Netgamers, la dipendenza dai videogiochi affrontata in un romanzo

Netgamers, la dipendenza dai videogiochi affrontata in un romanzo

Abbiamo intervistato Davide Cassia, scrittore e grande esperto di videogiochi, la sua passione fin dall'infanzia. Nel suo ultimo romanzo, Netgamers, Cassia mette insieme il tema dei videogiochi con quello della dipendenza, facendo del MMORPG lo scenario delle vicende.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

L'autore

Può un videogioco diventare una droga? Creare dipendenza? Netgamers di Davide Cassia cerca di dare una risposta a questi interrogativi attraverso una storia che vede quattro personaggi reali totalmente diversi l'uno dall'altro e dei loro alter-ego digitali.

Netgamers

Il tema della dipendenza dai videogiochi è, dunque, sempre più ricorrente nell'ultimo periodo. I videogiochi, soprattutto nell'accezione multiplayer, finiscono per coinvolgere in maniera profonda i giocatori, principalmente perché promettono delle gratificanti ricompense in caso di vittoria. E l'essere umano molto spesso non sa resistere al fascino della vittoria.

Se ne parla negli Usa, in seguito agli ultimi omicidi di massa, che hanno posto i riflettori proprio, ahimé, sul media videoludico, e se ne parla nell'ultimo romanzo di Davide Cassia. Il governo statunitense sta analizzando come i videogiochi impattano sui più giovani, nel tentativo di valutare se l'eccessiva presenza di contenuti violenti nella società moderna può alla lunga portare a una sorta di rassegnazione all'incidenza della violenza stessa. Insomma, siamo tanto abituati che ormai l'elemento violento è ritenuto come elemento imprescindibile della società moderna.

Ma gli studi oltreoceano vertono anche su un altro aspetto. Come può incidere questo ricorrere così frequente della violenza su chi ha già una certa predisposizione verso l'asocialità e il rifiuto delle norme comuni. Possono i videogiochi incidere così tanto sul cervello da generare nuove malattie psichiatriche e conseguentemente produrre un maggior numero di casi critici come quelli che sono stati portati alla ribalta dalle cronache dell'ultimo periodo? Il problema, insomma, sta alla base, nella predisposizione delle persone. E bisogna quindi capire se si può modificare questa predisposizione, e che ruolo hanno i videogiochi in tutto questo.

Netgamers si intreccia saldamente a questi discorsi, come si può capire anche dalla sinossi. "Narra la vita di quattro personaggi completamente diversi l'uno dall'altro, legati da uno stesso MMORPG, e le loro peripezie nella vita reale per giustificare il tempo sottratto agli impegni lavorativi, scolastici e affettivi. Ma non è finita qui. La narrazione si sviluppa su tre livelli: quello appunto della vita reale dei personaggi, quello virtuale dei loro alter-ego nel gioco e quello di quando questi ultimi sono, diciamo così, a riposo", ci dice l'autore nell'intervista che potete leggere in forma integrale nella pagina successiva.

Davide Cassia è un noto autore, avendo scritto diversi romanzi che spaziano dal genere del fantasy a quello della fantascienza, dal noir all'avventura. Il romanzo per il quale ha acquisito la popolarità che si merita è Il sangue degli angeli, del quale ha realizzato diverse stesure e al quale probabilmente è maggiormente legato. Non mi dilungherò in questa sede sulla biografia di Cassia, per la quale invece vi rimando al suo blog.

Ma Davide è anche un appassionato di videogiochi come tutti noi, e ha fatto parte, e continua a fare parte, della community di Ngi, noto provider per il quale ha anche scritto diverse recensioni di videogiochi. Nell'intervista, non manchiamo l'occasione per porgli qualche domanda sul tema che ci sta maggiormente a cuore, anche per scoprire quali sono le sue preferenze. Davide è inoltre fratello di "Adso da Melk", noto editorialista videoludico, anche lui con un passato in Ngi.

Per l'acquisto di Netgamers, disponibile in versione Kindle a soli € 0,99, vi rimandiamo a questo indirizzo.

 
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