Disney Infinity: quando Topolino incontrerà Skylanders

Disney Infinity: quando Topolino incontrerà Skylanders

Inutile girarci intorno. Disney Infinity prende pesantemente spunto da Skylanders. Esattamente come il titolo di Activision, il nuovo prodotto della major di Topolino proporrà di collegare alla console una periferica esterna, su cui posizionare action figures collezionabili. Le ‘statuine’ (realizzate in modo davvero notevole), grazie a un chip interno, daranno vita all’eroe che raffigurano, all’interno del videogioco. Esattamente come in Skylanders. Ma il prodotto Disney è dotato di una profondità decisamente superiore a quella della controparte di Activision. ‘Infinity’ non per caso, insomma.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Activision
 

Set di gioco: i mondi

A prima vista, il cuore di DI, è rappresentato dai Mondi di gioco. Essi sono universi creati e programmati in perfetta aderenza ai film di riferimento. Al momento, abbiamo potuto ammirare quello dedicato agli Incredibili e quello di Monsters & Co. (ma Disney dà per certo anche quello dei Pirati dei Caraibi, pronto alla data di lancio). Ogni Mondo, potrà essere giocato dai personaggi per cui è stato creato, visto che ogni livello è costruito per sfruttare appieno le capacità di ciascun eroe.

Nello specifico, il Mondo degli Incredibili è una grande metropoli, attraversabile in free-roaming per raggiungere le ‘zone calde’, dove attivare le missioni. Impianto action-arcade, con spolverata di GTA. Molto semplice, innocente e colorato. Ma non banale. Perché, se è impossibile mettere Jack Sparrow in questo mondo di gioco (posizionando la statuina dello strampalato capitano sulla Base, si otterrà un messaggio d’errore), sarà invece concesso, in tempo reale, di switchare tra tutti i personaggi degli Incredibili. E, così facendo, si otterranno poteri e approcci all’avventura diversissimi. Se Mr. Incredible (aka Bob Parr) è una possente macchina di distruzione, Dash (da noi Flash) è piccolo e velocissimo: utile per frastornare i nemici ed effettuare spostamenti veloci. Helen Parr, invece, presenta i suoi tipici arti gommosi e allungabili, per cui è il personaggio perfetto per combattere contro numerosi nemici. Violet, infine, sembra essere il personaggio più interessante. Può diventare invisibile e mandare in confusione i robot di Syndrome. Ma può anche utilizzare il suo campo di forza per difendersi dagli attacchi nemici e, contestualmente, rompere le difese avversarie, per poi colpire.

L’avventura degli Incredibili si posiziona a seguito del film, con il perfido Syndrome di nuovo in circolazione, dopo una rocambolesca evasione.

Discorso molto diverso, per quanto riguarda il Mondo di Monsters & Co. Tanto per cominciare, si tratta di un prequel, in cui Sulley e Mike frequentano ancora l’università per diventare ‘spaventatori’ professionisti. Qui ritmi e modalità di gioco si differenziano notevolmente dalla frenetica città degli Incredibili: si tratterà quasi sempre di risolvere enigmi, dedicarsi al platforming o alla ricerca e raccolta di elementi perduti. Insomma, con la Monsters University, DI metterà in mostra il proprio lato da puzzle game/arcade adventure. La scelta diversificatrice è quanto mai benvenuta. Disney va così a offrire approcci di gioco totalmente differenti tra loro. Ed è in grado di esaltare la personalità di ogni singolo personaggio e di ogni singolo immaginario.

Interessante anche il sistema dei giocattoli virtuali, vere e proprie ricompense in-game, che andranno a completare il ‘patrimonio’ (di action figures e Gettoni ‘concreti’) in possesso del giocatore. E che potranno essere utilizzati immediatamente, nei singoli Mondi (ad esempio, abbiamo assistito, nel Mondo degli Incredibili, allo sblocco della fuoriserie di Bob Parr. Da quel momento in poi, ogni personaggio avrebbe potuto usarla per muoversi attraverso la città). Certo, il tutto, a livello di sfida, pare essere rivolto a un pubblico tutt’altro che esperto. Ma, del resto, il target principale del prodotto, è quello famigliare.

Anche se, dato il carisma dei personaggi, la qualità delle action e la differenziazione in-game (livelli da una decina di ore, pare), non è assolutamente detto che DI non possa fare breccia in qualche cuore più maturo.

E poi c’è il Toy Box…

 
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