Netgamers, la dipendenza dai videogiochi affrontata in un romanzo

Netgamers, la dipendenza dai videogiochi affrontata in un romanzo

Abbiamo intervistato Davide Cassia, scrittore e grande esperto di videogiochi, la sua passione fin dall'infanzia. Nel suo ultimo romanzo, Netgamers, Cassia mette insieme il tema dei videogiochi con quello della dipendenza, facendo del MMORPG lo scenario delle vicende.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Intervista

Gamemag: Come prima cosa, vorrei che tu ci parlassi del tuo nuovo romanzo Netgamers.

Davide Cassia: Netgamers cerca di affrontare con occhio disinteressato e oggettivo la dipendenza da videogiochi, soprattutto quelli multiplayer. Narra la vita di quattro personaggi completamente diversi l'uno dall'altro, legati da uno stesso MMORPG, e le loro peripezie nella vita reale per giustificare il tempo sottratto agli impegni lavorativi, scolastici e affettivi. Ma non è finita qui. La narrazione si sviluppa su tre livelli: quello appunto della vita reale dei personaggi, quello virtuale dei loro alter-ego nel gioco e quello di quando questi ultimi sono, diciamo così, a riposo.

Davide Cassia

Gamemag: Perché hai deciso di coinvolgere il mondo dei videogiochi?

Davide Cassia: Semplicemente perché è uno dei mondi che conosco meglio: gioco da quando sono usciti i primi home computer negli anni '80 e ancora adesso dedico diverse ore a videogiocare e soprattutto perché era da anni che volevo scrivere un romanzo che parlasse della dipendenza, essendo coinvolto io stesso in prima persona.

Gamemag: Quali sono le origini della tua passione verso la narrativa?

Davide Cassia: Nascono dall'infanzia, dalla passione per la lettura. Ho una madre lettrice seriale e nella casa dove abitavamo c'erano montagne di libri. In più ho sempre cercato universi alternativi, sia quelli virtuali che quelli creati dalla mia penna e da quella di altri autori.

Gamemag: La dipendenza dai videogiochi comincia a diventare un problema serio per molti ragazzi. E, come abbiamo visto anche sulla stampa straniera, c'è chi addita i videogiochi come motivo scatenante di alcuni atti violenti e scellerati. Qual è la tua posizione riguardo questi due temi cruciali? Dipendenza e presunte responsabilità del media videoludico riguardo ai comportamenti violenti?

Davide Cassia: In un mondo come il nostro dove la violenza è insita quasi in ogni azione, palese in tutti i media, è sbagliato additare solo i videogiochi. Certo, l'interattività di un videogioco coinvolge molto di più e può influenzare maggiormente menti giovani e non. I media spesso affrontano questo problema con troppa superficialità, lanciando allarmi esagerati e crociate inutili. Il videogioco può essere anche educativo e allenare il cervello a essere più reattivo. Come per ogni cosa è chiaro che non bisogna esagerare, e la famiglia e i genitori dovrebbero essere i primi a cercare di educare i propri figli a una maggior moderazione nel consumo dei videogames.

Gamemag: Quali sono i tuoi generi di gioco preferiti?

Davide Cassia: Mi ritengo onnivoro, ma se devo scegliere direi gli strategici a turni, i manageriali e i giochi di corsa.

Il sangue degli angeli

Gamemag: Come gioco preferito di sempre, mi dai un titolo ben preciso per quanto riguarda la sfera single player e uno per il multiplayer?

Davide Cassia: Ecco che subito mi smentisco rispetto ai generi sopra elencati: il mio gioco preferito di sempre è Bioshock per il single e sul multi sono combattuto tra due titoli completamente diversi, cioè Quake 3 Arena e World of Warcraft.

Gamemag: Qual è la tua visione sull'industria dei videogiochi di oggi? Pensi che dovremmo rassegnarci all' "invasione" del mobile o continuerà ad esserci uno spazio importante per i cosiddetti titoli Tripla A?

Davide Cassia: Il mobile ha il pregio di coinvolgere nei videogiochi persone che mai avresti detto che potessero interessarsi al genere, sta facendo un po' la parte che ha fatto la Wii per il mondo delle console. Il mercato dei videogiochi è uno dei più floridi anche in questo periodo di crisi, la base si è allargata e di conseguenza si sono anche conformati i titoli in uscita, diventando più user friendly. Quindi i titoli "cazzuti" da hardcore gamer si contano ormai sulla punta delle dita.

Gamemag: Microsoft parla di ambienti di gioco vivi (penso a IllumiRoom) e Google insiste sulle soluzioni di realtà aumentata. Ritieni che forme di interfacciamento innovative come queste possano avere un ruolo determinante anche nel mondo dei videogiochi?

Davide Cassia: È da quando sono nato che sento parlare di realtà virtuale e aumentata. Mi piace l'idea di un'esperienza di gioco allargata che coinvolga la maggior parte dei sensi e del corpo, ma, a parer mio, la realtà virtuale sarà possibile solo in un prossimo futuro, come insegnano alcuni film, quando ci inseriranno uno spinotto nel cervelletto, proprio come Matrix e come nella cover del mio romanzo.

Gamemag: Se qualcuno dei nostri lettori fosse interessato a uno dei tuoi precedenti romanzi, quale gli consiglieresti e perché?

Davide Cassia: Dipende da che genere preferiscono. Io mi sento di consigliare La clessidra d'avorio se amate l'avventura storica e il mio penultimo romanzo Il sangue degli angeli se preferite il mistero, l'azione e il noir.
7 Commenti
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Murakami14 Gennaio 2013, 12:51 #1
Sembra interessante: qualcuno che l'ha letto? Non trovo una recensione online
Giustaf15 Gennaio 2013, 12:44 #2
Bah! non ho tempo da perdere per leggerlo, devo giocare!
Murakami15 Gennaio 2013, 14:09 #3
Originariamente inviato da: Giustaf
Bah! non ho tempo da perdere per leggerlo, devo giocare!

La dimostrazione della tesi del libro...
GabrySP16 Gennaio 2013, 14:34 #4
a quando un videogioco sulla dipendenza dai romanzi ?
Steinberger16 Gennaio 2013, 19:19 #5
Io l'ho preso ma non so quando avrò il tempo di leggerlo, lo metto in coda.

Quello che so, è che il mondo degli MMORPG è pieno di storie deliranti

Per fortuna sono riuscito a smettere, ne ho le @@ piene di gente che cerca nel gioco le rivalse per i fallimenti della vita privata, le presunte persone mature poi.. sono spesso i peggiori elementi. Fanno le picche come bambini, litigano, si distruggono le famiglie, diventano arrampicatori sociali in società virtuali lol. Pietà!
arenavsore17 Gennaio 2013, 12:11 #6
Preso appena ho letto la notizia e l'ho quasi finito. Veramente molto interessante da molti punti di vista. Consigliato vivamente!!
oni2331 Gennaio 2013, 23:01 #7
dipendenza da videogiochi....bah

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