Call of Duty Black Ops II: Treyarch si rimbocca le maniche

Call of Duty Black Ops II: Treyarch si rimbocca le maniche

Elementi RTS, nuovo sistema Create a Class, Codcasting, rivisitazione Classi di Prestigio, modalità Zombies a un nuovo livello, motore grafico DirectX 11: sono tantissime le novità del nuovo capitolo di Call of Duty, che di fatto porta la serie su un diverso livello di qualità.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Call of Duty
 

Spolverata di tattica

Durante la campagna, da un certo punto in poi, potremo decidere di giocare le Strike Force Mission. Si tratterà di brevi missioni di difesa o conquista di un ambiente, in cui saremo chiamati a gestire il posizionamento di truppe e droni, attraverso una visuale tattica. Per poi ‘scendere direttamente in campo’, impersonando un soldato o un droide. Con la possibilità di cambiare continuamente.

L’idea è sicuramente intrigante: aggiungere un minimo di tatticismo a un gioco così poco riflessivo come COD, non avrebbe certo fatto male. Se non altro per garantire ulteriore varietà. Il problema, però, è che il sistema delle Strike Mission non funziona. Essenzialmente per via della IA di COD, che è tutto fuorché perfetta. Tanto i compagni, quanto i nemici, infatti, si comporteranno in modo semplice, lineare e assolutamente non efficace. Gli alleati obbediranno ai nostri ordini, ma con pochissima consapevolezza dell’ambiente e delle circostanze. Gli avversari, invece, prenderanno le mosse più o meno sempre dalle medesime posizioni, riversandosi insensatamente all’assalto delle nostre squadre, con massimo spregio per la propria vita.

Gli ordini impartibili sono pochi (raggiungi una posizione, attacca un’unità) e l’interfaccia, per quanto non complessa, non è il massimo della comodità. Alla fine, si tratta sempre di una corsa contro il tempo e la sovrabbondanza di nemici. A conti fatti, assegnati dei sommari compiti ai nostri uomini, la soluzione necessaria, sarà quella di entrare in campo in prima persona (si può infatti impersonare qualsiasi unità in campo, switchando continuamente tra quelle disponibili): le nostre prestazioni saranno risolutorie. Perché tremendamente superiori a quelle della ‘sciocca’ IA amica e sempre in grado di contrastare le mosse della zoppicante IA nemica.

Ciononostante, la forza del numero, renderà gli avversari sempre pericolosi: le loro unità soverchieranno l’equipaggiamento e il ‘tempismo’ di quelle amiche (oltre che la quantità, anche se è vero che ciò dipenderà dal numero di tentativi con cui si completeranno le varie missioni Strike Force e dalle decisioni prese nei vari ‘snodi’ della trama). E allora Strike Force si rivelerà una modalità frenetica e difficile. Ma poco divertente.

Da ultimo, va segnalato come gli stessi esiti delle missioni Strike Force si riverbereranno sulla trama. E come le singole missioni di questa modalità si sbloccheranno dopo il superamento di alcuni livelli ‘classici’, restando ‘disponibili’ per un periodo di tempo limitato (equivalente a un certo numero di livelli principali completati).

 
^