Aliens Colonial Marines è un degno erede di Alien?

Aliens Colonial Marines è un degno erede di Alien?

Sviluppo iniziato nel 2006, ingenti risorse allocate, presentazioni ai vari game show roboanti, hype alle stelle: Sega e Gearbox Software, insomma, non si può dire che non si siano impegnate per focalizzare le attenzioni della community di gamer sul nuovo gioco su Alien. Le aspettative sono state mantenute? (Le immagini sparse per l'articolo sono quelle fornite dal produttore, mentre nella gallery trovate una serie di shot che abbiamo catturato dall aversione PC di Acm impostata al massimo livello di dettaglio grafico)

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Ri[d/p]ley

Sega annunciava di aver acquisito i diritti per la trasposizione videoludica di Alien nel dicembre del 2006. Diceva di essere in trattative con gli attori Sigourney Weaver e Lance Henriksen per la comparsa in-game di personaggi virtuali con le loro fattezze fisiche, e faceva sapere che innanzitutto uno sparatutto in prima persona e un gioco di ruolo avrebbero beneficiato del nuovo accordo di collaborazione con 20th Century Fox.

[HWUVIDEO="1290"]Aliens Colonial Marines: videoarticolo[/HWUVIDEO]

Da quel momento la storia è lunga: diciamo che i newser di videogiochi si sono divertiti a riferire le indiscrezioni. L'rpg sarebbe stato assegnato a Obsidian Entertainment, mentre lo shooter proprio a Gearbox. A marzo del 2008 arrivano le prime immagini dello "sparatutto su Alien", che mostrano una grafica avanzatissima, gestita da "tecnologia di nuova ganerazione", diceva Sega nei comunicati stampa. Nel corso del 2008 lo "sparatutto su Alien" assume il nome ufficiale di Aliens Colonial Marines.

Si parla di combattimenti all'interno della Sulaco, già vista nei film, di ambientazioni claustrofobiche, di una colonna sonora angosciante, di sorprese e di shock. Si promette anche il gioco in co-op, una vera e propria novità per quei tempi. Dopo di che, basta, Sega e Gearbox smettono di promuovere il gioco, comincia un lunghissimo periodo in cui non vengono più rilasciati dettagli. Stessa sorte per il presunto rpg affidato a Obsidian (che poi sarà definitivamente cancellato).

Si torna a parlare, e insistentemente, di Colonial Marines all'E3 2011, dove Sega e Gearbox sfornano una presentazione, rigorosamente hands-off, del gioco letteralmente "paurosa". E non solo dal punto di vista della tensione che si respira, con una perfetta ricostruzione dello scenario di Alien, ma anche e soprattutto per il livello di spettacolarità visiva e di efficacia del gameplay. Sega in quell'occasione disse che il gioco sarebbe stato rilasciato nella primavera 2012.

Serve un altro anno di attesa, principalmente perché si decide di affiancare una componente di multiplayer competitivo alla già esistente campagna. E, finalmente, il gioco esce, accompagnato da un hype alle stelle, corroborato appunto da quella presentazione all'E3 2011, poi riproposta pedissequamente in altri game show. Ma, e lo diciamo subito, di quella presentazione nel gioco finale c'è ben poco perché, come vedremo nel dettaglio, Colonial Marines è uno shooter di vecchia concezione, con una narrazione che ha ben poco in comune con l'Alien della tradizione e con un comparto tecnico ampiamente approssimativo, che non riesce neanche per un istante a nascondere che in realtà si tratta di un progetto iniziato nel 2006 o, al massimo, nel 2007.

Aliens Colonial Marines è ambientato 17 settimane dopo quello che è ancora oggi riconosciuto come uno dei principali capolavori del genere di fantascienza in tutta la storia del cinema, ovvero Aliens Scontro Finale (1986). Non che il primo capitolo della serie, 1979, sia da meno: semplicemente, come tutti sanno, i due film hanno due stili diversi e diversi ritmi della narrazione. Il primo, diretto da Ridley Scott, è più cupo e la minaccia aliena è silente e nascosta tra i corridoi della nave spaziale rimasta nella storia con il nome di Nostromo. Il secondo, invece, diretto da James Cameron, è più spettacolare, con azione più intensa e la presenza di tanti xenomorfi, ben evidenti agli occhi dello spettatore. Diciamo che Aliens Colonial Marines, perlomeno nelle intenzioni, mira a seguire questo secondo approccio piuttosto che il primo.

La nave spaziale di classe Conestoga Uss Sephora capta una richiesta di assistenza del caporale Hicks, ma al suo arrivo, l'equipaggio scopre subito che qualcosa è andato storto. La Uss Sulaco, cioè la nave sulla quale erano imbarcati Ellen Ripley, Hicks e Newt, è tornata ad orbitare il pianeta LV-426 invece del pianeta Fury-161, come avrebbe dovuto. I marines della Sephora perlustrano la nave e cominciano a scoprire un mistero di cui sembra implicata anche la multinazionale Weyland-Yutani. I marines, quindi, devono scoprire il perché dell'attacco così aggressivo della multinazionale, mentre il focus dello scontro si sposta proprio sugli umani piuttosto che sugli xenomorfi.

 
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