Kerbal Space Program: la Luna? No, la Mun

Kerbal Space Program: la Luna? No, la Mun

Qualcosa di antico ed irraggiungibile si nasconde tra le righe di codice del gioco creato dal team Squad, il sogno di tante generazioni di giovani, un sogno proibito alla maggior parte di noi: il viaggio nello spazio. Vestendo i panni di verdi ed impavidi astronauti, costruiremo il nostro razzo per andare incontro all'ignoto. Preparatevi a schianti spettacolari ed errori di progettazioni, e ricordate: come in Dwarf Fortress, perdere è divertente, e molto più rumoroso.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
 

Kerbal Space Center – Hangar di costruzione 0800 zulu

Dopo aver seguito scrupolosamente il tutorial, racchiudendo in 10 minuti il sapere di una vita dedicata all'ingegneria spaziale, eccoci nell'hangar di costruzione: motori a razzo, sistemi di guida, ali, cockpit, serbatoi di benzina... Gli strumenti del mestiere, insomma. Non ci sono palette da seguire, nessun aiuto: solo la nostra fantasia.

Ad una prima occhiata, comunque, si rimane un attimo sconcertati per due motivi: i pezzi disponibili sembrano troppi e troppo simili, e la descrizione offerta non è particolarmente dettagliata. Fear not! Metterete da parte ogni timore appena comincerete a piazzare i pezzi a casaccio, cercando di districarvi un minimo. Il sistema di costruzione infatti non è solo intuitivo in tutto e per tutto, ma è anche veloce da usare.

I pezzi si incastrano in maniera pulita e precisa, ricordando vagamente Banjoo-kazooie: Nuts&Bolts, ed è raro trovarsi nei guai per un componente che non vuole saperne di attaccarsi in maniera voluta. Questi fattori concorrono ad un esperienza quasi priva di stress, dedita soltanto al puro divertimento e relax. Avete presente lo stato meditativo di quando vi mettete a costruire in pace una casetta su Minecraft? Ecco, ci siamo; sostituite la casetta con un Razzo pieno zeppo di carburante, et voilà, la pace sia con voi.

I programmatori hanno fatto il possibile per rendere questa parte il più creativa e semplice possibile: un comodo catalogo ci indicizza i componenti per evitare lunghe ricerche, permettendoci di capire “ad occhio” cosa manchi al razzo.

Utilissima l'aggiunta della modalità “specchio”, per piazzare in maniera semplice due o più pezzi identici e perfettamente bilanciati sul chassis del nostro prototipo.

La parte forse più complicata è quella della divisione degli “Stage” del razzo; come nella realtà, in KSP potremmo dividere la nostra astronave in “stadi”.

Sebbene sia la più “complicata”, non aspettatevi un grado di sfida impossibile. Smanettando qualche secondo con i livelli, ci verrà naturale piazzare i pezzi nel giusto ordine. Ancora una volta l'editor si dimostra profondo e semplice. Un accoppiata di quelle davvero rare, al giorno d'oggi.

Forse andrebbe spesa qualche parolina in più per le creazioni più complicate: come già detto, l'editor è facile e semplice, ma qualche volta tali impostazioni fanno a cazzotti con la nostra fantasia (quasi sempre senza freni e limiti); un esempio classico è il voler piazzare un pezzo in posizioni “insolite”, dove l'editor sarà più un nostro nemico che un nostro alleato!

Non si tratta della norma, questo è chiaro, ma di un eccezione che raramente vi capiterà.

 
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