Resident Evil 6: la quantità vince sulla qualità

Resident Evil 6: la quantità vince sulla qualità

Nel mondo dei videogiochi, una delle critiche che viene più comunemente spesa contro gli autori delle ‘grandi saghe’, è quella di avere poco coraggio. Raggiunto il successo, si dice, gli sviluppatori hanno paura di spezzare l’incantesimo, preferendo – capitolo dopo capitolo – proporre al pubblico semplicemente un ‘more of the same’ del gioco che ha convinto il pubblico.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Resident Evil
 

Introduzione

Per Capcom, nel caso di Resident Evil, non si può del tutto sostenere la teoria della mancanza di coraggio. Dopo aver stupito il mondo, rinverdendo i fasti del genere survival horror, già nel terzo capitolo della saga principale, Capcom cercò di virare le dinamiche di gioco verso rotte maggiormente action.

E, come è noto, la trasformazione si completò con Resident Evil 4: nel tentativo di ‘salvare’ la popolarità della serie, Capcom rese RE una sorta di shooter in terza persona, limitandone l’impatto ‘horror’, ma aumentando decisamente la componente action.

Resident Evil 4 fu un successo: gli sforzi di innovazione portarono a un gioco fresco e accattivante che, nel 2005, aveva tutte le carte in regola per non passare inosservato. Forte di un ottimo comparto tecnico, vantava un’atmosfera sufficientemente oppressiva e un sistema di gioco perfettibile, ma comunque davvero divertente. Le cose non andarono altrettanto bene con Resident Evil 5: a distanza di 4 anni, infatti, non avvenne l’evoluzione auspicata, anzi.

L’elemento ‘horror’ fu decisamente annacquato, così come il ‘carisma’ della storia. Ma soprattutto – per quanto fosse stata introdotta la massiccia possibilità di giocare in cooperazione – furono le soluzioni ludiche a deludere. Residente Evil 5 rimaneva ancorato a dinamiche di controllo macchinose, inadatte all’ambizione di essere un efficace shooter i terza persona nel 2009.

Oggi, con il sesto capitolo della serie, Capcom ha promesso il più grande RE di sempre. Forte di 7 personaggi principali, 4 campagne e una sfida che diverrà davvero globale. Il tutto seguendo un modello ludico tipico delle ultime uscite, anche se con qualche richiamo in più all’horror.

 
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