Darksiders 2: è l’ora dell’oscuro mietitore

Darksiders 2: è l’ora dell’oscuro mietitore

Sequel dell’opera prima di Vigil Games, Darksiders 2 ci mette nei panni del Cavaliere dell’Apocalisse Morte. Ecco cosa pensa la redazione di Gamemag di uno dei più attesi hack and slash esplorativi degli ultimi anni.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

L'industria videoludica, fin dai suoi albori, ha sempre denotato una fame smodata di idee e proprietà intellettuali, riuscendo a fagocitare e metabolizzare in titoli giocabili (con alterne fortune... alla parola tie-in ancora oggi ho i brividi dietro la schiena) concept di ogni sorta, provenienti dalle fonti più disparate (letteratura, cinema, musica, televisione...).

Non sorprende dunque che anche un testo religioso come la sacra Bibbia fornisca ispirazione per titoli videoludici, come appunto la serie di Darksiders, o, giusto per esemplificare un altro titolo con il quale i tratti narrativi in comune sono più d'uno, quella di Diablo.

Pubblicato due anni or sono, il primo Darksiders ha rappresentato il buon debutto della neonata software house Vigil Games, che pur non essendo stagionata, è riuscita a confezionare un prodotto interessante (pur non originalissimo e non esente da difetti) che, uscito in sordina, ha riscosso il plauso di critica e pubblico, diventando così un piccolo cult.

Protagonista del primo capitolo è Guerra, uno dei quattro Cavalieri dell'Apocalisse di San Giovanni, mandato sulla terra per riportare in equilibrio nel caos generato dal conflitto tra Paradiso e Inferno. Accusato di aver scatenato un'Apocalisse prematura, imprigionato per un secolo e poi condannato a morte, Guerra ottiene dall'Arso Consiglio una seconda possibilità di ripristinare l'ordine e il proprio onore, scoprendo le cause della caduta del genere umano.

Cerchiamo a questo punto di capire quali progressi siano stati fatti in casa Vigil Games rispetto al buon esordio della serie, se sono stati mantenuti e amplificati i punti di forza che hanno portato alla ribalta le scorribande di Guerra, e se si è cercato di porre rimedio o di ridimensionare i limiti e le sbavature che impedivano al primo capitolo di assurgere a dignità di masterpiece.

 
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