Dead Space 3: la furia di Isaac Clarke

Dead Space 3: la furia di Isaac Clarke

Torna la paura di Dead Space e tornano i combattimenti, ormai storici, contro i Necromorfi. Con il terzo capitolo, DS è un po' più reattivo e permette per la prima volta di giocare in multiplayer co-operativo. Scopriamo come, e se, cambia.

di Stefano Carnevali, Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Surroundings

Al di fuori dei combattimenti, DS mette in luce debolezze piuttosto marcate. Presto subentrerà la pesante sensazione di stare solo facendo ‘da fattorino’ per i personaggi non giocanti, che pregiudicherà quasi del tutto l’epicità potenziale del prodotto di Visceral. Si tratta di un ‘classico’ difetto degli adventure a sfondo horror. Che qui si ripropone in modo piuttosto evidente. Complice una trama decisamente monocorde.

La sensazione, come detto, sarà quella di attraversare i livelli in modo pretestuoso, senza alcuna efficacia in termini narrativi, vista la pochezza dell’intera vicenda.

E nemmeno troppe concessione – come invece era stato promesso – agli spazi aperti. Certo: Tau Volantis viene affrontato anche fuori dagli edifici. Ma, tutto sommato, ciò avviene in segmenti piuttosto brevi, per lo più caratterizzati da tormente di neve che rendono l’ambiente comunque limitato. Ma, del resto, DS dà il meglio di sé negli interni in rovina e arrugginiti.

Detto di un eccellente comparto audio e di un’ispiratissima alternanza di luci e ombre, è il caso di spendere qualche buona parola anche per il comparto video del gioco. Che presenta modelli ben realizzati e credibilmente animati, con solo qualche calo – al solito, purtroppo, nelle figure femminili. Azzeccate e coerenti le scelte stilistiche riservate a mostri e tecnologia: l’universo di gioco risulta così credibile e godibile dall’inizio alla fine dell’avventura.

 
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