Il Testamento di Sherlock Holmes: deliziosamente demodè

Il Testamento di Sherlock Holmes: deliziosamente demodè

E’ sempre difficoltoso, per me, essere alle prese con un gioco dedicato a Sherlock Holmes. La mia passione per il detective inglese, infatti, è profonda e articolata (tanto da avermi portato a essere membro dell’associazione holmesiana italiana, ‘Uno Studio in Holmes’). E allora, da un lato ogni titolo che coinvolge l’investigatore mi trova naturalmente ‘ben disposto’, dall’altro posso divenire critico spietato, perché vado a soppesare non solo la valenza del gioco in sé, ma anche la precisione con cui esso ricostruisce le reali dinamiche holmesiane.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Rigore holmesiano

TSH si articola su binari decisamente cruenti. Abbastanza sopra le righe, rispetto a quanto è solito raccontarci il Dottor Watson. Ma la violenza efferata con cui ci si misura, rappresenta un discreto incentivo nella prosecuzione dell’indagine. Che, come ovvio, si acuisce non appena Sherlock finirà nei guai.

I due protagonisti sono ben rappresentati, sia dal punto di vista fisico, sia da quello della personalità. In particolare è scongiurata la rappresentazione di un Watson idiota, appesantito e attempato, che sarebbe totalmente falsa. Il dottore, come detto, è un po’ troppo propenso all’esaltazione di fronte a qualsiasi azione di Holmes, ma risulta spalla credibile e utile. Sherlock Holmes è invece tratteggiato in modo piuttosto classico, anche se c’è una decisa spinta sul lato brusco del suo carattere. In TSH viene descritto lo Sherlock ‘prima maniera’, molto spocchioso, freddo e distaccato. Forse un po’ troppo, per essere nel 1898. Curiosamente, infine, si insiste nel descrivere una certa ‘taccagneria’ del detective, elemento mai rilevato nella personalità di Holmes.

Il rapporto tra Holmes e Watson è ben rappresentato. In questo aiuta anche il fatto che il giocatore sarà chiamato a vestire i panni di entrambi i personaggi. Sarà così possibile toccare con mano le differenze tra i due (e il loro legame): se Holmes – pur mostrando di avere sincero ‘bisogno’ di Watson - sarà sempre sicuro, perentorio e autoritario; Watson metterà in mostra più dubbi e scrupoli, in aggiunta alla propria devozione verso l’amico.

Interessanti anche i dettagli del setting (architettonici, sociali e politici) che danno credibilità al contesto in cui saremo chiamati a muoverci. Molto interessanti, invece, i tributi al mondo holmesiano, come i dettagli dell’appartamento di Baker Street o le descrizioni dei singoli obiettivi sbloccabili (tutte redatte con perfetta coerenza holmesiana).

Piacevole, infine, la comparsata di più di un personaggio del Canone (i 56 storie brevi e 4 racconti lunghi originali) all’interno di TSH. Al giocatore il piacere di scoprirli.

 
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