Borderlands 2 è lo shooter co-op migliore di sempre?

Borderlands 2 è lo shooter co-op migliore di sempre?

Abbiamo passato gli ultimi giorni a giocare intensamente a Borderlands 2, l'atteso nuovo shooter co-op sviluppato da Gearbox Software. Siamo quindi pronti per comunicarvi le nostre impressioni e dare il nostro giudizio finale. Corrediamo l'articolo con alcuni dettagli tecnici provenienti da Nvidia, con il videoarticolo costruito su immagini catturate dalla versione Xbox 360 del gioco e con una gallery di immagini catturate dalla versione PC di Borderlands 2 con dettaglio grafico impostato sul massimo livello.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Amore per le armi

Come sanno coloro che hanno giocato il primo capitolo, Borderlands è una sorta di ibrido tra sparatutto in prima persona e gioco di ruolo. Per sconfiggere gli avversari, infatti, bisogna assestare molti colpi e andare alla ricerca dei colpi critici, migliorando gli attributi e le abilità del personaggio, oltre il suo livello di esperienza. Il tutto inserito all'interno di una struttura di gioco da classico sparatutto in prima persona: nei movimenti e nel modo di esplorare il mondo di gioco, infatti, Borderlands 2 ricorda gli sparatutto degli anni '90.

Il mondo di gioco dà la sensazione di essere molto più ampio rispetto a quello del predecessore, mentre risultano notevolmente migliorate intelligenza artificiale e fisica. Adesso i nemici collaborano tra di loro e usano lo scenario per mettere in difficoltà i giocatori. La presenza di una migliore gestione della fisica, invece, risulta evidente soprattutto alla guida dei veicoli.

Gearbox ha inteso ricreare diversi insediamenti, ognuno dei quali pattugliato da una fazione composta da soldati con una gerarchia interna. Pandora risulta, così, densamente popolata anche se i vari soldati non svolgono delle mansioni quotidiane pacifiche (tranne che nella città di Sanctuary), visto che il pianeta è interamente popolato da militari. L'intelligenza artificiale risulta pertanto notevolmente superiore rispetto al primo capitolo, ma in certi casi rimane comunque approssimativa. Per giudicarla, in ogni caso, bisogna fare i calcoli con la vastità del mondo di gioco di Borderlands 2: allestire un'IA per un gioco del genere, insomma, non è come preparare le routine di IA per un Call of Duty, dove tutto è più limitato e scriptato.

Il mondo di gioco, dicevamo, sembra essere notevolmente più ampio, e soprattutto maggiormente variegato. I paesaggi sono molto belli da vedere soprattutto grazie alla sontuosa grafica in cel-shading, artistica come non mai.

I giocatori devono collaborare tra di loro e sfruttare le abilità peculiari di ogni personaggio, oltre che le armi trovate nel corso dell'avventura. Come nel primo Borderlands, anche in questo seguito si trovano in giro per il mondo milioni di armi diverse, ciascuna delle quali con un preciso funzionamento e punti di forza e di debolezza che richiedono al giocatore di padroneggiarla per sfruttarla al meglio.

Si può giocare in single player, e quindi fare tutto da soli. Oppure è possibile giocare con tre amici, anche via LAN, e organizzare in maniera precisa le tattiche che stanno alla base degli assalti agli insediamenti presidiati dall'IA. Ma Borderlands 2 contempla anche un ottimo sistema di matchmaking, che sostanzialmente consente in qualsiasi momento di entrare in una partita con altri tre giocatori. Si può scegliere con quale dei propri personaggi intraprendere la sfida, e quindi contribuire con le abilità, l'equipaggiamento e le armi sbloccate fino a quel momento, e "livellare" questo personaggio nella sessione multiplayer. Il personaggio potrà poi essere riutilizzato nella propria campagna in locale.

Il sistema adatta dinamicamente la presenza degli avversari, la loro forza, le loro abilità e le loro risorse vitali in funzione del numero di giocatori. I nemici, inoltre, non crescono di livello insieme al giocatore e riappaiono dopo qualche minuto dalla loro morte. Questo consente di riaffrontare delle zone già perlustrate in precedenza, e ciò comporta l'acquisizione di nuovi punti esperienza e dà la possibilità di trovare nuove armi e nuovo equipaggiamento.

Borderlands 2, come il predecessore, favorisce la rigiocabilità, e quindi il ritornare a combattere negli stessi posti. Quando si affronta una parte della mappa di livello più basso, però, se da una parte sarà molto difficile morire, dall'altra si guadagneranno pochissimi punti esperienza, rendendo la progressione del personaggio molto lenta. Il gioco, d'altra parte, consente di saltare le missioni già fatte in altre sessioni di gioco, opzione che a lungo andare si rende molto utile soprattutto per i giocatori che amano passare frequentemente tra le sessioni di gioco multiplayer a quelle single player. Chiaramente, se si vuole expare il più velocemente possibile conviene giocare in co-op, perché in queste condizioni i mobs, avendo più punti salute, danno più esperienza una volta sconfitti e sono inoltre dotati di bottini migliori.

In fatto di personalizzazione dei personaggi, oltre a quanto abbiamo detto quando abbiamo parlato di alberi di abilità, dobbiamo aggiungere il fatto che nel mondo di gioco si possono trovare delle mod che cambiano le statistiche del personaggio e lo rendono particolarmente efficiente in certi tipi di operazioni. Come nel primo capitolo, infatti, si può dotare il personaggio di mod di classe e di mod per le granate. Le prime cambiano, appunto, le statistiche di quella classe, mentre le seconde alterano il funzionamento di ogni tipo di granata. C'è poi lo scudo, che consente di schierare una barriera supplementare ai colpi del nemico, un po' come accade nei giochi della serie Halo. Solo quando lo scudo è completamente andato, i nemici saranno in grado di sottrarci delle risorse vitali.

 
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