Call of Duty Black Ops II: Treyarch si rimbocca le maniche

Call of Duty Black Ops II: Treyarch si rimbocca le maniche

Elementi RTS, nuovo sistema Create a Class, Codcasting, rivisitazione Classi di Prestigio, modalità Zombies a un nuovo livello, motore grafico DirectX 11: sono tantissime le novità del nuovo capitolo di Call of Duty, che di fatto porta la serie su un diverso livello di qualità.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Call of Duty
 

Tutti online!

Inutile nascondersi dietro a un dito. Per quanto Treyarch si possa essere sforzata di dare ‘verve’ al comparto offline di questo BO II, la differenza – in titoli di questo genere – la fa sempre l’online. E’ il multiplayer a determinare la vera longevità.

La struttura complessiva di BO II online non rivoluziona dal punto di vista ludico, per quanto ci siano passi decisi verso una complessiva razionalizzazione dell’impianto di gioco; il che vuol dire meno spazio ai riflessi sovraumani e più alla pianificazione del nostro atteggiamento. Soprattutto in sede di preparazione del soldato virtuale. Intendiamoci: non si arriva nemmeno lontanamente a ricercare il realismo abbozzato da Battlefield (le armi pesanti sono sempre troppo ‘comode’, i salti troppo utili, le arene troppo circoscritte e frenetiche, i fucili da cecchino troppo agili, la balistica inesistente), ma c’è la sensazione piuttosto marcata di non poter più sottovalutare la possibilità di una condotta di gioco un po’ più accorta e coordinata. Specialmente se i nemici lo fanno.

Perno del sistema di gioco diviene il Pick 10, sistema di customizzazione del soldato vario e profondo, che permette una personalizzazione totale del nostro alter-ego. In sostanza, avremo 10 punti per equipaggiare il militare. Con totale libertà: vogliamo due ‘poteri’ e nessuna arma secondaria? Si può. Desideriamo rinunciare alle granate, per avere tre accessori sull’arma principale? Ecco fatto. Preferiamo aggirarci per le arene solo con una pistola e un tomahawk, ma forti di sei poteri? Nessun problema. Il gioco invoglia a testare numerose combinazioni, perché crearle è facile e divertente. E consente a ciascuno di entrare in missione con l’equipaggiamento preferito.

Chiaro, ancora una volta nessuna differenziazione di classe per quanto riguarda ruoli e compiti. Ogni soldato, infatti, potrà fare le stesse cose di tutti gli altri (equipaggiamento a parte). E questo perché il perno di COD online non cambia di una virgola: si gioca rapidamente, si gioca adrenalinicamente, si gioca senza pensare e senza bisogno di una squadra. Potrà essere meno profondo di Battlefield. Ma è parimenti divertente, a patto di sapere a cosa si va incontro.

Per quanto riguarda le modalità di gioco, torna tutto il pacchetto ‘classico’ (dal ‘Deathmatch’ al ‘Dominio’, passando per ‘Search and destroy’) e ci sono delle aggiunte gustose (per quanto non rivoluzionarie). E’ il caso di ‘Hardpoint’, in cui dovremo conquistare e difendere sezioni di mappa il più a lungo possibile. Interessante anche la possibilità di giocare alcune modalità mettendo a confronto tre squadre, invece di due.

La novità più rilevante, però, riguarda un sistema decisamente volto a garantire l’accessibilità all’online di COD, anche ai nuovi giocatori. Si tratta di ‘Combat Training’, attraverso cui giocare i primi 10 livelli della propria carriera online contro bot, invece che contro umani già skillati.

Interessante anche l’introduzione della Lega, che consente all’utente di creare vere e proprie ‘squadre militari’ assieme agli amici , in un ambiente dove tutti i kit sono già sbloccati fino al massimo livello. Combattendo, si cercherà di scalare la classifica mondiale dei team di COD. Questa modalità spicca – se si hanno amici con cui allearsi – perché non è più teatro di personalismi esasperati e caccia all’ultimo egoistico punto. Con ‘tutto’ a disposizione, ci si può concentrare sulla pianificazione della partita e sul gioco di squadra.

Nessuna traccia, nel multiplayer, dell’M60. Male!

 
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