Medal of Honor Warfighter: Frostbite 2 porta la grafica a un nuovo livello?

Medal of Honor Warfighter: Frostbite 2 porta la grafica a un nuovo livello?

Medal of Honor Warfighter avrebbe dovuto espandere l'esperienza di gioco di Battlefield 3, sulla cui piattaforma tecnologica è costruito, e adattarla a un nuovo tipo di giocatori. Ma, per tutta una serie di problemi tecnici e di gameplay, fallisce il suo obiettivo. Vediamo nel corso della recensione quali sono i punti di maggiore criticità del nuovo shooter di Danger Close. All'interno trovate videoarticolo e gallery di screenshot, entrambi provenienti dalla versione PC.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Le forze speciali delle più grandi nazioni del mondo

Nel multiplayer di Medal of Honor Warfighter l’enfasi è tutta posta sul fatto che è possibile impersonare le principali forze speciali delle più grandi nazioni del mondo. Ogni team è caratterizzato da diverse peculiarità, sia per quanto riguarda le armi preferite, sia per quello che concerne gli strumenti di supporto speciali. Per esempio, i canadesi sono specializzati nell’uso delle mitragliatrici leggere (ma questo non vuol dire che non possano equipaggiarsi con altri strumenti d’offesa), nel fuoco di soppressione e possono ricevere l’aiuto di un Blackhawk (che fungerà da respawn continuo in un punto a scelta della mappa).

È possibile giocare come SEAL o SFOD-D per l'esercito statunitense, mentre Other Government Agencies o OGA è lo schieramento utilizzato per la guerra contro il terrorismo. Joint Task Force 2 o JTF 2 è invece la forza militare creata dal governo del Canada nel 1993, mentre le unità di elite GROM appartengono all'esercito della Polonia.

KSK sono delle unità di anti-terrorismo allestite dalla Germania nel 1997 sulla scia delle soluzioni adottate dagli Stati Uniti. SAS è invece il conosciutissimo reggimento britannico nato all'indomani della fine della seconda guerra mondiale. SASR dell'esercito australiano è poi la prima unità SOF delle forze armate di questa nazione.

Le unità ROKN UDT/SEAL della Corea del Sud sono speculari ai Navy SEAL americani, insieme ai quali si sono allenati per qualche periodo. L'FSK della Norvegia è invece specializzato nel recupero di informazioni di intelligence, nell'identificazione dell'attività del nemico, nelle missioni dirette contro i target critici e nelle missioni di salvataggio degli ostaggi.

La svedese SOG è un'unità molto giovane formata lo scorso anno dall'unione di SSG e SIG. Infine, il gruppo Spetsnaz “Alfa” è l'unità militare russa d'elite creata nel 1974.

Per ogni uccisione che si realizza sul campo di battaglia e per ogni obiettivo conseguito si guadagnano punti esperienza che consentono di sbloccare un nuovo tipo di soldato. Per ogni sblocco, oltre a un soldato appartenente a una precisa classe, otterremo anche nuove modifiche per le armi e pezzi di equipaggiamento che possono darci qualche vantaggio sul campo di battaglia. Tutti i pezzi possono essere combinati per personalizzare le proprie armi, che alla fine consegnano un feeling simile a quello di Battlefield 3 per quanto riguarda capacità di fuoco e adattamento ai vari mirini.

I giocatori quindi scelgono una nazione iniziale ma poi si troveranno a giocare per diverse nazioni a seconda degli operativi sbloccati. Il sistema tiene traccia di tutte le uccisioni e aggiorna costantemente una classifica tra le nazioni, regolamentata appunto dalle prestazioni nei server di gioco. Anche le classi vanno sbloccate nei primi livelli di esperienza, abbiamo: cecchino, assaltatore, demolitore, artigliere, incursore e commando.

A ogni classe è associata una lista di armi utilizzabili oltre che un preciso tipo di attacco secondario. Il cecchino, ad esempio, può piazzare delle mine di prossimità, mentre l'assaltatore dispone come arma secondaria di un lanciagranate. Queste classi alterano leggermente gli equilibri di gioco di Battlefield 3, perché ad esempio servono molti colpi per abbattere il demolitore, che vanta una resistenza maggiore. Il tutto chiaramente inquadrato all'interno del fatto che non ci sono i veicoli in Warfighter, per cui emergono nuovi tipi di equilibri di gioco fondati esclusivamente sulla fanteria.

Un'altra delle novità in fatto di meccaniche di gioco multiplayer è il cosiddetto compagno di fireteam. Anche in questo caso, però, si tratta di una semplificazione rispetto a Battlefield 3. Se nello shooter DICE c'erano squadre di quattro soldati, adesso la sotto-squadra è limitata a due operativi. I due possono collaborare, organizzare le tattiche via VOIP e aiutarsi a vicenda in caso di caduta. Si accumulano ulteriori punti esperienza se si collabora con il compagno di fireteam e si possono sbloccare armi e pezzi di equipaggiamento unici.

Ci sono cinque modalità di gioco principali in Warfighter. Missione di Combattimento è la versione alternativa di Corsa, anch'essa ridimensionata. Si gioca sempre su mappe piccole (non mutano in base alla modalità) e bisogna progressivamente armare delle bombe e difenderle per poter accedere nella parte di mappa successiva. I difensori devono impedire che ciò accada e fare consumare i ticket che gli attaccanti devono utilizzare a ogni morte di uno dei loro membri. Il Deathmatch a squadre è pressoché invariato rispetto a Battlefield 3, mentre Punti Caldi vede l'attivazione casuale sulla mappa di uno dei cinque punti sensibili. Se chi difende non fa in tempo a disinnescare l'esplosivo questo esplode, segnando un punto per gli attaccanti.

Controllo Settori è la classica modalità Conquista, in cui bisogna controllare e difendere le bandiere. Anch'essa ovviamente è ritarata su piccola scala. Casa Base, infine, è una versione alternativa del Cattura la Bandiera: a ogni morte non corrisponde la ricomparsa istantantea, e invece si finisce fuori dai giochi fino al termine del turno.

Come detto, ci sono le ricompense per le serie di uccisioni come in Call of Duty. Si può richiamare l'attacco dell'elicottero (non guidabile), dispiegare gli UAV o gli attacchi fumogeni, ricorrere al disturbo dei radar che impedisce di continuare a consultare la mini-mappa o, ancora, ai bombardamenti a tappeto, nel caso delle serie di uccisioni più consistenti.

Ma si tratta di una commistione di meccaniche di gioco, quelle di Battlefield 3 e di Cod, che, come detto, non funziona, proprio perché appartengono a due filosofie di gioco agli antipodi. Il multiplayer di Warfighter inoltre non è stabile come quello di Bf3, le partite sono soggette a interruzioni e il client non è esente da crash come quello del gioco DICE. Considerando i problemi strutturali e i limiti tecnici, si spiega come così pochi giocatori ci siano sui server di gioco ufficiali, segno che già molti stanno abbandonando il fallimentare progetto di Danger Close. A queste condizioni, tanto vale tornare a giocare a Battlefield 3.

 
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