Port Royale 3: simulazione economica e territoriale nei Caraibi

Port Royale 3: simulazione economica e territoriale nei Caraibi

Dopo diverse sessioni di gioco al nuovo gestionale di Gaming Minds Studios ecco il nostro giudizio definitivo. Ripropone alcune caratteristiche "vecchio stampo" all'interno di uno scenario Caraibico ottimamente ricostruito. Alcune recensioni lo hanno stroncato: Gamemag conferma questi giudizi?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

I convogli

Ma uno degli elementi cardine, che il giocatore dovrà costantemente monitorare, riguarda la gestione dei convogli. Le navi sono naturalmente il capitale più prezioso di un avventuriero: devono far parte di un convoglio per essere utilizzate, e a ogni convoglio può essere associato un massimo di tre imbarcazioni per la sua protezione. A ogni nave viene assegnato un capitano, che inizialmente ha poca esperienza ma che può progressivamente diventare sempre più abile man mano che si occupa dei traffici più complicati e viene istruito all'interno delle taverne delle città.

L'interfaccia utente mostra diverse informazioni sui convogli all'interno di cinque schede principali. Il primo pulsante nelle schede mostra la panoramica generale, con numero delle navi di cui è composto il convoglio, stato, velocità, numero di cannoni, marinai aggiuntivi e forza di combattimento. Sotto la scheda ci sono altri pulsanti per le modalità perlustrazione e attacco delle città. Nella scheda, poi, ci sono dettagli sulle merci caricate sul convoglio, i vascelli di scorta, i dati del capitano e le spese attuali del convoglio, la situazione della rotta commerciale.

Ogni nave di un convoglio, inoltre, ha a bordo l'equipaggio di base necessario per viaggiare. Una volta che queste persone sono a bordo, la nave genererà dei costi. Recandosi al molo delle città, inoltre, se la nostra reputazione presso quella città è abbastanza alta, sarà possibile caricare dei coloni all'interno della propria imbarcazione. Sempre dal molo si possono caricare altre munizioni per i cannoni e per le armi. Per ogni cannone del convoglio possono essere ingaggiati fino a 5 marinai: incrementando il numero di marinai, inoltre, si otterrà un tempo di ricarica inferiore, aumentando la forza della nave in battaglia.

Il capitano, invece, si caratterizza per un certo tipo di esperienza, che si incanala in sei voci principali: esperienza in battaglia, navigazione, esperienza commerciale, ingegneria navale, esperienza in combattimento e raggio visivo. Anche le navi hanno delle specifiche principali, ovvero capacità di carico, manovrabilità, pescaggio, velocità minima e massima, cannoni, marinai, punti danno e costi giornalieri. In Port Royale 3 ci sono 16 differenti tipi di imbarcazioni e ovviamente quelle con i valori più alti in queste specifiche hanno costi di acquisto e di manutenzione maggiori.

Come detto, nella modalità avventuriero i combattimenti navali saranno letteralmente all'ordine del giorno. Hanno un funzionamento simile a quelli di Total War, anche se non sono paragonabili dal punto di vista del coinvolgimento e della bellezza grafica. Il giocatore può scegliere se affrontare le battaglie navali manualmente o se lasciare al sistema il compito di determinare automaticamente l'esito del conflitto. Si può gestire un massimo di tre navi e la principale sfida per il giocatore riguarda lo schierare in maniera corretta le proprie imbarcazioni in modo da aumentare il raggio di fuoco dei propri cannoni. Meglio le nostre navi saranno orientate rispetto al nemico e più cannoni raggiungeranno lo scafo delle imbarcazioni avversarie.

Premendo con il tasto destro, dunque, si può stabilire la direzione verso la quale la nave deve muoversi. Il giocatore può scegliere il tipo di proiettili da utilizzare e deve fare i conti con i vari tipi di nave: in funzione del tipo, infatti, i movimenti potranno essere più o meno rapidi e le navi più o meno resistenti. Se non si è dotati di un convoglio sufficientemente potente e resistente, insomma, sarà molto difficile ottenere un esito positivo in questo tipo di battaglie.

Se si riesce a ridurre sufficientemente la velocità delle navi avversarie, poi, si può procedere all'abbordaggio, manovra che impedisce di continuare a sparare lateralmente. La procedura di abbordaggio è simile a quella della conquista delle città, per cui richiede che a bordo sia immagazzinato il numero sufficiente di armi e di equipaggiamento necessario ai marinai per completare in maniera vincente l'attacco a piedi.

A causa del fatto che le battaglie navali si possono risolvere in maniera comunque semi-automatica (se non si impartiscono ordini alle navi, loro sapranno muoversi in maniera comunque dignitosa) e per via di un'intelligenza artificiale non proprio ai massimi livelli, questa componente di Port Royale 3 si rivela sostanzialmente noiosa. Per questo, la campagna commerciale è comunque da preferirsi a quella da avventuriero, anche perché si creano dei disequilibri piuttosto evidenti. Se si perdono tutte le navi militari, infatti, bisogna aspettare molto tempo prima di rischierare l'attacco, ovvero il tempo che serve per riorganizzare una nuova valida rete commerciale. Se si lascia Port Royale 3 in esecuzione, le navi continueranno a occuparsi silentemente dei traffici e ad accrescere il patrimonio (se le rotte sono organizzate in maniera valida), un po' come succede nei giochi Zynga e nei giochi mobile come Tiny Tower. Infine, non sempre ci sono navi disponibili per l'acquisto presso il cantiere navale: Gaming Minds Studios ha infatti pensato a un contorto sistema per limitare il numero di navi a disposizione dei giocatori, per cui solo se dalla Madre Patria in Europa vengono mandati coinvogli, questi saranno disponibili per l'acquisto e l'impiego nelle rotte commerciali.

 
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