Il Testamento di Sherlock Holmes: deliziosamente demodè

Il Testamento di Sherlock Holmes: deliziosamente demodè

E’ sempre difficoltoso, per me, essere alle prese con un gioco dedicato a Sherlock Holmes. La mia passione per il detective inglese, infatti, è profonda e articolata (tanto da avermi portato a essere membro dell’associazione holmesiana italiana, ‘Uno Studio in Holmes’). E allora, da un lato ogni titolo che coinvolge l’investigatore mi trova naturalmente ‘ben disposto’, dall’altro posso divenire critico spietato, perché vado a soppesare non solo la valenza del gioco in sé, ma anche la precisione con cui esso ricostruisce le reali dinamiche holmesiane.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Conclusioni

Testament of Sherlock Holmes è un’avventura grafica ‘old school’ molto rigorosa. Il suo impianto è decisamente canonico e si struttura su dinamiche di esplorazione, dialogo e risoluzione d’enigmi basati sulla logica. Una volta completata l’indagine su un particolare ambiente, Holmes si curerà di trarre le conclusioni. E al giocatore spetterà la compilazione di un ‘albero di deduzioni’ (una sorta di elenco di sillogismi a scelta multipla), che rappresenta il lato migliore del gameplay. Anche i dialoghi con i PNG – per quanto numericamente limitati – risultano divertenti.

Bene anche per gli enigmi di logica/osservazione/ matematica: per quanto siano posti in situazioni un po’ poco credibili (un sacerdote che nasconde lettere d’amore sotto delle piastrelle, sbloccabili attraverso un complesso meccanismo legato al movimento di un cavallo sulla scacchiera? C’mon!), rappresentano sempre sfide di livello, anche piuttosto varie. L’unico problema vero è nella poca chiarezza degli obiettivi di ogni puzzle. Questa mancanza di informazioni si riscontra anche nella gestione dell’inventario (e nel far interagire gli oggetti con lo scenario), oltre che nella comprensione delle dinamiche del ‘Sesto senso di Holmes’.

La trama è interessante. Conosce brusche accelerate e passaggi maggiormente interlocutori. Di fondo, però, fatica a trovare coerenza e – soprattutto – a creare suspence e mistero. Buona l’aderenza alla verità holmesiana: Sherlock e Watson sono tratteggiati in modo soddisfacente. Così come il loro rapporto.

TSH è un gioco adatto agli appassionati del più grande detective della storia. Ma anche chi è pronto per tuffarsi in un’avventura grafica rigorosamente ‘vecchia scuola’ non rimarrà deluso. Per i giocatori ‘moderni’ (che preferiscono l’agilità delle dita e l’azione, al ragionamento puro unito a ritmi tutt’altro che serrati), l’ultima fatica di Frogwares potrebbe essere un acquisto azzardato.

3 Commenti
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prra18 Ottobre 2012, 10:36 #1
ho visto tutti i film di sherlock holmes interpretati da basil rathbone.. probabilmente è perchè sono molto legato a quei vecchi film in bianco e nero, che già vedendo gli screen questo gioco non mi convince.. l'avrei preferito con un tono molto più noire, ma è solo un impressione..
Benjamin Reilly18 Ottobre 2012, 12:59 #2
è un gioco che intriga, tuttavia le pecche rilevate potrebbero pregiudicarne la credibilità in relazione alla coerenza menzionata.

Analisi degli indizi e dialettica inoltre rappresentano il fondamento di ogni indagine, quindi la sporadicità dialogica è un ulteriore limite.

Tuttavia sono lieto di conoscere queste alternative ludiche rispetto alle solite proposte dominate dall'azione in cui il limite maggiore a mio avviso, è costituito dall'esistenza di uno o più personaggi principali che non moriranno mai e il cui unico intento è lo sterminio del numero maggiore di possibili minacce.
Eress20 Ottobre 2012, 08:31 #3
Gioco interessante

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