompata), in modo che piuttosto che trovarci con un Full metal Jacket, ci troviamo con un Transformer (la classica baracconata di effetti speciali fine a se stessa).
Non posso nemmeno incacchiarmi per tutto questo? Che devo fare? Sperare che case come EA e Ubisoft smettano di fare porcate? Mi spiace ma ho smesso di dare fiducia a quest'ultime.

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