I Am Alive, quando prima o poi arrivano anche su PC

I Am Alive, quando prima o poi arrivano anche su PC

I Am Alive arriva su Pc, per un survival incentrato esclusivamente sulle vostre scelte morali e la trasformazione dell'uomo in animale. Il titolo Ubisoft Shangai ha diviso in modo inatteso la critica con il rilascio per Xbox 360 e Playstation 3. Vediamo insieme cosa aggiunge la release PC, e se sarà in grado di unificare i pareri discordanti sul titolo.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
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Gameplay

Le sezioni platform di I Am Alive sono, nell'insieme, assolutamente guidate. Non aspettatevi percorsi alternativi, ma solo qualche breve deviazione per trovare oggetti preziosi sparsi negli angoli più nascosti della mappa. La linearità delle mappe è però sapientemente controbilanciata da un bisogno di attenta pianificazione. Pessima idea scalare un grattacielo senza prima aver saggiato la zona ed aver recuperato le necessarie scorte ( se ve lo state chiedendo, si, sono caduto un bel po' di volte a causa di menefreghismo per il cibo e l'acqua...).

Ad aiutarci nell'impresa, oltre alle cibarie, vi saranno comunque degli strumenti più adeguati, quali un rampino e chiodi da scalata, equipaggiamento essenziale per potersi riposare durante le arrampicate più toste.

Pur non essendo minimalista nelle opzioni offerte nel superare gli ostacoli, i controlli rimangono comodi e precisi, decisamente in sintonia con tanti altri giochi del medesimo genere. Nessun stravolgimento dunque, né combinazioni impossibili. In scalata, I Am Alive si dimostra docile come un pony.

Le sezioni tra una scalata e l'altra saranno principalmente condite dalle interazioni con i personaggi non giocanti e dall'esplorazione delle rovine di Haventon. Per rendere quest'ultima esperienza un po' più pepata, gli sviluppatori han pensato di far comparire nel mondo di gioco una tempesta di sabbia simil-eterna, che non solo limiterà la visione d'insieme a livello stradale, ma leverà lentamente energia al vostro personaggio, fino al soffocamento.

Questo escamotage ben si adatta all'ambientazione del gioco, giovando non poco anche a livello di longevità del gioco: costretti dal pulviscolo, saremo più propensi ad esplorare attentamente altre sezioni di mappa per evitare inutili affaticamenti.

La ricerca di un punto elevato da cui sarà possibile respirare aria pulita diventerà dunque una priorità per noi ed un punto a favore al senso di “claustrofobia” e “vulnerabilità” che il gioco vuole trasmettere.

Un'ultima cosa: appena avviato, il gioco non permette la mira libera, dimostrando così di esser figlio di un porting da console. Al suo posto una sorta di ibrido che vi forzerà a puntare un bersaglio piuttosto che un altro. Naturalmente vi consiglio di togliere subito questa “abilità”, in quanto potrebbe rendere il gioco troppo facile su PC.

 
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