F1 Race Stars: la Formula 1 come Mario Kart

F1 Race Stars: la Formula 1 come Mario Kart

Codemasters intende sfruttare fino in fondo i diritti sulla Formula 1 e lo fa spostandosi sul target più giovane. Si tratta di un pubblico interessato al mondo della Formula 1? F1 Race Stars avrà contenuti a sufficienza per mantenere interessati i giocatori sul lungo periodo? Scopriamolo nella recensione.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Una nuova prospettiva per la Formula 1

Evidentemente Codemasters Bigmingham si è annoiata di fare giochi sulla Formula 1 con velleità più o meno simulative, e ha quindi deciso di sfruttare i diritti sul mondo delle corse più famoso anche per un target più giovane, alla ricerca di un prodotto più immediato. È così che nasce F1 Race Stars, un titolo che quindi al contempo vuole unire il fascino del mondo della F1, riproducendo tutte le caratteristiche che contraddistinguono le corse, con l'immediatezza dei giochi come Mario Kart.

La prima cosa che Codemasters Birmingham ha dovuto esaminare riguarda l'aspetto grafico: bisognava convertire il competitivo mondo della Formula 1 in qualcosa di più "digeribile" anche per i più giovani. Ecco che ha deciso di trasformare i circuiti in coloratissimi e caleidoscopici catini, pieni di forme altisonanti e arrotondate, e sempre pronti a meravigliare i giocatori, mentre i piloti diventano delle caricature di sé stessi. Sono buffi e simpatici, proprio perché studiati in modo da trasmettere tenerezza ai giocatori. Diventano come degli eroi agli occhi dei giocatori più giovani, nascondendo l'aspetto invece legato alle tensioni e ai contrasti che c'è nella Formula 1 reale.

Non più quindi Mario, Luigi e Bowser, ma Jenson Button, Michael Schumacher e Sebastian Vettel. Ma la struttura di gioco è veramente molto simile a quella di Mario Kart, anche se, come dicevamo, Codemasters Birmingham si è sforzata di convertire tutti gli elementi della F1 reale in questo mondo immaginario. Ecco che abbiamo il Kers, il DRS, i pit stop, le pole position e addirittura la stessa assegnazione di punti in base all'ordine di arrivo.

Lo sviluppatore britannico si è assicurato di ricostruire a livello poligonale le vetture di Formula 1 in maniera il più possibile speculare alla realtà. La McLaren avrà, quindi, una forma simile alla controparte vera, così come la Red Bull e la Ferrari; inoltre, per ciascuna di esse ci sono gli sponsor reali. Il tutto chiaramente iscritto all'interno di uno stile visivo peculiare, accattivante come non mai, in cui le forme sono alterate rispetto alla realtà: avremo, dunque, modelli dei piloti enormi e macchine piccole piccole, quasi a ricordare dei veri e propri go kart.

Ma il lavoro più sensazionale fatto da Codemasters Birmingham riguarda i circuiti. Riescono sempre a strappare un sorriso e presentano delle forme e dei colori realmente sorprendenti. Trascinano il giocatore all'interno del mondo delle corse e riescono a fargli perdere l'orientamento in molti casi: curve sopraelevate che modificano la prospettiva, l'improvvisa assenza dell'asfalto sotto le ruote, salti paurosi su piattaforme altissime, curve a gomito da far paura e passaggi rapidissimi nei punti più improbabili, riescono, infatti, a immergere il giocatore in un mondo a parte, che ricorda vagamente il mondo della Formula 1.

Vagamente perché all'interno di tutto questo ci sono alcuni elementi familiari per chi segue il mondo delle corse. I circuiti, infatti, sono delle visioni alternative delle effettive controparti reali. Ecco, dunque, che abbiamo Montecarlo, dove possiamo riconoscere il Loews e il famosissimo passaggio sotto al tunnel; ma anche Monza ha le sue tipiche chicane, mentre non può mancare l'Eau Rouge a Spa. Tutti i circuiti, quindi, hanno tratti distintivi che i fan di Formula 1 apprezzeranno, proprio perché convertiti in uno stile unico. C'è il Ferrari World ad Abu Dhabi, che somiglia più un grosso parco giochi che a un circuito di Formula 1; mentre a Singapore, naturalmente, si corre di notte, e non mancano i tratti misti famosissimi in Giappone e nel circuito della Gran Bretagna.

Insomma, un modo nuovo di vedere i classici circuiti della Formula 1, che è così geniale che in alcuni punti tocca vette realmente artistiche. I tratti noti, poi, vengono intervellati con scenari tipici del paese in cui si corre: quindi avremo i monumenti del passato in Italia, il deserto nel circuito degli Stati Uniti, le zone bucoliche in Belgio, i casinò a Montecarlo ed entreremo in una struttura sottomarina in Australia.

 
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