Devil May Cry: il diavolo piange anche in reboot

Devil May Cry: il diavolo piange anche in reboot

Azzerare e riscrivere un franchise, compiere un reboot, è sempre un’operazione rischiosa. Specialmente all’interno dell’industria dei videogiochi. Dove tanti ‘Soloni’ si dicono sempre in cerca di novità e originalità, salvo poi sentirsi traditi, quando il nuovo capitolo di una serie si discosta pesantemente dai canoni mostrati negli episodi precedenti. Capcom non è sempre stata ricettiva, quanto a innovazioni. Anzi, spesso e volentieri ha perseverato nella riproposizione ultra-canonica dei suoi principali franchise. E, quando ha cercato di innovare pesantemente, non sempre ha ‘fatto centro’.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Capcom
 

Mezzo angelo

Se in passato Dante, figlio di Sparda, era una minaccia per gli Inferi in quanto potente come un Demone ma coraggioso e generoso come un umano, adesso le cose sono molto cambiate.

Dante è un ragazzo consapevole di essere speciale – nel senso che sa di possedere delle capacità superiori e sa dei Demoni che lo trascinano nel Limbo, cercando di ucciderlo –, senza capire il perché. E’ un vero e proprio reboot della saga e, in questo DMC, saremo chiamati a seguire i primi passi del nostro eroe. Che crescerà, si potenzierà e conoscerà la verità sul proprio passato e sul mondo che lo circonda.

La sfrontata potenza di Dante, del tutto fine a se stessa, verrà forzatamente incanalata dallo sviluppo di un conflitto tra le forze ‘governative’ (e demoniache), fedeli a Mundus, e l’Ordine, un’organizzazione di resistenza – bollata dalle autorità come terroristica - che agisce per liberare il mondo dal gioco diabolico. Molto presto, Dante si troverà coinvolto nella grande battaglia spirituale per il destino del mondo.

Infatti il ‘novello V’ (da V per Vendetta), a capo dell’Ordine, si rivelerà essere Vergil, nientemeno che il fratello di Dante. Come spalla del leader ‘terrorista’ agirà Cat una ‘strega’ fragile e disturbata - che si rivelerà comunque fondamentale in ogni azione portata contro Mundus – nei cui confronti il roccioso Dante svilupperà velocemente affezione e velleità protettive.

Grazie a Cat e Vergil, Dante intraprenderà un percorso di riscoperta e potenziamento: i ricordi sul suo drammatico passato ritorneranno. Assieme a poteri sopiti e ad armi spirituali dalla potenza devastante, raccolte lungo il viaggio.

Sostanzialmente, assisteremo a un cambio di prospettiva: Dante non è più mezzo Demone e mezzo umano. In questo reboot è un Nephilim, frutto dell’amore proibito tra un Demone (Sparda) e un Angelo (Eva). Un essere, quindi, dalla forza spaventosa. Progenie di una razza che l’universo non poteva accettare e che, nel corso delle ere, è stata perseguitata.

Anche Vergil, da buon fratello di Dante, è un Nephilim. Ma, curiosamente, le attenzioni e le ostilità di Mundus si concentreranno solo su Dante, con Vergil che strategicamente manterrà sempre un profilo più basso ed eviterà di finire nel Limbo. Detto questo, nessuno si stupirà troppo se i due figli di Sparda, molto presto, si troveranno a ‘cozzare’ a proposito dell’approccio da tenere in questa ‘crociata’ contro Mundus…

 
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