I Am Alive, quando prima o poi arrivano anche su PC

I Am Alive, quando prima o poi arrivano anche su PC

I Am Alive arriva su Pc, per un survival incentrato esclusivamente sulle vostre scelte morali e la trasformazione dell'uomo in animale. Il titolo Ubisoft Shangai ha diviso in modo inatteso la critica con il rilascio per Xbox 360 e Playstation 3. Vediamo insieme cosa aggiunge la release PC, e se sarà in grado di unificare i pareri discordanti sul titolo.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
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Una visuale dall'alto

Essenziale. É la prima parola che mi viene in mente ripensando ai primi passi nel mondo di gioco: ci troviamo ad Haventon, ironico nome della cittadina in cui si svolgono le vicende di I Am Alive. Tra le macerie dei grattacieli e la distruzione delle strade si trova la nostra casa ed, eventualmente, la fine del nostro viaggio. Interpretiamo un sopravvissuto senza nome, ed abbiamo percorso difficoltà estreme ed un lungo cammino per arrivare alle porte della città. Armati di Pistola (rigorosamente scarica), telecamera e corda da arrampicata, siamo disposti a tutto pur di rivedere i nostri familiari.

Queste sono le premesse nell'istante in cui smettete di essere persone reali, diventando sopravvissuti alla “catastrofe”, un terremoto di dimensioni bibliche che ha devastato il mondo.

La storia è narrata attraverso la videocamera, compagna sempre pronta all'ascolto: saranno poche, infatti, le persone disposte a confidarsi con il personaggio, sia per il retroterra del gioco, sia per una scelta di trama optata dalla software house.

Preso il controllo del “lone wonderer”, il tutorial ci guiderà passo per passo alla prima faticosa arrampicata: ed è in questo frangente che la vulnerabilità del protagonista si mostra in tutta la sua cruda realtà. Dovremo sapientemente dosare il nostro sforzo, pena il troppo affaticamento del personaggio. E credetemi quando vi dico che la barra della fatica scende velocemente. Niente salti da assassino o super rampini ad aiutarci. Qualche bottiglia d'acqua, se siamo fortunati, e cibo per recuperare la stamina, nulla di più.

Ad aiutare a “distendere” i nervi un sottofondo adrenalinico piazzato ad hoc nel momento in cui il personaggio è allo stremo delle forze. Comunque non temete, finendo la barra della fatica non si cadrà subito; no, sarebbe troppo facile. Nel malaugurato caso in cui ci si trovi appesi e senza più energia, Adam, così inizialmente chiamato il protagonista in versione pre-produzione, potrà usufruire di tutta la sua forza rimasta per portare a termine la scalata tramite pressione compulsiva del tasto sinistro del mouse, sempre che si tratti di pochi passi. Inutile che vi dica cosa succede in caso terminiate anche quell'ultima goccia di energia, vero? Diciamo solo che non sarete più tanto Alive.

Lo sforzo sovrumano ha un costo, che sul breve termine potrà sembrare esiguo, ma a lungo andare porterà al completo fallimento del gioco: la barra della fatica si ridurrà complessivamente in base allo sforzo fatto. Questa caratteristica vuole rendere la ricerca di cibo e di liquidi vitale per il proseguo della storia; difatti, senza alimenti con cui ripristinare la barra della stamina, sarà impossibile proseguire con le arrampicate, sempre più difficili man mano che il gioco va avanti.

 
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