Assassin's Creed III: la nuova frontiera degli assassini

Assassin's Creed III: la nuova frontiera degli assassini

Assassin’s Creed III è un pioniere. Finalmente, dopo aver spremuto senza pietà tutte le possibilità offerte dal setting rinascimentale e dalle vicende della famiglia Auditore, Ubisoft compie un deciso passo oltre. Sia in termini di setting storico, sia in termini di situazioni ludiche e narrative. Con il (vero) terzo capitolo della saga, infatti, le vicende rivissute da Desmond Miles, attraverso l’Animus, saranno legate ad antenati attivi sul continente americano nella seconda metà del 1700. A ridosso, durante e immediatamente dopo la Rivoluzione Americana. Alla recensione, seguirà l’analisi tecnica della versione PC di Assassin’s Creed III.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Conclusioni

Assassin’s Creed III convince più o meno su tutta la linea. La cura con cui è stata realizzata la ricostruzione del setting socio-naturale del tardo ‘700 nord-americano è impressionante. Se anche solo minimamente si è attratti dal periodo storico in questione o dal setting geografico, giocare ad AC III sarà un’esperienza da ricordare.

Manifesta è stata la volontà di Ubisoft nel combattere alcuni difetti storici della serie. Come ripetitività, mancanza di un vero approccio stealth (in un gioco di assassini!) e eccessiva semplicità dei combattimenti. Ora la carne al fuoco è davvero tanta, anche se non tutte le offerte ‘collaterali’, convincono dal punto di vista ludico. Se l’esperienza al comando della nave degli Assassini sarà sempre gratificante, se la caccia e le collezioni potranno ‘rapirci’ a più riprese, non altrettanto si potrà dire delle missioni di assassinio secondarie, o di quelle da ‘fattorino’. In generale, si ha la sensazione di essere immersi in un mondo profondissimo, in cui sarà ‘dolce’ perdersi, ma spiegato con scarsa efficacia e gestibile con qualche macchinosità di troppo. Il tutto risulta comunque divertente e coinvolgente, ma non può non far credere che, se Ubisoft avesse inserito qualcosa di meno nel gioco, avrebbe potuto curare di più le meccaniche centrali.

Infatti, le dinamiche stealth e quelle di combattimento non convincono del tutto. Le infiltrazioni sono complesse e poco divertenti, vista la pochissima varietà di ‘mosse stealth’ a nostra disposizione (di fatto solo un inginocchiamento automatico in mezzo all’erba alta) e la scarsezza dell’IA, che non si comporta mai in modo credibile. I combattimenti, al contrario – per quanto estremamente spettacolari – risultano eccessivamente semplici (anche se meno, rispetto al passato). Per cui, se non saremo obbligati a mantenere il basso profilo (magari per ottenere le complicate sincronizzazioni al 100%: proprio in esse risiede la sfida più ardua di AC III), nove volte su dieci useremo la forza, per completare una missione. Ed è un peccato, perché il mondo in cui giocheremo avrebbe meritato altro.

Dal punto di vista della narrazione, non è facilissimo appassionarsi delle vicende di Connor. Esse ci vengono presentate in modo molto rapido e spesso confuso. La sensazione è che l’Assassino sia ‘tirato in mezzo’ con poco credibile facilità, in un conflitto più grande di lui (quello tra Inglesi e Patrioti). In AC III, infatti, vivremo troppo da vicino le vicende storiche reali: ecco allora che saremo meno determinanti, rispetto al passato. Paradossalmente, questa volta, le cose migliori, in senso di progressione della trama, arrivano dalle vicende legate a Desmond e in svolgimento fuori dall’Animus.

Alti e bassi piuttosto marcati anche dal punto di vista tecnico: se il comparto audio non offre il fianco a critiche sostanziali, quello grafico mostra più di un’incertezza (compenetrazioni ed effetto pop up), risultando poco ispirato nel design e nell’animazione dei volti. Come detto: in alcune situazioni c’è da rimanere rapiti, in altre si notano passaggi a vuoto evidenti. Impegno e rigore nel dipingere la Frontiera del ‘700, però, sono indubitabili.

Tirando le somme, quindi, AC III è acquisto obbligato per i fan della saga e gli amanti del periodo storico (o della storia in sé) e degli Stati Uniti. Molto consigliato anche per tutti gli altri, visto che è un gioco enorme e profondo (consigliato comunque un corposo ‘recap’ sulla storia di AC). Pure troppo, visto che – con qualche distrazione in meno – avrebbe potuto offrire un ‘nucleo ludico’ maggiormente divertente e curato.

8 Commenti
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ThEBoMb14 Novembre 2012, 11:33 #1
Premetto che ho abbandonato la saga di AC proprio per la sua ripetitività, alla luce delle conclusioni non capisco il voto di 4 stelle, al massimo ne dovrebbe valere 3....mah!
nostradamus191514 Novembre 2012, 11:50 #2
Lo dissero in un articolo, spesso pompano i voti per far acquistare i giochi al fine di mandare avanti il mercato (o perché vengono pagati hihi)
maumau13814 Novembre 2012, 14:03 #3
In genere il requisito dello "stealth" è mimetizzarti con l'ambiente, cosa impossibile se sei vestito in quel modo
FrankL14 Novembre 2012, 17:47 #4
Piccola domanda, non ho ancora fatto tempo a leggere tutto, ma nella parte tecnica analizzata nell'articolo tratta solo le versioni console giusto?

No, perché in altri forum inizio a legge commenti su supporto DX11 La cosa mi lascia un po' perplesso, mi sembra un po' una balla o al massimo un contentino stile DX10 in AC1.
Fantasma diablo 214 Novembre 2012, 20:52 #5
insomma nulla di nuovo sotto il sole, ambientazione a parte
futu|2e14 Novembre 2012, 21:59 #6
Originariamente inviato da: Fantasma diablo 2
insomma nulla di nuovo sotto il sole, ambientazione a parte


Basta guardare i video di gameplay sul tubo per capirlo.
sertopica15 Novembre 2012, 17:56 #7
Quoto, è uguale e identico ai precedenti, e l'intelligenza artificiale nelle fasi stealth è semplicemente penosa (tipo che sei nascosto in un cespuglio e ti camminano accanto spostando il protagonista senza accorgersi di nulla).
Fantasma diablo 215 Novembre 2012, 20:27 #8
Originariamente inviato da: sertopica
Quoto, è uguale e identico ai precedenti, e l'intelligenza artificiale nelle fasi stealth è semplicemente penosa (tipo che sei nascosto in un cespuglio e ti camminano accanto spostando il protagonista senza accorgersi di nulla).


si infatti però l'ambientazione mi attira parecchio...persino più dell'Italia rinascimentale

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