Darksiders 2: è l’ora dell’oscuro mietitore

Darksiders 2: è l’ora dell’oscuro mietitore

Sequel dell’opera prima di Vigil Games, Darksiders 2 ci mette nei panni del Cavaliere dell’Apocalisse Morte. Ecco cosa pensa la redazione di Gamemag di uno dei più attesi hack and slash esplorativi degli ultimi anni.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Falce e cervello

Passiamo ora al gameplay, che si conferma anche per questo secondo capitolo come un riuscito mix di generi. Darksiders è essenzialmente un hack 'n' slash con una preponderante componente esplorativa, corredata di sezioni platform e puzzle: volendo azzardare gli ingredienti messi nel mixer da Vigil Games, citiamo Zelda, God of War, Diablo, l’ultimo Prince of Persia e Tomb Raider, giusto per dare un’idea dei deja-vu videoludici sperimentati.

Durante le nostre missioni dovremo fronteggiare corpo a corpo i nemici, sfruttando le grandi doti combattive di Morte e l'uso della Collera, che si carica durante la battaglia e consente di utilizzare abilità speciali. Ai controlli di movimento e di combattimento si affiancano anche i controlli di puntamento (il Cavaliere è dotato anche di armi da fuoco e rampino), che verranno utili sia per particolari puzzle, sia nelle fasi di combattimento a distanza. Le nostre gesta ci consentiranno di accumulare punti e crescere di livello, e ad ogni step evolutivo, avremo un punto da assegnare a due alberi delle abilità distinte, combattimento e arti necromantiche. Il primo albero ci consentirà di ampliare il ventaglio di mosse offensive a nostra disposizione, mentre il secondo albero ci consentirà di accedere ad abilità molto più peculiari del protagonista, come ad esempio l'evocazione di minion che combatteranno al nostro fianco.

Ma i combattimenti occuperanno solo una parte del nostro tempo speso con il Cavaliere dell'Apocalisse: buona parte del tempo, infatti, la impiegheremo ad esplorare i vari dungeon collegati in serie che costituiscono gli scenari di gioco, inframezzati da frequenti boss battle (alcune memorabili, altre semplici pestaggi). Menzione a parte per l'ottimo level design: il miglioramento e l'ampliamento dei dungeon rispetto al primo capitolo è manifestamente apprezzabile, e compensa le carenze grafiche in termini di cura del dettaglio con enormi spazi esplorabili, intricati sviluppi sia in verticale che orizzontale, insomma location ideali per il nostro protagonista. Grazie infatti alle abilità fisiche di Morte, potremo arrampicarci su pali, correre sui muri (qui Vigil Games è palesemente debitrice di Ubisoft Montreal), saltare su piattaforme, tirare leve, trovare chiavi, tutti quegli elementi che insomma troviamo nei classic action sin dai tempi di Tomb Raider.

C'è da dire che alcuni puzzle sono davvero ben congeniati e rispetto al primo capitolo, è stata migliorata sia la fluidità e l'intuitività dell'approccio ai puzzle, sia la difficoltà che incrementa con l'avanzare del gioco, a beneficio del ritmo e dell'impegno richiesto al giocatore. Non siamo certo di fronte alle elucubrazioni di St. Francis Folly, ma il gameplay riesce ad intrattenere e a garantire un livello di sfida crescente, stuzzicando sempre più la materia grigia (senza eccessi... per carità, non vogliamo certo far ammattire le nuove generazioni con enigmi alla Sierra).

Incentivo ulteriore al prosieguo del gioco è dato dal loot, elargito a piene mani da nemici e forzieri sparsi in punti più o meno accessibili delle mappe, che consentono di aggiornare ed evolvere nel tempo anche l'armamentario del nostro eroe. Potremo equipaggiare arma principale, arma secondaria e ogni singolo componente dell'armatura del nostro eroe con il loot ritrovato: alcuni pezzi, oltre alle caratteristiche base, possiedono dei modificatori che agiscono sulle stats di Morte, sarà nostra cura allestire la miglior build possibile in base agli effetti che si vogliono ottenere e in vista delle abilità che si intendono usare (magia o danno?). Incentivo non da poco, se si pensa che alcuni titoli basano la loro longevità in gran parte sul drop di loot più o meno sensazionale (la serie di Diablo, per esempio), e in questo la generazione casuale del loot ad ogni partita di Darksiders II non avviene per caso.

 
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