Ni no Kuni e il ritorno degli rpg giapponesi vecchia scuola

Ni no Kuni e il ritorno degli rpg giapponesi vecchia scuola

Ni no Kuni non è un gioco del tutto recente: la sua release ufficiale risale a novembre del 2011. Solo oggi però questo attesissimo titolo è sbarcato finalmente fuori dal Giappone, completo di un’ampia localizzazione per permettere anche al pubblico occidentale di goderne appieno.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

La magia dell'animazione

Come forse si sarà capito, Ni no Kuni è composto da due aspetti che stridono leggermente tra loro. C’è il lato più gretto e materiale, quello del gameplay, che pur non avendo pecche terribili è comunque un po’ scialbo e di certo non sarà l’ancora che vi terrà incollati al gioco. Dall’altra parte c’è la magia dell’animazione e del design realizzata dallo Studio Ghibli.

Senza girarci tanto attorno, è fuor di dubbio che questa importante collaborazione rappresenti di gran lunga l’attrattiva numero uno del titolo di Level 5 (software house già famosa per l’ottima saga del professor Layton). Questa discrepanza però crea una situazione che può risultare piuttosto imbarazzante per il giocatore. Personalmente devo ammettere che varie volte, giocando a Ni no Kuni, mi sono trovato a sperare che la parte di esplorazione e combattimento finisse alla svelta in modo da potermi godere il prima possibile una nuova scena di intermezzo; rimanendo anche molto deluso quando, in tante occasioni, mi aspettavo una di queste scene animate e in realtà mi trovavo solo qualche dialogo nemmeno doppiato.

L’imbarazzo è rendersi conto di non aver tanta voglia di giocare a Ni no Kuni, quanto di vedere Ni no Kuni, come se fosse un film anziché un videogioco. Intendiamoci, tutto il gioco è visivamente magnifico, non solo le scene di intermezzo: i personaggi sono disegnati e animati splendidamente, non solo i protagonisti ma anche tutte le creature più o meno fantastiche che incontrerete nei vostri viaggi; le città, le zone immerse nella natura e persino il mondo “normale” fatto di strade e automobili sono tutti messi su schermo con una maestria che solo uno studio di livello eccezionale come quello di Miyazaki può consegnare.

Insomma dall’inizio alla fine di Ni no Kuni avrete gli occhi sbarrati dal suo splendore estetico (aggiungiamo come nota a margine che anche le musiche sono di alto livello, con una colonna sonora composta da Joe Hisaishi, storico collaboratore di Miyazaki e dello Studio Ghibli).

Di fronte a questo eccezionale comparto artistico, però, il gameplay arranca troppo e la voglia di posare il joypad per godersi semplicemente la storia a volte prende il sopravvento, mettendo un punto di domanda più che consistente sulla riuscita complessiva del progetto.

 
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