Lego Il Signore degli Anelli: la Terra di Mezzo da una prospettiva inedita

Lego Il Signore degli Anelli: la Terra di Mezzo da una prospettiva inedita

Le premesse sono di tutto rispetto: il “vasto” mondo del Signore degli Anelli ricreato in maniera minuziosa, musiche e dialoghi ripresi direttamente dal film di Peter Jackson, comicità tipica della serie e, ultimo ma non meno importante, l'insostituibile amore che si prova per i mattoncini Lego. Che TellTale ci abbia di nuovo azzeccato, regalandoci un videogioco degno della saga di Tolkien?

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
 

La Terra di Mezzo di TellTale

La recensione di Lego Il Signore degli Anelli è in ritardo. I servi malefici di Sauron devono aver corrotto i corrieri, non vi è altra spiegazione! Detto questo (ed alzato il volume della colonna sonora del gioco) andiamo a dare uno sguardo a come la Terra di Mezzo abbia preso vita tra le mani del team di sviluppo “TellTale”.

Al contrario di quanto ci si aspetti, il mondo di gioco della saga fantasy non è stato affatto modellato per avvicinarsi il più possibile agli standard “giocosi” della Lego. Il paesaggio prende pienamente spunto da quanto già visto nel film. Dalle verdi colline della Contea al malefico pennacchio venefico del Monte Fato, tutto ha il sapore di qualcosa di familiare, di già visto. Alberi, costruzioni più elaborate, sfondi e la maggior parte delle zone “rurali” sembrano uscite direttamente dalle geniali menti scenografiche dietro alla Trilogia. L'eccezione è stranamente composta dalle spigolose costruzioni Lego, a tratti forse troppo diverse per stile e colore per amalgamarsi in modo naturale all'ambientazione.

Ai fan della Saga farà sicuramente piacere sapere che tutte le zone della terra di mezzo non sono scollegate tra loro, singoli livelli, ma fanno parte di un unica “grande” mappa, in stile “FreeRoaming”, così apprezzato negli ultimi tempi. Tutte le terre ricreate ancora una volta non si discostano da quanto già visto nella pellicola, ricalcando punto per punto sia l'atmosfera, sia la composizione dei luoghi. Nei riguardi della Mappa di gioco, “grande” è un aggettivo un po' troppo bonario; a dire il vero, e qui sorrido un pò, è possibile tirare una freccia da Edoras ad Isengard.

Le nostre cavalcate non dureranno un anno, insomma. E benché sia comprensibile l'aver concentrato tutto in spazi più ristretti, certe volte si sente la mancanza degli infiniti spazi aperti descritti dall'autore nel suo libro.

Dato che il gioco prevede anche la possibilità dello spostamento veloce, forse qualche oncia di libertà in più non avrebbe guastato, lasciando al giocatore la possibilità di ammirare un po' più a lungo le belle lande della Terra di Mezzo.

 
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