Battlefield 3 Aftermath: le mappe sono il cuore pulsante

Battlefield 3 Aftermath: le mappe sono il cuore pulsante

E' davvero difficile immaginare cos'altro possano desiderare i giocatori di Battlefield: sono state aggiunte nuove mappe, nuove armi, nuovi veicoli, taglierini, mimetiche e dog tag di ogni genere. Non sempre apprezzati, i DLC della Dice si sono dimostrati più o meno sempre un aggiunta interessante al gioco base. Nel caso di Aftermath, basteranno 4 mappe ed una curiosa arma, la balestra, ad accontentare la numerosa schiera di giocatori ed appassionati?

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Le mappe di Aftermath

Inutile girarci attorno; il vero cuore pulsante di Aftermath sono le sue mappe. La balestra? Si, certo, interessante, ma a quella ci arriviamo dopo.

Le quattro mappe dell'espansione sono Epicenter, Markaz Monolith, Talah Market e Azadi Palace, tutte inserite nel contesto di un evento sismico di proporzioni apocalittiche avvenuto nella città di Teheran, già visto durante la campagna del giocatore singolo (chissà se faranno seguito altre lamentele da parte del suddetto paese).

Quello che colpisce delle mappe è che non sono affatto piccole, sebbene siano inserite in un contesto cittadino. Parliamo di mappe più grandi di Gran Bazar nella maggior parte dei casi, e che si adattano alla modalità di gioco scelta; l'area di gioco in “Epicenter Conquest” sarà diversa da quella di “Epicenter death match a squadre”. Sebbene possa sembrare una piccolezza, in realtà questa aggiunta è secondo me uno dei maggior pregi dell'intero DLC. Solo Conquest domination è stata tagliata fuori, comunque sostituita da “Spazzino”, la nuova modalità dedicata agli amanti della sopravvivenza e dell'adattabilità.

L'ampio “campo di gioco” fornito dal DLC permette a tutte le classi ed a tutti gli amanti dei veicoli di sbizzarrirsi in nuove tattiche e modi di giocare non sempre espressi al meglio nella versione “base” del gioco. Gli elicotteristi avranno di che divertirsi tra gli stretti spazi dei grattacieli di Markaz Monolith, mentre per i carristi sarà tempo di ardue decisioni: rischiare la propria pelle negli stretti vicoli delle mappe, o fare fuoco di soppressione, lontani sia dal pericolo sia dai punti di cattura. Gli unici ad esser snobbati sono i Jet, non presenti in nessuna delle mappe sopra elencate. Quindi niente momenti alla Die Hard, purtroppo!

Riassumendo, abbiamo dunque un bel po' di cui essere contenti. Mappe adattabili, rigiocabilità alta grazie alle molte modalità offerte ed una nuova struttura dei livelli che permette opzioni tattiche prima assenti. Se proprio dovessi scegliere un lato negativo meno riuscito, direi l'impatto grafico. Non fraintendetemi, le mappe sono visivamente belle (tolto il filtro Blu/Arancione, fin troppo abusato), ma risultano meno eclatanti e visivamente spettacolari di una “Alborz mountain” o di una semplice mappa di “close quarters”. Interessante anche la decisione da parte degli sviluppatori di ridurre in modo ingente le zone “distruttibili” del gioco; si parla solo di qualche palazzo già visto in altre mappe e qualche piccola aggiunta.

A controbilanciare queste due piccole imperfezioni, un Frame rate stabile, lontano dai cali subiti nell'espansione Back To Karkand, ed un design dei livelli quasi perfetto: niente più “singoli corridoi simil metro” dove incentrare tutta la partita, ma porte con al fianco un barilotto di gas per creare nuove vie all'interno dei palazzi, combattimenti verticali e punti di controllo sapientemente piazzati; mica male!

 
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