Darksiders 2: è l’ora dell’oscuro mietitore

Darksiders 2: è l’ora dell’oscuro mietitore

Sequel dell’opera prima di Vigil Games, Darksiders 2 ci mette nei panni del Cavaliere dell’Apocalisse Morte. Ecco cosa pensa la redazione di Gamemag di uno dei più attesi hack and slash esplorativi degli ultimi anni.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Arte e tecnica

Quello che manca alla trama, è invece posseduto di diritto dal design di gioco, osservazione questa che va riconosciuta e sottolineata anche per il primo capitolo. Complice la matita del celebre comic artist Joe Madureira, la direzione artistica del gioco riesce ad infodere a personaggi, oggetti e scenari una caratterizzazione epica, e a meno di non apprezzare il tratto massiccio dell'autore, ogni personaggio incontrato riesce a far breccia nel nostro immaginario e a restarne impresso, grazie ad una concezione evocativa che trasuda carisma e passione evidenti. Grazie alle scelte artistiche (char design granitico, palette cromatica brillante, animazioni curate) e alla sceneggiatura (meno banale della trama), il risultato audiovisivo è davvero godibile, nonostante la realizzazione tecnica non brilli per avanguardia.

Infatti, pur essendo complessivamente più che discreto, e avvantaggiandosi del fatto che, per il coinvolgimento del gioco, l'occhio non resta sempre critico dinanzi alla confezione, il comparto grafico è un po' deludente. Innanzitutto la resa globale ricorda titoli di qualche anno fa e non un gioco del 2012, visto che sembra non sfruttare le possibilità hardware offerte dalle tecnologie odierne, ma preferisce assestarsi su un risultato discreto e nulla più, senza troppa cura del particolare, con modelli poligonali non estremamente complessi, utilizzo di effetti grafici dosato senza mai stupire, interazione con gli scenari quasi nulla, motore fisico praticamente inesistente.

Queste pagine non pretendono certo che ogni titolo debba confrontarsi coi benchmark spinti di realizzazioni grafiche che richiedono ben altri hardware, anzi plaude alla scalabilità e al tentativo (quando riesce) di rendere il titolo fruibile alla maggioranza dell'utenza e non solo a pochi eletti: qui però, per alcuni aspetti, siamo al minimo sindacale (muri invisibili?!? nel 2012? ancora??), su questo versante non è stata fatta molta strada nei due anni che lo separano dal primo capitolo, e questo dobbiamo annoverarlo tra i contro. Inoltre l'esiguità delle opzioni grafiche messe a disposizione degli sviluppatori rincara la dose di questa critica, e potrebbe dar adito, nei più maliziosi, a sospetti di un mero porting da console...

Nota a parte per la telecamera, da sempre croce di ogni action (mi stupisco di come, dopo decine di anni, non sia stata ancora individuata una soluzione decente, condivisa e unica per la visuale nei giochi d'azione): il risultato è discreto, ma non mancano il solito repertorio (meno frequente che altrove) di impallamenti, difficoltà visive, rotazioni del punto di vista bizzarre e così via.

Di tutt'altra fattura il comparto audio, che vanta un ottimo reparto di effetti sonori, un accompagnamento musicale degno (che denota ed esalta con afflati incalzanti le battaglie di cui siamo protagonisti) e un doppiaggio molto curato, sia in lingua originale, sia in italiano. E, sottolineiamo ancora una volta, questo non è un fatto scontato, visto che la nostra fama internazionale di grandi doppiatori negli ultimi anni è andata scemando (anche in campo videoludico, con poche eccezioni), e non sempre le nuove generazioni di voci prestate sembrano all'altezza dei plot chiamati a recitare.

Dobbiamo denotare inoltre la presenza di numerosi bug tecnici e di performance, glitch vari che producono durante il gioco effetti imprevedibili e che, in qualche caso, ci hanno costretto a uscire e rientrare nel gioco per poter continuare. Mentre scriviamo la recensione sono state già rilasciate diverse patch che hanno fixato solo in parte i problemi riscontrati, ma confidiamo nella buona lena di Vigil Games.

 
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