Recensione Dishonored: finisci la storia senza uccidere nessuno

Recensione Dishonored: finisci la storia senza uccidere nessuno

La nuova IP di Arkane Studios in questi mesi è stata sotto i riflettori e ha affascinato per quanto di buono sembrava poter offrire. Dopo aver analizzato approfonditamente il gioco possiamo affermare con sicurezza che Dishonored costituisce una delle più liete sorprese di questo 2012. Merito di meccaniche stealth ben realizzate, di una grande levatura artistica delle ambientazioni e di una trama dagli esiti non banali.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Idee, creatività, stile

Idee, creatività e stile sono requisiti che possono tracciare una netta separazione tra un prodotto che funziona e vende ma non possiede un’anima e un titolo che sia capace di raggiungere il proprio pubblico, di lasciare una traccia e di avere una propria identità. In queste ultime settimane è nato dibattito, all’interno dell’industry, sulla decisione di pubblicare nuove proprietà intellettuali nella fase discendente di una generazione.

Dapprima è stato Frank Gibeau a suggerire che tale scelta non ‘s’abbia da farsi’. “Il momento di lanciare una IP è al termine del ciclo hardware e, se riflettete in chiave storica, la maggior parte di esse viene introdotta nei primi 24 mesi di ogni nuova generazione”, dichiarava il presidente di EA Labels nei primi giorni di settembre. La risposta non è tardata ad arrivare, guarda caso da chi una nuova IP la sta già allestendo da qualche tempo.

Jean Maxime-Moris, creative director di Remember Me (svelato da Capcom alla GamesCom 2012), ha infatti espresso che i manager come Gibeau “pensano che la gente tenga i propri soldi per i futuri hardware e che mettendo a disposizione la propria nuova IP al lancio del nuovo ciclo, sarà più facile integrarla all’interno del ciclo stesso”. Pur riconoscendo che questo ragionamento corrisponde a verità, Moris ha fatto notare come la base installata di PS3 e Xbox 360 non sia mai stata così estesa e quindi se “si ha a disposizione qualcosa di sufficientemente nuovo, fresco e interessante, non avrete mai la possibilità di venderlo ad una quantità di persone ampia come in questo momento”. Una riflessione ineccepibile, valutata anche da Ubisoft con il recente annuncio di Watch Dogs e, venendo a noi, presa in considerazione anche da Arkane Studios e Bethesda Softworks per lo sviluppo e la pubblicazione di Dishonored.

La software house di Lione, che in passato si è occupata di titoli piuttosto sottovalutati come Arx Fatalis e Dark Messiah of Might and Magic, per lungo tempo ha lavorato su questo nuovo universo di gioco, recuperando il già considerevole ‘know how’ dei suoi membri di spicco, per rielaborare contenuti e ricercare nuove interpretazioni, sia dal punto di vista artistico che nella strutturazione del gameplay, con l’intenzione di presentare al pubblico qualcosa di diverso e affascinante. Sono soprattutto gli apporti di due veterani come Harvey Smith e Viktor Antonov ad aver fornito la giusta sinergia, utile alla creazione di questo inedito mondo di gioco, recuperando tra l’altro elementi riconducibili a due delle più importanti produzioni su cui abbiano mai lavorato, ovvero Deus Ex e Half Life 2. Sono stati principalmente due gli elementi ritenuti fondamentali da Arkane: un’impostazione artistica volutamente originale, che ripropone un universo steampunk e affascinanti scenari vittoriani, ad un’impostazione di gioco in soggettiva che, pur mantenendo le caratteristiche snelle di un action game, ponesse al centro dell’attenzione la componente stealth.

Dishonored è stato svelato per la prima volta nel luglio del 2011, ma abbiamo dovuto attendere fino allo scorso marzo per poter avere qualche prima informazione sul gioco, che all’epoca venne accompagnata da un efficace filmato in CGI, nel quale venivano messe in luce le doti del misterioso protagonista Corvo.

In questi mesi la produzione di Arkane è stata sotto i riflettori per i numerosi riconoscimenti ottenuti in occasione dell’E3 e della GamesCom 2012, ma anche grazie ad un’intensa campagna promozionale online, alla pubblicazione di numerose interviste, approfonditi dev diaries e, proprio in questi giorni, ad una suggestiva web series a puntate.

 
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