Il futuro di Starcraft. Hots dalla prospettiva del pro-gamer

Il futuro di Starcraft. Hots dalla prospettiva del pro-gamer

Starcraft II: Heart of the Swarm è la prima espansione dedicata al monolitico Rts targato Blizzard. Ancora privo di una data di uscita ufficiale, Heart of the Swarm (Hots) ha da poco più di un mese iniziato la sua tanto attesa fase di beta test, dedicata esclusivamente al lato multiplayer competitivo.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
Blizzard
 

Considerazioni

Avendo visto a volo d’aquila le varie novità razza per razza, è il momento di fare qualche considerazione conclusiva. Devo dire che l’impressione avuta da questi quasi due mesi di beta non è, francamente, troppo positiva. E’ lecito pensare che la fase di beta sia proprio quella dove si scontrano idee e proposte, anche bizzarre, per provare tutto in un enorme calderone.

E’ però inevitabile chiedersi anche come sia possibile che Blizzard sia arrivata, un anno dopo l’annuncio di Hots al Blizzcon, con una beta piena di concetti completamente stravolti rispetto all’evento del 2011; concetti peraltro spesso immediatamente cassati (vedi il Warhound) perché palesemente improponibili. Insomma, in questo anno tra il Blizzcon 2011 e l’inizio della beta, che cosa hanno combinato gli sviluppatori? Possibile che si siano dedicati esclusivamente al single player lasciando tutto il lavoro sul multi alla beta “pubblica”? La cosa più strana è che nonostante le tante spiegazioni, sui forum e nelle patch notes, sembra che spesso non ci sia una logica dietro alle scelte fatte su certe unità e circa il modo in cui essere interagiscono tra di loro.

Un piccolo esempio frutto dei cambiamenti più recenti: alla Sentry Protoss è stata data “gratuitamente” l’abilità Hallucination, che non richiede più un apposito upgrade. Tra i motivi, c’è anche il giustissimo concetto di permettere finalmente ai Protoss di affidarsi a una Phoenix illusoria come scout, e senza sentirsi così costretti a fare observer forzando il tech path della Robotics Facility.

Piccolo problema: a Zerg e Terran è stata data ciascuno un’unità di basso tech che va in burrow, quindi diventa invisibile, quindi costringe comunque il Protoss a premunirsi facendo observer e quindi Robotics Facility. Si può anche pensare a quelle che sono, evidentemente, le intenzioni verso i Terran: permettere di abbandonare la vecchia bioball in favore di un esercito interamente robotico, il cosiddetto “mech play” tanto auspicato dai giocatori. Ecco così arrivare la nuova trasformazione per l’Hellion, che lo rende di fatto una nuova fanteria meccanizzata; ma nelle ultime patch il Battle Hellion oltre ad aver cambiato nome in Hellbat, ha anche cambiato tipologia da mech a bio (non è più, tecnicamente, un robot, e non so fino a che punto convenga allora utilizzarlo al posto dei marine). Ecco arrivare la Widow Mine, che però aiuta i Terran a vincere in modo poco entusiasmante nei primi minuti, e poi li costringe, se le cose non hanno funzionato, a tornare alla vecchia bioball oppure a inventarsi build strane e difficilmente efficaci, fatte di Thor e siege tank, esattamente come in Wings of Liberty.

C’è poi la sensazione che nella smania di voler introdurre quei concetti di gioco a cui facevamo riferimento prima, Blizzard abbia dimenticato o trascurato problemi di vecchia data e molto più immediati, di cui peraltro è ben a conoscenza. Un esempio: il Tempest Protoss nasce, nel 2011, come unità antiaerea di massa, una soluzione definitiva alla quasi inarrestabile palla di Mutalisk fatta dagli Zerg. Oggi il Tempest è tutt’altra cosa; ma il problema delle “mass Muta” come strategia ZvP è rimasto tale e quale, e anche se oggi è una strategia meno usata perché gli Zerg preferiscono imitare Stephano e riempirsi di Roach, il problema dell’estrema difficoltà per i Protoss nel difendersi dalle Muta in alti numeri è ancora tale e quale, senza soluzione (no, l’upgrade alle Phoenix non funziona).

Restano, per tutte le razze, una serie di unità superflue e senza ruolo, usate solo in casi estremi, come i Void Ray – specialmente ora che i Tempest hanno praticamente preso il loro ruolo -, le Hydralisk a cui i buff previsti in Hots non giovano poi così tanto, le Battlecruiser e le Raven per i Terran e così via. Siamo ovviamente tutti entusiasti di vedere nuove unità nell’espansione, ma non sarebbe il caso di dare un occhio anche alle cose che non hanno funzionato in passato e scegliere se aggiustarle o toglierle, piuttosto che lasciarle a marcire facendo finta che non esistano?

 
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