Dopo 8 anni ancora alle prese con DooM 3

Dopo 8 anni ancora alle prese con DooM 3

DooM 3 torna nei negozi con una nuova soluzione che comprende il gioco originale, Resurrection of Evil, "The Lost Mission", tutti ottimizzati in 3D, con l'aggiunta di audio surround 5.1, obiettivi Xbox 360, trofei PS3, rendering e illuminazione migliori e un nuovo sistema di salvataggio a checkpoint. È sufficiente per convincere i giocatori a tornare nella base di ricerca UAC su Marte?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Lost Mission

Una volta lanciato il gioco, viene data al giocatore la possibilità di scegliere quale avventura affrontare. Inizialmente si sceglie tra DooM, DooM 2 e DooM 3 BFG Edition. Una volta scelto quest'ultimo possiamo optare per la campagna originale, per Resurrection of Evil o per Lost Mission. In quest'ultimo caso, si tratta di sette nuove missioni, affrontabili da una prospettiva differente rispetto a quella originale, collocate in una linea cronologica parallela in confronto a quella della campagna di DooM 3.

Sei ore dopo l'invasione, la squadra Bravo deve recuperare alcuni membri del personale scientifico. Ma viene sterminata nella sequenza di presentazione della campagna e si rimane, guarda caso, da soli. Si nota come fin dalle prime battute, la nuova campagna cerchi di riprodurre i ritmi e lo stilema narrativo del gioco originale. Inoltre, ripropone la progressione delle armi partendo dalla pistola fino al BFG 9000.

Dopo pochi minuti di gioco, però, ci si accorge che le cose sono ben differenti. Ci sono molti più mostri, c'è più azione e i ritmi risultano decisamente più serrati. La BFG Edition, dunque, fa largo uso del sistema di apparizione improvvisa dei mostri nei livelli di gioco che era già presente anche nel gioco originale. Insomma, questa nuova campagna di DooM 3, in considerazione anche del fatto che le meccaniche da shooter sono le medesime, dal punto di vista del ritmo di gioco somiglia più a Rage che al DooM 3 originale.

Purtroppo, la rinnovata velocità dell'azione svilisce alcuni aspetti fondanti dell'esperienza del 2004. Il gioco fa paura molto raramente, mentre con la vecchia campagna, ancora oggi e avendola già giocata, proseguire è difficile, perché puoi letteralmente sobbalzare dalla sedia a ogni angolo. Il senso di terrore della campagna originale è d'altronde difficilmente riproducibile, perché dipendenva principalmente dal piacere della scoperta iniziale della struttura in cui poi si sarebbero svolte le vicende. Una certa approssimazione degli elementi di base, come il fatto che tutti i locali fossero quasi sempre al buio, creava un mix tra indecifrabile e necessità di proseguire che è difficilmente riproducibile con le nuove espansioni.

La presenza di un numero più alto di mostri, collocati comunque ancora una volta in spazi di gioco piccoli, produce un effetto controverso anche in termini di intelligenza artificiale. I mostri, infatti, danno la sensazione di disturbarsi tra di loro, fino ai casi più evidenti, e ridicoli, in cui si colpiscono vicendevolmente.

Inoltre, si perde il senso della preservazione dei proiettili: se ne trovano tantissimi, e questo vale anche per molte delle armi avanzate come mitragliatrice M60 Vulcan, lanciarazzi, Fucile al Plasma. Si nota, poi, come gli sviluppatori abbiano riutilizzato alcuni asset del gioco originale, e questo ci obbligherà a tornare a giocare in alcuni pezzi di livello già visti nella campagna del 2004, con situazioni che stranamente si ripetono.

In alcuni casi, poi, bisogna tornare indietro per trovare il meccanismo per sbloccare una porta, ma la sensazione di dispersione del vecchio gioco è quasi completamente andata. Insomma, difficilmente imprecherete perché non ritrovate la strada giusta, ci sarà sempre un qualche tipo di indizio a guidarvi. Molto spesso si tratta semplicemente di trovare delle scale che vanno al piano inferiore o superiore, mentre i livelli non presentano quella struttura incredibilmente intricata di corridoi.

È vero che Lost Mission è comunque piacevole per chi ama le meccaniche shooter old style di DooM, ma bisogna aggiungere ai difetti precedenti il fatto che servono solamente due ore per completare la nuova espansione al livello di difficoltà normale.

Nel pacchetto c'è anche Resurrection of Evil, l'espansione che uscì otto mesi dopo il lancio del gioco di base, con cui id Software voleva venire incontro al feedback dei giocatori e risolvere alcuni dei difetti che ai tempi venivano attribuiti al gioco. Principalmente il fatto che fosse troppo ripetitivo, con livelli sempre troppo uguali tra di loro e spazi eccessivamente ristretti, e poi l'assenza di gestione della fisica calcolcata dinamicamente. id Software, infatti, introdusse in quell'espansione il cosiddetto levitatore al plasma ionizzato.

Con quest'arma si può interagire con alcuni specifici oggetti, che, scagliati sui mostri, possono causare del danno a questi ultimi. Si possono risolvere anche degli enigmi, per esempio catturando degli ioni di plasma che si trovano all'interno dei condotti elettrici. Ma il levitatore al plasma veniva utilizzato in rarissime circostanze in Resurrection of Evil e ciò si ripete anche in Lost Mission. C'è solo un enigma che va affrontato con questo dispositivo, mentre è sempre più facile, oltre che più divertente, uccidere i mostri con le armi tradizionali.

In Resurrection of Evil, non in Lost Mission, si trova, fin dall'inizio, anche un cuore demoniaco capace di rallentare il tempo. Questo facilita alcuni combattimenti, consentendo anche di agire in maniera tattica, ma ancora una volta dimostra come i punti di forza del gameplay di DooM 3 siano altri, e come qualsiasi modifica alla fine si riveli infruttuosa e controproducente. Resurrection of Evil porta la longevità della campagna originale a circa 12 ore, a cui vanno aggiunte le 2 di Lost Mission.

 
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